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Gli ‘anti’ si godono il successo in piazza: «Matteo simbolo di un Paese rovesciato»

Gli ‘anti’ si godono il successo in piazza: «Matteo simbolo di un Paese rovesciato»

Un fronte eterogeneo, assortito anche dal punto di vista anagrafico – studenti e vecchi compagni – ha dato il benvenuto a Matteo Salvini in piazza Municipio e due ore prima del suo arrivo.
Uds, Casa del popolo, esponenti di sinistra. Gli ideatori del ‘balcone di protesta’, iniziativa che ha registrato un boom nella tranquilla Campobasso. Decine e decine gli striscioni realizzati e appesi. Due quelli che la Digos ha rimosso, ma perché erano affissi a edifici pubblici (il terminal dei bus e la sede dell’associazione Malatesta di proprietà del Comune). «I più gettonati sono stati “49 mln ‘e chi t’è muort” e “Aprite i porti”: ma francamente non ci aspettavamo questo boom, sono 72 ore che siamo chiusi alla Casa del Popolo a fare striscioni e rispondiamo a decine di telefonate». Così Italo Di Sabato della Casa del popolo ha sintetizzato il successo: «Le ultime folli 72 ore, proposte di raccogliere gli striscioni e inviarli dove serve, già pronti. I cittadini hanno risposto oltre ogni aspettativa alla nostra azione di disobbedienza politica».
Da piazza Municipio, dove i manifestanti hanno cantato ‘Bella ciao’, la portavoce Uds Oriana Leone ha sintetizzato: «L’intento era far prendere la parola ai cittadini contrari a una serie di politiche che sta portando avanti questo governo, anche se io vedo larga continuità con quello che lo ha preceduto. Far cogliere come la pensa Campobasso nel momento in cui ha i riflettori puntati su di sé perché arriva Salvini e ci sono le comunali. Una iniziativa «fortemente politica, contro le politiche di odio, militarizzazione di città e scuole».
Soddisfatto, quindi, Di Sabato: «Una larga risposta popolare, spontanea, segno che c’è necessità di riorganizzare il tessuto sociale sulla solidarietà. Oggi chi pratica solidarietà è penalizzato, anzi la solidarietà diventa reato, chi invece inneggia all’odio e al fascismo diventa ministro. Siamo un Paese alla rovescia. Non si può più delegare, bisogna sporcarsi le mani per risolvere problemi prodotti da anni di austerity, cinismo e politiche della sicurezza. Salvini è il prodotto di questi anni, il nemico è diventato il povero, il marginale, chi dissente. La luna di miele non durerà poco, però prima o poi le politiche di sicurezza si ritorceranno contro chi le ha prodotte».
E tra i balconi ‘addobbati’ per Salvini ci sono anche quelli autogestiti, con striscioni realizzati dai proprietari. Come quello che ci è stato inviato in redazione (e pubblichiamo) e che è ‘molisano doc’, puntando su una carenza annosa, mai risolta: quella infrastrutturale. Salvini dice prima gli italiani? No, «prima le strade». r.i.

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