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Gestione del Terminal di Campobasso, «il simbolo del fallimento di Antonio Battista»

Gestione del Terminal di Campobasso, «il simbolo del fallimento di Antonio Battista»

Hanno incontrato la stampo al Terminal di via Vico, «luogo simbolo del fallimento dell’amministrazione Battista». Parte subito in quarta il candidato sindaco dei 5 Stelle Roberto Gravina, aprendo la conferenza con l’annosa questione del project financing della stazione degli autobus.
La vicenda, su cui i pentastellati hanno dato battaglia dentro e fuori dall’Aula per 3 anni, è nota: Il 29 gennaio del 2016 la giunta comunale approva il Piano triennale senza indicare il Terminal tra le opere da realizzare. Due giorni dopo un gruppo di imprenditori – Califel, Co.Ge.Ted. del gruppo Tedeschi e D’Elisiis – presenta un progetto per il completamente e la gestione del Terminal. L’amministrazione fa così ricorso ad una norma (l’articolo 153, comma 19 del codice degli appalti) che prevede la possibilità a qualsivoglia privato di presentare una proposta su un progetto non inserito nel piano triennale. L’amministrazione, valutato l’interesse pubblico dell’opera, fa ‘scattare’ il diritto di prelazione in favore del proponente (il gruppo Califel Cogeted) nel futuro bando di gara per la raccolta delle manifestazioni di interesse.
Una ‘mossa’ sospetta per i 5 Stelle che presentano un esposto all’Anac. L’Autorità anticorruzione ravvede una violazione, in quanto la decisione dell’Amministrazione «non appare in linea con il dettato normativo il quale prevede che le attività di realizzazione dei lavori pubblici di importo superiore a 100.000 euro si svolge sulla base di un programma triennale e dei suoi aggiornamenti annuali che le amministrazioni predispongono e approvano nel rispetto dei documenti programmatori», e richiama il Comune al rispetto della normativa.
Passano 3 anni – nel corso dei quali il progetto sul Terminal resta fermo – e, il 18 aprile scorso, la giunta approva la stessa procedura, ‘bacchettata’ dall’Anac, che garantisce sempre il diritto di prelazione al gruppo di imprenditori (senza Califel).
«Una procedura riattivata in extremis, approvata per altro anche da due assessori passati al centrodestra (De Bernando e Sabusco, ndr), senza tenere minimamente in considerazione i rilievi dell’Anac – ha denunciato ieri mattina Roberto Gravina – con il rischio concreto che il progetto venga nuovamente bloccato».
Ma questo non è l’unico fallimento del centrosinistra, secondo il pentastellato. «Battista ha dichiarato di aver realizzato in questa consiliatura il 95% del suo programma, ma è evidente a tutti – l’attacco – che i conti non tornano. Penso alle scuole: ad oggi nessun cantiere, escluso quello della scuola di Mascione, è stato aperto e pure il concorso di idee per la realizazione dei tre poli di Vazzieri, Cep e via Crispi presenta un’irregolarità, tanto che i progetti vincitori presentati in pompa magna sono attualmente provvisori in attesa di colmare la lacuna. Penso al piano regolatore: in 5 anni non è mai stata avviata una discussione. Penso al verde pubblico e al decoro urbano: il restyling di piazza Vittorio Emanuele è rimasto solo su carta, il parco 5 luglio è ancora di fatto un parcheggio».
E ancora, la gestione del sovrappasso del Terminal: «Già quando Battista era assessore, nel corso della consiliatura Di Fabio, i lavori subirono uno stop, lasciando per anni tutto fermo; solo dopo cinque anni e dopo aver progettato un altro sgorbio architettonico, gemello del ponte già presente, hanno riaperto il cantiere, ignorando qualsiasi nostra proposta migliorativa o alternativa. Per la piscina comunale di Colle dell’Orso nessun atto amministrativo, niente bando, niente idea di riconversione, niente di niente.
L’elenco potrebbe essere aggiornato e reso più cospicuo – ha concluso Roberto Gravina – ma a noi e ai cittadini basta ribadire un solo concetto: la gente quel 95% sbandierato non lo vive e non lo ha rintracciato nella quotidianità, per cui i numeri e le percentuali da campagna elettorale non hanno rispondenza non solo matematica rispetto a quanto prodotto, risultando essere solo il tentativo estremo di snaturare la realtà dei fatti e di questo nessun cittadino campobassano ne avvertiva il bisogno».

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