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Il merletto di Isernia patrimonio dell’Unesco: c’è l’intesa per la candidatura

Il merletto di Isernia, realizzato a tombolo, verso la candidatura come bene immateriale dell’umanità Unesco. Quella di ieri è stata una giornata importante in tal senso. Il sindaco Giacomo d’Apollonio e l’assessore comunale alla Cultura Eugenio Kniahynicki hanno firmato insieme agli amministratori di altri 26 centri sparsi in tutta Italia un protocollo d’intesa con cui di fatto è stata formalizzata la candidatura. Un atto che dà dunque concretezza al cammino intrapreso. La riunione che ha portato alla firma dell’accordo è stata ospitata nella sala consiliare del Municipio di Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Sempre nella città natale di Piero della Francesca è stato sottoscritto un analogo protocollo d’intesa, in questo caso di natura tecnica, tra i gruppi e le associazioni dei vari territori che si sono costituiti nella “Rete per la Salvaguardia dei saper fare l’Arte del Merletto Italiano”. Un summit quello di ieri, che ha sancito l’impegno dei sindaci a promuovere eventi, incontri, manifestazioni a supporto del progetto, ai sensi della Convenzione Unesco 2003. Dopo questo step si dovrà attendere la decisione definitiva che il Mibac dovrà effettuare entro la primavera del 2020.
Dal Piemonte alla Sicilia sono 26 i Comuni che custodiscono la preziosa tradizione del merletto. Insieme a Isernia il protocollo d’intesa è stato siglato da Varallo, Cuneo, Sampeyre, Cantù, Venezia, Chioggia, Gorizia, Chiavari, Rapallo, Portofino, Santa Margherita Ligure, Camogli, Genova, Bologna, Forlì, Meldola, Sansepolcro, Orvieto, Magione (San Feliciano), Offida, Bolsena, L’Aquila, Maglie, Latronico, Mirabella Imbaccari, Bosa oltre che l’Unione Montana dei Comuni della Valsesia.
Nei giorni scorsi lo schema del protocollo d’intesa è stato approvato con un’apposita delibera dalla Giunta comunale di Palazzo San Francesco. «L’Arte del Merletto è fortemente connessa con gli aspetti antropologici delle tradizioni culturali specifiche delle aree territoriali dove si pratica – si legge nell’atto dell’Esecutivo -. La pratica di tale arte richiede principalmente l’acquisizione e la messa in atto di conoscenze, competenze, abilità tradizionali manuali, artigianali e creative strettamente legate ad un’attitudine territoriale che, tramandandosi di generazione in generazione, ha assunto uno specifico valore culturale e identitario. Oltre ad incarnare un importante valore identitario, l’arte del merletto può essere letta storicamente alla luce dell’importanza sociale che la stessa ha rivestito nel favorire il percorso di emancipazione femminile. Il saper fare l’Arte del Merletto si identificano come espressioni creative di alto livello riconosciute a livello locale, nazionale ed internazionale».
«Questo protocollo – ha sottolineato l’assessore Kniahynicki – rappresenta un punto di arrivo per il lavoro svolto ma anche e soprattutto un punto di partenza per instaurare rapporti collaborativi tra i Comuni interessati per valorizzare questa nobile arte. Entro febbraio il Ministero deciderà quale candidatura presentare all’attenzione dell’Unesco, attendiamo speranzosi ma consci che qualunque sarà la scelta del Ministero, qualcosa di positivo ha avuto inizio per la valorizzazione del nostro merletto a Tombolo, tradizione storica della nostra comunità».

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