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Ricci suona la carica, l’edilizia risponde: «Imprenditori e sindacati insieme. La situazione è ormai insostenibile»

Ricci suona la carica, l’edilizia risponde: «Imprenditori e sindacati insieme. La situazione è ormai insostenibile»

«Ha ragione Marciano Ricci. La situazione è ormai insostenibile, le imprese sono diventate le finanziarie dello Stato».
Nicola Messere, coordinatore della Scuola edile del Molise, interviene sulla crisi dell’edilizia che è stato al centro del convegno Ance di cui Primo Piano si è occupato ieri.
«Ormai siamo al punto di non ritorno. Negli ultimi 15 anni la crisi dell’edilizia ha lasciato a casa migliaia di lavoratori e falcidiato altrettante imprese. Anche nel Molise, negli ultimi 15 anni, si sono persi più di 5.000 posti di lavoro e più di 1.000 imprese hanno chiuso i battenti», aggiunge Messere.
Al centro dei lavori del confronto organizzato dall’Ance nazionale, il decreto ‘Sblocca cantieri’. Che organizzazione di categoria, imprese e politica chiedono di cambiare. Per l’assessore regionale del Molise allo sviluppo Vincenzo Cotugno, ad esempio, contiene «troppe storture e cose da correggere, non soddisfa le aspettative del tessuto produttivo di questo Paese».
C’è bisogno, propone quindi Messere, «che le parti sociali edili, imprenditori e sindacati, prendano in seria considerazione ogni forma di pressione al fine di una ripresa del settore. Le costruzioni valgono una quota importante del Pil nazionale. Bene l’intervento dell’imprenditore Ricci sulla ormai insostenibilità della situazione con le imprese che sono diventate le finanziarie dello Stato. Per quanto mi riguarda – ancora Messere – legalità, sicurezza e trasparenza negli appalti con l’eliminazione del dumping contrattuale sono alla base di una rigenerazione del settore e per questo potrà essere d’aiuto anche la bilateralità di settore. Gli Enti bilaterali del Molise stanno lavorando all’organizzazione di una seconda giornata della bilateralità regionale dopo quella organizzata nel dicembre del 2017 alla presenza delle presidenze e direzioni nazionali. A questo punto, vista la situazione, la stessa potrebbe diventare anche qualcos’altro – conclude – Di più importante e più determinante».

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