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La Provincia di Isernia in campo a difesa della Senologia

In attesa delle decisioni da parte dei commissari alla Sanità Angelo Giustini e Ida Grossi in merito alla possibile sopravvivenza del centro di Senologia del ‘Veneziale di Isernia, in città continuano le iniziative a difesa del presidio. In atto c’è una vera e propria mobilitazione e in campo, per dire ‘no’ a nuovi tagli alla sanità, scende anche la Provincia di Isernia. È stata infatti convocata per questo pomeriggio la nuova seduta del Consiglio e dell’assemblea dei sindaci. E tra gli argomenti in agenda è stato inserito un ordine del giorno relativo proprio all’ipotesi di ridimensionamento del Centro di Senologia. All’incontro prenderanno parte anche i cittadini che in queste ore stanno rispondendo all’appello lanciato da comitato ‘In seno al problema’. L’obiettivo è naturalmente quello di mantenere alta l’attenzione su una problematica molto sentita dalla comunità pentra e non solo. Dopo il vertice della settimana scorsa in ospedale, si attende infatti la decisone sulle sorti del centro. Come è noto, il direttore generale dell’azienda sanitaria Gennaro Sosto, ha precisato che fino a questo momento la Senologia non è stato un vero e proprio reparto. Ora si sta facendo un passo avanti, perché si sta procedendo a costituire il reparto vero e proprio il quale tuttavia, alla luce delle riorganizzazione degli ospedali in hub e spoke, sarà realizzato al Cardarelli di Campobasso. Per costituire un reparto sono necessari un minimo di 150 interventi all’anno. Numeri che non ha Isernia e neppure Campobasso. Vero anche che il ‘Veneziale’ è decisamente in vantaggio, ma in virtù delle direttive mirate alla centralizzazione degli ospedali impartite dal ministero si è optato per il Cardarelli, ospedale hub del Molise. Questo vuol dire che gli interventi chirurgici di Senologia saranno effettuati a Campobasso, mentre a Isernia verranno assicurati altri servizi afferenti alla specialistica. Sulla possibilità di continuare a fare attività di sala operatoria a Isernia tuttavia il direttore generale ha in realtà aperto alla possibilità di far restare al ‘Veneziale’ gli interventi, ma in tal caso, a esprimersi su tale eventualità dovranno essere i commissari Giustini e Grossi.

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