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Vitalizi, fine della corsa: c’è il ddl per tagliare gli assegni erogati agli ex

Vitalizi, fine della corsa: c’è il ddl per tagliare gli assegni erogati agli ex

Il Molise non è nella black list. Sono due le Regioni che fanno resistenza al taglio dei vitalizi degli ex consiglieri. È il ministro 5s Riccardo Fraccaro a indicarle al Corriere della Sera: «Il Trentino Alto Adige, e lo dico con rammarico perché io vengo da Trento. E la Sicilia, che addirittura ha affidato la questione a un’apposita commissione, cosa che di solito si fa quando si vuole perdere tempo. Non conosco le motivazioni ma è evidente che così si difendono i privilegi. E mi colpisce che siano due Regioni amministrate dal centrodestra, e quindi anche dai nostri alleati di governo, la Lega».
In Molise, dove pure governano centrodestra e Lega, i due presidenti – della giunta Toma e del Consiglio Micone – hanno presentato una proposta di legge che recepisce l’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni sulla rideterminazione degli assegni vitalizi.
La legge di bilancio 2019 dello Stato – rileva la relazione illustrativa – ha stabilito che le Regioni rideterminino la misura degli assegni vitalizi e dei trattamenti previdenziali a coloro i quali hanno ricoperto gli incarichi di consiglieri, assessori e presidenti di giunta e Consiglio regionali.
La stessa norma prevedeva che i criteri e i parametri della rideterminazione fossero stabiliti tramite un’intesa da adottare in sede di Stato-Regioni, raggiunta il 3 aprile scorso. Lo schema comune di legge regionale è stato approvato il 17 aprile dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative. Il ddl Toma Micone ricalca questo schema.
In particolare l’articolo 1 fissa l’ambito di applicazione della nuova norma che è quello degli assegni vitalizi, diretti e di reversibilità, nonché le quote di assegno vitalizio pro rata in corso di erogazione o on ancora erogati o sospesi. L’articolo 2 reca le disposizioni che regolano il processo di rideterminazione degli assegni, stabilendo i vincoli e l’importo minimo e massimo degli assegni rideterminati, recependo così la “clausola dì salvaguardia” ed il meccanismo di gestione dì quest’ultima per il caso che la spesa complessiva non rientrasse nel limite della spesa determinata dall’applicazione del sistema contributivo “secco” aumentata del 26%. L’articolo 3, invece, disciplina le operazioni da effettuare per ottenere il montante contributivo individuale, che è l’elemento portante del metodo previdenziale-contributivo di ricalcolo dell’assegno vitalizio.
Il presidente del Consiglio ha assegnato la proposta alla I Commissione. Dopo il parere dell’organismo, il testo andrà in Aula. Il termine per approvarlo è il 30 maggio.

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