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La frana di Rio Vivo finisce al Tar, privati contro il Comune

La frana di Rio Vivo finisce al Tar, privati contro il Comune

La frana di Rio Vivo, il movimento del costone che ha fatto sgomberare per ben due volte alcune abitazioni, diviene anche materia per contenziosi amministrativi. Proprio i privati sgomberati e poi rientrati nelle loro case hanno fatto istanza al Tar Molise “Per l’accertamento e la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione Comunale resistente sull’istanza presentata dal signor Angelo Mennello del 29/01/2019 di intimazione e diffida all’esercizio del potere sostitutivo ed all’adozione di tutti i provvedimenti necessari di cui all’ordinanza sindacale contingibile e urgente n. 53 del 27/03/2018 e, conseguentemente, dell’obbligo di provvedere del Comune di Termoli, nonché per la condanna della predetta Amministrazione all’esercizio del potere sostitutivo di cui alla predetta ordinanza e, più in generale, all’adozione di tutti i provvedimenti necessari, espressione di un potere autoritativo, alla sistemazione definitiva del “costone Rio Vivo”, con richiesta, di nomina di un Commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza e l’adempimento degli obblighi connessi alla stessa, in luogo dell’Amministrazione”; i ricorrenti hanno pertanto chiesto all’adito Tar Molise le seguenti conclusioni: “1. accertare la pretesa dedotta in giudizio e l’obbligo di provvedere del Comune di Termoli, con conseguente declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione stessa a fronte dell’istanza e diffida presentata dai ricorrenti e successivamente, condannare il Comune di Termoli all’adozione dei provvedimenti necessari per la sistemazione definitiva del costone “Rio Vivo” e, contestualmente, nominare un Commissario ad acta per gli opportuni adempimenti e per l’esercizio del potere legittimamente invocato dai ricorrenti; 3. il tutto con vittoria di spese e competenze professionali”. Il Comune si è regolarmente costituito in giudizio, poiché ai soli fini della salvaguardia della pubblica e privata incolumità, con l’ordinanza sindacale n. 16 del 20.01.2017, è stato imposto ai signori Ricciuti, quali proprietari dei terreni sovrastanti il tratto di versante franato, di provvedere alla messa in sicurezza del costone in parola. Non avendo i proprietari sopra menzionati adempiuto a quanto imposto, il Comune di Termoli, in via sostitutiva, ha messo in sicurezza l’area provvedendo alla rimozione dei terreni franati che avevano lambito l’edificio del signor Mennello e che erano in parte confluiti sulla carreggiata stradale di via Rio Vivo. A seguire e precisamente nel mese di novembre 2017, a marzo 2018 e a gennaio 2019, sul tratto di costone di Rio Vivo retrostante l’edificio di proprietà del signor Mennello, si sono verificati altri tre smottamenti ai quali è susseguita, ai fini della salvaguardia della pubblica e privata incolumità, l’azione sostitutiva da parte del Comune di Termoli volta alla messa in sicurezza dell’area. Tutto ciò rappresentato per fornire un resoconto dettagliato dell’evolversi della questione in argomento che si protrae dal 1999 e che coinvolge il Comune solo indirettamente, stante il contenzioso giudiziario sull’obbligatorietà dell’esecuzione degli interventi di sistemazione del costone franato, ancora in corso tra il signor Mennello e i proprietari dei terreni posti al di sopra del versante instabile (signori Ricciuti). A questo si aggiunge il difetto di competenza del Comune di Termoli in materia di difesa del suolo che, come noto, rientra tra le funzioni proprie delle Regioni, nonostante l’amministrazione comunale, così come sopra ampiamente rappresentato, ha sempre svolto il proprio compito di soggetto preposto all’adozione delle misure di salvaguardia della pubblica e privata incolumità, intervenendo puntualmente e con proprie risorse finanziarie, alla messa in sicurezza dell’area privata in parola, inoltre quella definitiva richiesta dal ricorrente e che, secondo lo stesso dovrebbe essere effettuata dal Comune in via sostitutiva, non potrà avvenire nell’immediato in quanto, così come evidenziato dai geologi del Servizio Difesa del Suolo della Regione Molise nella relazione tecnica trasmessa con nota acquisita al protocollo n. 17443 del 25.03.2019, il consolidamento dell’intero costone di Rio Vivo e non del solo tratto retrostante l’immobile di proprietà del signor Mennello, dovrà essere effettuato con interventi da realizzarsi nel medio e lungo termine, previa effettuazione di studi specialistici, approfondimenti di natura tecnica e monitoraggi delle dinamiche evolutive dei fenomeni di instabilità del versante. Comunque, è stata già eseguita una prima opera di carattere definitivo, consistente nella realizzazione di un canale di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche sulla sommità del versante instabile e in perfetta aderenza alle indicazioni fornite dai geologi della Regione Molise, si sono avviate le procedure per l’individuazione delle figure professionali per gli approfondimenti e per la redazione dei progetti delle opere di consolidamento dell’intero versante instabile di Rio Vivo.

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