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Brunese ‘ufficialmente’ rettore: «Partiamo a maggio ma avremo risultati già nel 2019»

Brunese 'ufficialmente' rettore: «Partiamo a maggio ma avremo risultati già nel 2019»

Luca Brunese è residente a Campobasso. Napoletano, nella città partenopea torna a casa. Ma il prof di Radiodiagnostica eletto a capo dell’Unimol l’8 maggio scorso nel capoluogo molisano evidentemente non si sente solo di passaggio. Nei giorni che è qui per lavoro, è anche all’anagrafe un campobassano.
Per questo oggi, terzo giorno da ‘ufficialmente rettore’, si recherà al seggio per votare alle amministrative e alle europee. Lo dice con orgoglio: «Sì, vengo a votare perché sono residente a Campobasso. E lo sarò per i prossimi sei anni…».
Il ministro Bussetti ha firmato venerdì il decreto di nomina: Brunese è rettore dell’Università degli Studi del Molise a decorrere dal 24 maggio 2019 (data del decreto). Il mandato è fissato fino al 23 maggio 2025. Domani alle 13, alla presenza del decano Donato Vito Casamassima e del direttore generale Valerio Barbieri, l’insediamento negli uffici del rettorato in via de Sanctis. A Brunese, il ministro Bussetti ha inviato anche una lettera con «vivissime congratulazioni e cordialissimi auguri di buon lavoro».
Nessun interregno di sei mesi, perché il suo predecessore Gianmaria Palmieri si è dimesso e ha così aperto una procedura diversa dal solito: il rettore eletto può entrare immediatamente nelle sue funzioni. E l’avverbio immediatamente il Miur sembra averlo applicato alla lettera: il mandato non inizia, per esempio, dal 1 giugno. Ma dalla data del decreto.
D’altro canto, Brunese è pronto. Anzi, è già nei fatti al lavoro da quando una ventina di giorni fa ha vinto la sfida con il direttore del dipartimento di Agraria Raffaele Coppola. Ha davanti i mesi estivi, non troppo frenetici, epperò alle spalle già cinque mesi trascorsi che nella programmazione di un ateneo sono tanti. Fino a settembre, rodaggio. Rodaggio operativo, naturalmente. Niente relax.
«Sì, io mi sento già pronto. Ho molta voglia di cominciare a fare le cose, perché c’è moltissimo da fare», conferma a Primo Piano. «Il 2019 sarà un anno di grande importanza, non solo per nostra scelta, anche per le previsioni della finanziaria. Noi dobbiamo essere già pronti. Cominciamo a maggio. E questo dimostra anche che sarebbe stato sbagliato votare più tardi. Anche se partiamo a metà anno, però, faremo il possibile perché il nostro ateneo raggiunga buoni risultati già nel 2019».

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