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Un emendamento al decreto Calabria autorizza il richiamo dei pensionati in corsia, ma è giallo

Un emendamento al decreto Calabria autorizza il richiamo dei pensionati in corsia, ma è giallo

Rischiano di dover restituire i compensi che hanno percepito negli ultimi dieci anni. Anzi, su mandato del commissario della sanità Giustini, l’Asrem ha già avviato il recupero delle somme corrisposte alle guardie mediche per le indennità assicurativa e pediatrica (finite nel mirino della Finanza e della Corte dei Conti). Per questo molti professionisti si sono rivolti agli avvocati.
Snami e Fimmg, in particolare, per conto loro e dei medici associati hanno dato mandato all’avvocato Massimo Romano per impugnare i provvedimenti della struttura commissariale e «affermare il diritto alla percezione delle indennità messe in discussione». Un’azione collettiva con l’obiettivo di scongiurare la sospensione dei compensi e il recupero del presunto indebito.
Intanto, a Roma, è giallo su un emendamento al decreto Calabria presentato da numerosi deputati pentastellati. Prevede che per garantire le prestazioni di assistenza sanitaria le aziende sanitarie possano conferire per gli anni 2019 e 2020 incarichi con contratto di lavoro autonomo di durata non superiore a due anni e non rinnovabili, a medici già in pensione che non abbiano superato i 70 anni. Gli incarichi sono subordinati a una serie di condizioni: una preventiva programmazione dei fabbisogni di personale; l’indisponibilità di risorse umane all’interno delle Asl; l’assenza di valide graduatorie regionali di concorso pubblico o avviso pubblico, cui attingere per eventuali assunzioni a tempo indeterminato o a tempo determinato; oppure, pur in presenza di graduatorie il rifiuto di chi vi è utilmente collocato; infine l’indizione infruttuosa di concorsi.
Tutte condizioni già vere per l’Asrem, che aveva provato a reclutare i medici in pensione su autorizzzazione del commissario Giustini. Le procedure sono state bloccate dai ministeri dell’Economia e della Salute in attesa di un parere della Funzione pubblica che non è finora mai arrivato. Quindi, col decreto Calabria è tutto risolto?
No. Perché una fonte parlamentare spiega che l’emendamento – insieme agli altri ieri è stato all’attenzione della commissione Bilancio per le coperture – sarà ritirato. Non avrebbe dovuto essere nel fascicolo, evidentemente non c’è accordo su una soluzione che i tecnici ministeriali e i sindacati dei medici vedono come fumo negli occhi. Nonostante il ministro Grillo abbia dichiarato – quando dopo il Molise intrapresero la stessa strada Veneto ed Emilia Romagna (poi lo ha fatto pure il Piemonte) – che pur essendo l’ultima spiaggia lei non si sente di condannare chi ricorre ai pensionati.

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