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Con la scomparsa di Biscardi la cultura molisana si impoverisce

Ha fatto della coerenza il suo vessillo. Roba da far rabbrividire i saltafosso di oggi che vedono la sponda opposta solo come approdo per soddisfare le proprie aspettative, ad ogni costo, incuranti dei cadaveri sui quali si passa sopra. Luigi Biscardi, politico, preside, uomo di cultura, persona degna di ogni rispetto, spentosi all’età di 91 anni, che avrebbe compiuto il giorno tredici del prossimo mese di settembre, lascia una eredità ricca di genuini valori, che dovrebbero rappresentare il punto di riferimento per tutti.
Coerente, sempre dalla stessa parte politica, una parte che l’ha tenuto relegato ad un ruolo non di comando dal punto di vista delle decisioni, ma sicuramente brillante suggeritore in direzione di obiettivi utili e interessanti per la collettività , collettività alla quale è stato chiamato a fornire il proprio contributo da diverse angolazioni, ad ogni gradino istituzionale.
A livello locale, e non solo, ha incarnato i panni del personaggio di spicco, di quelli che non passano inosservati, distinguendosi dal resto della truppa. Il tutto derivantegli da una preparazione e un’istruzione acquisite in anni e anni di studi e di ricerche.
Divoratore di libri (rubare un libro – sosteneva – non è furto. Non esiste il furto di cultura), ha immagazzinato una conoscenza fuori dal comune. Per tale motivo, in ogni angolo della regione e della penisola, ovunque ci fosse un tema culturale da sviluppare sulla vita, sulle opere, sulle gesta di chicchessia, contemporaneo o non, la sua figura è stata sempre tenuta nella massima considerazione. Il più delle volte è apparso, non per colpa sua, decisamente troppo presenzialista, non avendo la forza di dire di no alle ripetute sollecitazioni. Era un piacere ascoltarlo nelle sue dissertazioni, sempre puntuali, attinenti, tanto forti erano la sua capacità e competenza e il suo spiccato senso oratorio e forbito linguaggio. Di tutto rilievo, in particolare, i suoi interventi e le sue relazioni su Vincenzo Cuoco, di cui è stato un illustre studioso, oltre che una profonda cassa di risonanza per il celebrato corregionale, originario di Civitacampomarano.
Politico di razza, socialista di ferro,intellettuale, educatore e preside d’altri tempi ha forgiato, sotto la sua direzione al classico “M.Pagano” del capoluogo regionale, generazioni di liceali , formati con la sufficiente rigidità che si deve riservare agli studenti per farli maturare e con l’insegnamento intransigente per renderli ricchi di sapere.
Sono stati in tanti a rendergli omaggio, sia nella sua casa di Via Veneto, di fronte all’edificio che ospita il ragioneria intitolato a “Leopoldo Pilla”, sia nella chiesa “Sacro Cuore” dei padri cappuccini in piazza S.Francesco, ove ieri mattina si sono celebrate le esequie, presiedute dal parroco Luigi Chiarolanza, che ha definito Biscardi “persona operosa”, prima che la salma raggiungesse il suo paese natìo, Larino, a testimonianza di un passaggio terreno che ha messo in vetrina le sue notevoli qualità.
E proprio da Larino, che gli ha dato i natali nel 1928, è iniziata la sua ascesa professionale di educatore e di politico che l’hanno portato a raggiungere le più belle soddisfazioni in entrambi i settori. In quello della scuola, che l’ha visto insegnante prima, e preside nel capoluogo regionale molisano poi, per oltre un quarto di secolo, e sovrintendente dell’ufficio scolastico regionale delle Marche, ad Ancona, dopo essere stato nominato dirigente superiore del Ministero della Pubblica istruzione, per oltre un lustro, e in quello della politica, ove ha rivestito il ruolo di sindaco del centro frentano, consigliere comunale e consigliere provinciale di Campobasso, consigliere regionale del Molise e parlamentare della Repubblica, ove per ben tre legislature è stato eletto senatore.
In questa ultima veste, ricoprendo la carica di vice presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Senato, contribuisce a far approvare la legge a tutela delle piccole scuole, particolarmente presenti in quei Comuni con popolazione demografica scarsa, in cui, ovviamente, rientravano anche quelli della nostra realtà regionale e di cui ne aveva piena cognizione e conoscenza.
Personalità poliedrica, così come magnificamente tratteggiata in chiesa da Norberto Lombardi, ex allievo e figura di rilievo della sinistra regionale, ha fatto coabitare, quindi, l’impegno di uomo di scuola con una energica attività politico-amministrativa e, in primo luogo, una intensa, seria, dedizione alla ricerca storica e letteraria, sulla letteratura italiana e su quella dialettale molisana. Autore di moltissime pubblicazioni, di saggi su tanti personaggi molisani e, in maniera particolare, come detto, su Vincenzo Cuoco. Per il quale il “nostro” si spese moltissimo, specie in occasione di un convegno internazionale che si svolse a Campobasso dal 20 al 22 gennaio 2000 nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario del 1799 dal titolo “Vincenzo Cuoco nella cultura di due secoli”, nel corso del quale si documentò il percorso di studi e ricerche mirati a ricostruire il rilievo e l’incidenza dell’opera dello scrittore molisano Cuoco nella vicenda intellettuale d’Italia nell’Ottocento e nel Novecento.
Con Luigi Biscardi, a distanza di due anni dalla morte del fratello Aldo, notissimo giornalista sportivo della Rai, se ne va una persona per bene, uno studioso che ha dato tanto al Molise e che adesso farà avvertire pesantemente la sua assenza dal punto di vista culturale.
Michele D’Alessandro

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