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Rimborsi ai trapiantati, arriva il testo unico

Rimborsi ai trapiantati, arriva il testo unico

La giunta regionale prova a fare chiarezza e rendere più snella la richiesta di contributi in favore di soggetti trapianti o in attesa di trapianto o affetti da patologie gravi o affetti da patologie rare, non trattabili nelle strutture sanitarie della Regione Molise. Così su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, Luigi Mazzuto, l’esecutivo regionale, con deliberazione 209, il 14 giugno, ha approvato un nuovo disegno di legge con cui abrogare le precedenti normative regionali: la 18/2001, la 17/2007, la 23/2008 e la 17/2014. Quattro leggi che, come scrive la giunta nella sua proposta di legge, «hanno generato non poche difficoltà in materia sia nei cittadini richiedenti i contributi che nella gestione delle richieste da parte di Asrem». Insomma, una testo unico per fare chiarezza e non creare confusione. Proposta inviata ora all’attenzione del Consiglio regionale.
Confermata la quota sul bilancio previsionale di 250mila euro per il 2019. Stanziamenti che per il 2018 sono stati erogati all’Asrem con la delibera 203 proprio qualche giorno fa (era il 10 giugno, ndr). Così come restano confermati gli scaglioni di reddito che danno diritto a chiedere il rimborso: potranno accedere solo i cittadini con un Isee non superiore ai 36 mila euro, nelle modalità già stabilite dalla legge 17/2014, calcolato ai sensi del decreto legislativo 159 del 5 dicembre 2013 e successive modifiche e integrazioni.
Una legge con cui la Regione Molise tutela i soggetti affetti da patologie che necessitano di trapianto d’organo o di tessuti o affetti da patologie rare, purché riconosciute dal ministero della Salute e purchè non siano trattabili nelle strutture ospedaliere molisane.
Possono essere rimborsati gli esami preliminari e quelli per la tipizzazione tessutale, gli interventi di trapianto nonché tutti i controlli successivi, trattamenti sanitari e dell’eventuale espianto da donatore. Assistito che, ricordiamo, potrà richiedere anche il rimborso anticipato delle spese, «nella misura massima dell’80 percento sul prevedibile contributo loro spettante», così come il ristoro per l’eventuale accompagnatore nonché al donatore ed al suo eventuale accompagnatore «purché adeguatamente documentate».
Possono essere ristorate anche le spese per il viaggio, anche aereo, oppure con autovettura privata. In quest’ultimo caso «è corrisposto un rimborso pari ad un quinto del costo, vigente nel tempo, della benzina super per ogni chilometro percorso, nonché il rimborso per le spese sostenute e documentate per il pagamento dei pedaggi autostradali». Il tutto calcolato «sulla più breve distanza viaria possibile tra il luogo di residenza dell’assistito e quello dove è ubicata la struttura sanitaria di ricovero».

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