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Venafro celebra i Santi Martiri, il Pontificale all’insegna dell’ambiente

Solenne Pontificale all’insegna dell’ambiente e della natura quello di quest’anno a Venafro. Ieri mattina, infatti, forte è stato il monito del vescovo Camillo Cibotti in tal senso. Con le festività in onore dei santi martiri che oggi vivranno il loro ultimo atto con la solenne processione alle ore 20, il presule ha inteso inchiodare alle proprie responsabilità i rappresentanti politici presenti nelle prime file della basilica di San Nicandro. Il tema è sempre più sentito. E il vescovo, non a caso, ha parlato di aziende che mirano solo al profitto, costi quel che costi. Cibotti, nei suoi 18 minuti di intervento, tra le altre cose ha sottolineato pure la grave piaga dell’emigrazione dei giovani. Una fuga che andrebbe fermata al più presto per costruire nel proprio territorio una nuova società.
Il secondo discorso del sindaco Alfredo Ricci ha posto l’accento sull’attenzione che occorre prestare agli ultimi. Subito dopo, come da rito e tradizione, Ricci ha consegnato nelle mani del vescovo le chiavi della città e i ceri, «a simboleggiare l’appartenenza della nostra comunità ai santi martiri.Non è una banale forma di sottomissione, bensì è una liturgia che profuma di affidamento della nostra città alla protezione e all’intercessione dei santi martiri, attraverso il vescovo, che è la continuità del messaggio cristiano nella Chiesa locale».
Come detto, comunque, oggi è l’ultimo giorno di festeggiamenti: si parte alle 8 con il giro per le vie della città; alle 10 matinée musicale in piazza Cimorelli con il gran concerto bandistico Città di Ailano; alle 19 la tradizionale ammessa; alle 20, quindi, la solenne processione di “ritorno” per le vie di Venafro; a mezzanotte la chiusura dei festeggiamenti con i fuochi pirotecnici.

Il monito di monsignor Cibotti ai politici: lavorate affinché i giovani restino qui

«Sull’esempio dei nostri Santi Martiri, mettiamo al centro della nostra vita Cristo. Mettere Cristo al centro ci permetterebbe di comprendere la necessità delle persone con cui condividiamo la nostra esistenza. Mettere Cristo al centro significherebbe spostare l’attenzione dalle cose alle persone. Cristo al centro significa anche riscoprire la nostra realtà personale e la nostra identità cristiana»: forte l’appello in favore della vita, dell’ambiente, dei valori autentici, in difesa dei giovani, lanciato dal vescovo della diocesi di Isernia-Venafro, durante il Pontificale in onore dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, durante la cerimonia della consegna delle chiavi e dei ceri della città del sindaco di Venafro Alfredo Ricci.
Monsignor Cibotti ha evidenziato come «tradizionalmente autorità civile e religiosa davanti ai santi patroni ci si ritrova a tirare le somme perché i nostri santi martiri aprano le porte della speranza per un mondo migliore. E come Pastore di questa città, in questa giornata, quello che più mi assilla di ogni altra cosa è constatare che ancora molti fratelli sono all’angolo in attesa che la loro situazione migliori, famiglie in difficoltà e con la paura del futuro».
Il presule, poi, ha parlato di ambiente, giovani ed educazione ai veri valori. «Qui vorrei mettere in evidenza- ha detto tra l’altro il Vescovo Cibotti- chi nella realtà venafrana si impegna per un ambiente più respirabile, chi si batte perché non si subiscano i condizionamenti di una industria sfrenata che più che tendere al bene della persona e della collettività, pensa al profitto. È bello constatare proprio in questa città, quello che sta maturando come bisogno di vivere in un ambiente salubre, in una realtà che permetta ai nostri figli di guardare con serenità al futuro. Come bello vedere lottare tanti giovani perché vengano debellate tutte quelle cause che producono malattie incurabili che colpiscono questa terra. E il motivo centrale di questa festa ai nostri Santi Martiri, oggi, è non aver paura di dire la verità su ciò che avvelena il nostro ambiente».
Monsignor Cibotti ha dunque voluto rimarcare la vera emergenza che colpisce il territorio venafrano: l’inquinamento. «Alla luce di quanto fatto dai nostri Martiri- ha concluso il presule- abbiamo l’opportunità, tra l’altro, di riscoprire quei atteggiamenti che ci possono condurre verso un mondo nuovo, ci prodighiamo per il benessere di tutti. E poi i giovani: vanno via, che fare? Lo sforzo di tutti, in primis di chi governa in questa regione, è quello di far rimanere i nostri giovani, dicendo loro che è bello poter rimanere, senza scappare, verso una educazione al bene comune, alla riscoperta delle bellezze locali, orgogliosi di dare insieme testimonianza della bellezza della nostra città, insieme dire di essere orgogliosi di essere molisani. Insieme costruiamo un mondo migliore».
Marco Fusco

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