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Le alghe tossiche restano fuori dal ciclo potabile

Torna d’attualità con l’istanza promossa attraverso la stampa locale la vicenda della fioritura di alghe potenzialmente tossiche nell’invaso del Liscione. A formularla, sempre il dottor Giancarlo Totaro, sindacalista medico della sigla Fimmg-118. «Visti gli eventi a cascata verificatisi in questi giorni riguardanti il lago di Guardialfiera che provvede all’approvvigionamento idrico di Termoli e basso Molise ed il successivo guasto all’impianto di potabilizzazione delle acque, si rinnova l’esortazione ai sindaci fatta martedì 11 giugno di rendere pubblici i risultati rilevati dall’Arpa Molise degli esami microbiologici e tossicologici delle acque raccolte nei punti terminali delle zone di consumo eseguiti a campione presso tutti i comuni interessati». Ringraziamo la solerzia e la tempestività del sindaco di Petacciato, Roberto Di Pardo, che appena letta la notizia sull’appello di Giancarlo Totaro, rivolta proprio ai primi cittadini del basso Molise, ha divulgato trasmettendocelo, il rapporto dell’Arpa Molise sull’esito dei controlli effettuati nell’invaso del Liscione e che abbiamo anche documentato nei giorni scorsi. Si parla degli esami di tossicità dell’acqua proveniente dalla Diga del Liscione. Il direttore tecnico-scientifico dell’Arpa Molise, ha riscontrato alla richiesta di informazioni, che gli esiti analitici effettuati sulle acque prelevate in data 12 e 14 giugno 2019 presso i seguenti punti di prelievo: Termoli – Greppe di Pantano (entrata impianto di potabilizzazione); Termoli – Greppe di Pantano (uscita impianto di potabilizzazione); Larino – (entrata impianto di potabilizzazione); Larino – (uscita impianto di potabilizzazione); Guardialfiera – (Lago – Torrino di presa); non hanno evidenziato la presenza di Aphanizomenos flos-aquae. Solerte anche la risposta da parte del sindacalista medico Giancarlo Totaro della sigla Fimmg-118 sui dati relativi agli esami tossicologici all’uscita degli impianti di potabilizzazione dell’acqua a opera dell’Arpa Molise.
«Si ringrazia il sindaco di Petacciato perché ci ha compartecipato dei risultati avuti dall’Arpam, veramente apprezzabile e da imitare nell’impegno. La risposta dell’Arpa Molise però è limitata perché è riferita solo “all’alga cianotizzante” ed è un’ottima notizia.
Ma per la salute dei cittadini si devono conoscere anche i risultati microbiologici e tossicologici (ad esempio i trialometani) completi che sono un’altra cosa, non solo per l’alga e le sue relative tossine.
Perché ci sono possibili effetti sull’acqua derivanti dall’uso in eccesso o in difetto di sostanze usate per la potabilizzazione (vedi ipoclorito).
Per esempio se si usa poco ipoclorito aumentano i batteri e porta che portano tossinfezioni, se invece se ne usa troppo con un eccesso di sostanza organica nell’acqua aumentano i trialometani che sono “cangerogeni”. Ecco perché quelle analisi non sono sufficienti e dicono solo dell’alga e delle sue tossine, ma invece si devono conoscere e fare anche quelle tossicologiche e colturali. Se non sono stati fatti è necessario farli o richiederli per sicurezza».
E ancora, «Servono le analisi dell’acqua dopo la chiusura della erogazione, che infatti ancora non viene pienamente ripristinata non quelle di prima riferite a martedì 12 e giovedì 14. Anzi si può ben notare che nonostante le acque siano risultate prive di alghe dai prelievi del 12 e del 14 giugno si è avuta comunque l’interruzione dell’erogazione i giorni successivi per problemi di potabilizzazione. Si vorrebbe che fossero rese note le analisi complete chimico-fisiche-tossicologiche e microbiologiche attuali dopo il pieno ripristino del servizio idrico ai cittadini (non quelle di prima). Le alghe sono all’origine del problema altrimenti come si spiegherebbe che il flusso non viene ristabilito e l’emergenza idrica superata? Secondo me c’è ancora da fare per rendere “molta” acqua potabile da essere sufficiente per tutti i comuni e fanno bene a Molise Acque a essere molto cauti senza un riscontro pieno delle analisi complete comprese quelle tossicologiche. Altrimenti se fosse solo il problema legato alle alghe perché non riprende il normale flusso e si tenta di immettere prematuramente l’acqua dell’acquedotto “Molise centrale”?»

«Abbiamo vissuto momenti di grande difficoltà, anche per le notizie a singhiozzo»

Crisi idrica, da giorni si fatica a gestire la situazione in basso Molise. Un combinato disposto di guai, tra proliferazione di alghe nel Liscione, ritardi sulla tabella di marcia del Molisano centrale (che avrebbe dovuto aprire i rubinetti a novembre) e guasti all’impianto di potabilizzazione, col corollario di risorse al limite, hanno creato problemi e disagi a varie comunità.
Il sindaco di Portocannone, Giuseppe Caporicci, ci ha riferito cosa è accaduto e ancora sta accadendo e come si cerca di portare la criticità a soluzione o quanto meno tamponarla.
«Abbiamo vissuto momenti di forte difficoltà; alla mancanza di acqua, che già di per sé è una criticità importante, si è aggiunta anche una frammentarietà di notizie determinata probabilmente anche dal fatto che il problema si è verificato nel fine settimana e quindi ad uffici chiusi.
Ricapitolando: sabato mattina abbiamo ricevuto intorno alle 10 Pec di Molise Acque che ci informava della riduzione del flusso del 20% in via precauzionale. E fin qui nessun problema, è una cosa di routine considerato il periodo, pertanto ci stavamo organizzando per gestire la risorsa tenendo in debita considerazione la predetta riduzione.
Purtroppo domenica mattina alle 10 abbiamo ricevuto un ulteriore Pec che ci informava della sospensione del flusso.
La normalizzazione del flusso era stata preannunciata nella stessa PEC per la serata di domenica, ma visto il perdurare del problema, intorno alle 21 abbiamo richiesto d’urgenza un autobotte alla Protezione Civile per tamponare le esigenze più immediate (famiglie con bambini piccoli, anziani allettati ecc.); naturalmente, essendo domenica sera, abbiamo potuto contare solo sui social e sul passaparola come strumento di comunicazione alla cittadinanza.
Per il lunedì mattina abbiamo richiesto nuovamente l’autobotte questa volta facendola precedere da messaggio diffuso da auto comunale con altoparlanti per dare maggior diffusione possibile alla notizia.
Colgo l’occasione per ringraziare la sala Operativa della Protezione Civile e la Misericordia di Termoli per gli interventi eseguiti quasi in tempo reale.
Finalmente nella tarda mattinata di ieri è stato ripristinato il flusso anche se in misura parziale, tanto che in diverse zone del paese, tipo quelle poste più in alto rispetto al serbatoio, la situazione si è normalizzata solo in tarda serata.
Attualmente la situazione è stazionaria con il flusso in entrata che a stento riesce a compensare quello in uscita.
Stiamo organizzando coi sindaci dei paesi limitrofi un incontro con vertici regionali e dell’azienda speciale Molise acque per avere notizie certe sullo stato dell’arte e sulle tempistiche di effettivo allaccio all’Acquedotto Molisano Centrale, unica speranza di normalizzazione che potrebbe evitarci di passare l’ennesima estate in emergenza».

E nella mappa dell’emergenza idrica entra da protagonista pure Guglionesi

Anche a Guglionesi problemi di approvvigionamento idrico, comune finora escluso dalla crisi dettata dal guasto sul Liscione e dalla riduzione del flusso disposta da Molise Acque.
Ecco il messaggio diffuso ieri: «Si avvisa la cittadinanza che Molise Acque ha ridotto di oltre il 50% l’erogazione dell’acqua potabile a questo comune. Pertanto, in mattinata verrà sospesa l’erogazione dell’acqua nel centro abitato fino alle ore 13 e sarà ulteriormente interrotto alle ore 20.30 e fino alle ore 6 del giorno di mercoledì 19 giugno. Inoltre, l’erogazione è stata sospesa nelle contrade San Vito, Valle di Gioia, Chiancate, Monte Antico e Macchie e se ne prevede la riapertura nella mattinata di giovedì 20 giugno». Con l’arrivo dell’estate, immancabilmente, viene interrotto il flusso idrico.
Immancabilmente, Molise Acque, prima toglie l’acqua e poi avvisa rendendo i cittadini terribilmente irascibili e, facendo passare le varie amministrazioni comunali come gli artefici di tutto ciò.
«Non è possibile una situazione del genere, siamo nel 2019 e ancora siamo a questo punto!» è uno dei tanti commenti che si leggono scorrendo i vari gruppi social su Guglionesi. «E’ una vergogna. Loro interrompono il flusso, bene, noi interrompiamo i pagamenti».
L’acqua, quel bene prezioso che serve sempre, e che, a maggior ragione con l’estate rovente serve ancora di più. L’acqua, il bene primario di cui i cittadini vengono privati. E se nei paesi per qualche ora il flusso idrico verrà ripristinato, nelle campagne bisognerà, se tutto andrà bene, aspettare il 20 giugno.
«Si può una cosa del genere?» «E gli avvisi? Perché non avvisate prima? E perché lo fate sui social? E gli anziani?» altre domande ricorrenti che, però, non hanno risposte.
Non è una critica agli attuali amministratori, come qualche fan-supporter del nuovo sindaco dice, ma è una critica che si protrae nel tempo: giunta Bellotti, giunta Antonacci, giunta Bellocchio e via dicendo.
Forse dovrebbero rimettere il famoso “banntor” banditore che dir si voglia, almeno per avvisare, anche a cose fatte la cittadinanza.
Tutto questo sta comportando e comporterà tanti disagi anche per i portafogli dei cittadini che, in queste ore, stanno correndo ai ripari per accaparrarsi bottiglie d’acqua nei supermercati.
Ora la domanda sorge spontanea: campagna di sensibilizzazione contro lo spreco della plastica, ma se tolgono l’acqua, il consumo di plastica aumenta, quindi, che si fa?

Gli attivisti del Soa lanciano accuse contro i vari livelli istituzionali: la solita canzone

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Soa Sindacato operai autorganizzati, in merito alla crisi idrica di questi giorni in Basso Molise: «E’ la solita canzone: ‘’Per problemi tecnici la società Molise acque ha interrotto il flusso idrico’’. Così i sindaci di alcuni paesi del Basso Molise comunicano ai cittadini, ma oltre alla Protezione Civile che cerca di dispensare litri d’acqua nel suo limite, nessuno ci spiega di chi sono le responsabilità, ricordiamo che succede spesso che la società di acqua dirama una nota, e se ne lava le mani’. Chi è Molise Acque? Per l’Inps è un’azienda, per la Regione è una partecipata, prova ne sia il fatto che il governo regionale ha sempre dimostrato molta attenzione sulla scelta del Consiglio di amministrazione, quindi è un ente pubblico o la gestisce un privato? La risposta la troviamo sugli effetti disastrosi gestionali a spese della popolazione, qui il problema è prettamente politico. A che punto è la condotta dell’acquedotto centrale, la famosa acqua del Matese che doveva arrivare in Basso Molise? Solo un anno fa il presidente della Regione Molise, dopo anni di tribolazioni e milioni di euro di lavori, annunciava il completamento dello stesso e l’allaccio effettivo in breve tempo, intanto da più giorni alcuni paesi del Molise, in particolare Portocannone, Ururi e San Martino in Pensilis, sono completamente a secco, situazione vergognosa e di basso profilo morale da parte di chi dovrebbe garantire un diritto primario che è l’acqua. La situazione persiste e il danno per le famiglie, le aziende e attività è sempre più pesante. Chiediamo un intervento immediato da parte delle istituzioni preposte prima di dichiarare ufficialmente una grossa protesta popolare».

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