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Pa Social Day, quando i big data sono di supporto al territorio

Importante appuntamento ieri a Campobasso, dove in contemporanea con altre 18 città, si è svolta la seconda edizione del PA Social Day. Un evento unico nel suo genere, caratterizzato dal confronto e dalla riflessione.
Promossa e organizzata a livello nazionale dall’associazione Pa Social, la manifestazione in Molise ha visto scendere in prima linea la Camera di Commercio di Campobasso, grazie alla sinergia del PID (Punto Impresa Digitale) e la collaborazione dell’Università degli Studi del Molise. Una giornata dedicata, prima di tutto, all’inquadramento teorico sulla grande quantità di dati disponibili grazie alle tecnologie ICT, sul loro utilizzo e sulla loro valorizzazione, durante la quale i partecipanti hanno affrontato anche un’esercitazione pratica sulle applicazioni di questi concetti nella vita d’impresa e in quella delle Pubbliche Amministrazioni. Una mole di dati – definita per l’appunto big data – a disposizione dell’intera collettività utile soprattutto allo sviluppo economico e sociale, di ogni territorio
«La Camera di Commercio, proprio in questa giornata, ha scelto di dare un segnale al territorio: ha pubblicato, sul suo sito internet istituzionale, un primo data set di tutte le imprese che compongono il tessuto molisano. Un set utile a chiunque voglia fare un’indagine sul territorio e disponibili sul sito della Camera di Commercio del Molise con l’andamento di tutte le attività economiche a partire dal 2000 e fino al 2018, diviso per Comune e per settore di interesse» ha spiegato Eliana Marinelli, responsabile ufficio comunicazione della Camera di Commercio.
«Una decisione – ha detto invece il presidente Paolo Spina -, nata dalla richiesta, arrivata dagli imprenditori e associazioni di categoria, di conoscere l’andamento di un particolare settore nel proprio comune, per poter cominciare a orientare le proprie scelte di investimento. Allo stesso tempo, un dato particolarmente utile alle pubbliche amministrazioni e alla società civile per comprendere l’evoluzione del nostro tessuto imprenditoriale. Dati che possono creare un vantaggio competitivo per il nostro territorio, perché permettono di mettere in evidenza gli ‘asset’ sui quali si basa la nostra economia. Un punto di partenza, che nei prossimi anni potrà essere implementato con ulteriori tipologie di dati che la Camera di commercio può mettere a disposizione, con riguardo ad esempio alla natura giuridica delle imprese molisane o alla tipologia di imprenditore».
Monitoraggio del territorio che per Spina potrebbe essere utile anche all’Agenzia delle entrate per «incrociare questi dati con il fatturato appartenente ai diversi settori». Ma non solo. Potrebbero essere utili per incrociarli con «i dati comunali in relazione a permessi di occupazione del suolo pubblico», e ancora «trasporti, spese in relazione a determinati eventi per arrivare, ad esempio, ad una migliore organizzazione degli stessi a vantaggio di cittadini e imprese».
Ad entrare nel dettaglio degli open data, semplificandone la comprensione, il professore dell’Unimol, Rocco Oliveto: «Quando parliamo di open data e di big data parliamo di una ricchezza. Una enorme quantità di dati che oggi le aziende hanno a disposizione». Una ricchezza che «deve essere valorizzata nel modo giusto». Raccolta di informazioni a cui, ovviamente, consegue anche un’analisi: «È opportuno creare consapevolezza che questi dati, se non trattati opportunamente, se non analizzati in maniera corretta, possono portare a deduzioni completamente sbagliate».
Resta quindi il problema di come etichettare i big data, con la necessità «in questo mare magnum, di capire qual è il dato attendibile» riuscendo a stabilire con contezza quali «come estrarli e quali tecniche utilizzare».

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