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Fiera delle cipolle: ecco la mappa dell’evento più atteso dagli isernini

Fiera delle cipolle: ecco la mappa dell’evento più atteso dagli isernini

C’è la mappa per la fiera delle cipolle, uno degli eventi più attesi dagli isernini che si terrà il 28 e 29 giugno.
L’evento si svolgerà nelle seguenti vie e piazze cittadine: via Giovanni XXIII (dall’incrocio con via Don Luigi Sturzo), via Umbria, via Veneziale, via Libero Testa (dall’angolo piazza Giustino d’Uva fino all’incrocio con via Veneziale), piazza Giustino D’Uva (limitatamente allo slargo davanti alla Chiesa di Santa Maria Assunta e fino all’edicola ivi esistente), via Saragat e via Formichelli (limitatamente alle zone di intersezione con via Giovanni XXIII). L’orario di svolgimento andrà dalle ore 8 alle ore 24 di venerdì 28 giugno, e dalle ore 7 alle ore 14 di sabato 29 giugno.
La deliberazione prevede anche la collocazione di alcuni specifici punti di esposizione e vendita. I produttori locali di aglio e cipolla, che sono dotati del ‘bollino blu’ a garanzia della tipicità del prodotto commercializzato, saranno ubicati sul marciapiede dell’auditorium Unità d’Italia. Gli espositori e gli hobbisti andranno collocati sul lato sinistro dell’auditorium. Le paninoteche e le bancarelle che utilizzano i gas di petrolio liquefatti (gpl) verranno localizzate nelle aree periferiche della fiera o, comunque, in posti che consentano il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi e sicurezza.
L’atto di giunta prescrive, altresì, che dovranno essere garantiti idonei servizi igienici per l’utenza, soprattutto nei pressi delle aree adibite a somministrazione, e dovrà essere adottata ogni utile misura per la raccolta differenziata dei rifiuti.
La fiera delle cipolle è certamente quella legata alla ricorrenza dei santi Pietro e Paolo. «Un giorno – racconta lo storico Mauro Gioielli – la madre di san Pietro, donna avara e cattiva, mentre sciacquava in un ruscello delle cipolle appena colte, se ne fece sfuggire una di mano, che fu portata via dalla corrente. Poco più giù una povera vecchina riuscì ad afferrare l’ortaggio e chiese alla madre di san Pietro il permesso di mangiarlo, perché aveva fame. Quella, per la prima volta nella sua vita, fu colta da benevolenza e annuì. Quando la mamma di san Pietro morì, fu mandata all’inferno a causa della sua avarizia. Ne rimase scontenta e irritata. Così ricorse al figlio. La donna non faceva altro che chiamarlo per ripetergli di trasferirla in paradiso. Allora, per far cessare quel lamento, san Pietro decise di invocare l’intervento di Gesù per tirarla via di lì. Dopo tutto una volta ha fatto la carità ad una vecchia affamata. A Gesù venne quasi da ridere, però, per far piacere a Pietro, acconsentì che la madre potesse uscire dall’inferno, facendola appendere ad una resta di cipolle. Appesa la madre alla resta, il santo cominciò a farla salire verso il paradiso, ma le altre anime dannate si avvinghiarono alla veste della donna per salvarsi anch’esse. Ella, allora, cattiva com’era, urlò loro di staccarsi e menò calcioni, perché voleva salvarsi da sola. E tanto urlò e si dimenò che la resta si spezzò, facendola precipitare nuovamente e definitivamente all’inferno».

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