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Mai così buio sulla sanità, la carenza di medici manda in tilt i Pronto soccorso

Adesso che l’emergenza medici è diventata tema dei media nazionali, il Molise non ha alcuna soddisfazione dal mood ‘io l’avevo detto’.
Perché il Molise vive il momento più difficile da quando è commissariato in sanità. Un momento che in tanti neanche immaginavano, dopo aver visto la luce in fondo al tunnel. I reparti rischiano di chiudere non per scelte di programmazione ma perché – dopo averli cercati invano per oltre un anno – non ci sono medici per garantire i turni. E ci sono pochi infermieri, poche ostetriche, pochi operatori socio sanitari. A soffrire di più, senza che siano state trovate ancora adeguate soluzioni tampone, sono i Pronto soccorso: i reparti più delicati, quelli nevralgici. Quelli che i cittadini pensano: i Pronto soccorso non possono chiudere, come si fa?
Neanche il direttore generale dell’Asrem immaginava un 2019 così difficile probabilmente. Nell’intervista rilasciata a Teleregione per Fuoco incrociato, nelle ore cruciali per l’azienda sanitaria chiamata a decidere come offrire al meglio i servizi in vista delle ferie estive dei dipendenti, Gennaro Sosto ha ammesso: non era così drammatico neanche quando sono arrivato qui tre anni fa. Eppure allora, l’Asrem non assumeva da dieci anni.
Sbloccato il turnover, dopo un’iniziale iniezione di fiducia e di personale, è cominciato il dramma dei concorsi deserti o quasi. Fino ad arrivare – complici i pensionamenti, quota 100, l’impossibilità di usare i pensionati, i militari e le società esterne, tutte ipotesi bocciate da Roma – alla situazione attuale. «Ce lo diciamo da mesi, le criticità maggiori sono in Pronto soccorso, Pediatria, Ortopedia. In questo caso abbiamo tamponato con l’aiuto di qualche altra azienda sanitaria grazie ad una call che abbiamo lanciato a livello nazionale», ha riassunto il dg. La preoccupazione maggiore, però, è per i Pronto soccorso: «Tutti quelli della regione sono in sofferenza, in particolar modo Campobasso ed Agnone».
Non a caso, è circolata l’ipotesi che al Caracciolo il reparto potrebbe diventare h12, liberando così qualche medico che darebbe una mano ai Pronto soccorso con utenza maggiore. Che ad avere difficoltà sia quello del maggiore ospedale del Molise la dice tutta sull’affanno che si vive fra via Petrella e contrada Tappino.
«Stiamo cercando in tutti i modi che ci consente l’attuale assetto normativo di recuperare risorse umane. Dalle convenzioni con esterni ai rapporti libero professionali. Certo queste risorse cominciano a non essere soddisfacenti, perché nel frattempo qualche unità va in pensione, qualcuno ha un problema. Insomma è sempre più difficile sopperire. Stiamo cercando di avviare tutto ciò che è possibile dal punto di vista normativo per colmare i vuoti di organico. Speriamo di riuscirci», l’auspicio di Sosto. Che però ammette: se non si trovano medici a breve, «dovremo prendere decisioni alternative per riorganizzare i servizi».
ritai

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