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Molise Art, quando la bellezza dona sollievo e avvicina alla spiritualità

Molise Art, dove la tecnologia si sposa con l’arte. Obiettivo: garantire il massimo dell’umanizzazione delle cure. «Il progetto prevede di allestire nei corridoi e nelle sale dell’Unità di Radioterapia riproduzioni dei “luoghi simbolo” delle terra molisana legati al percorso dei tratturi – dichiara Vincenzo Valentini, direttore Scientifico della Fondazione – nella sale verranno rappresentate immagini molto care ai molisani, che in qualche modo, li faranno sentire a casa».
La bellezza che cura, che dona sollievo e avvicina alla spiritualità. Questa opportunità di lenire le ferite con l’arte è donata ai pazienti: «L’obiettivo del progetto è portare la bellezza del nostro territorio in luoghi particolari, per persone “speciali” che vivono l’esperienza della malattia», spiega Nella Rescigno, direttore artistico del Progetto.
Il termine ‘Art’ ha un doppio significato: Art come acronimo di Advanced Radiation Therapy, ma Art inteso anche come Arte diventando quindi propriamente sinonimo di arte e di bellezza’, quella che caratterizza la storia della nostra terra e che affonda le sue radici lontane, lungo le vie di erba che collegavano i monti dell’Abruzzo e del Molise con le pianure della Puglia: i Tratturi. Il progetto è stato illustrato ieri a numerosi sindaci e amministratori locali della regione. Ha introdotto i lavori Mario Zappia, Direttore Generale. Presente all’evento anche il Presidente della Fondazione, Maurizio Guizzardi. Il progetto Molise Art si sviluppa in tre moduli, ciascuno relativo a luoghi diversi del reparto uniti tra di loro dal concept d’insieme. La scritta, realizzata con una linea grafica che richiama simbolicamente il percorso dei tratturi, segna l’inizio di un percorso immaginario lungo le pareti del corridoio che porta alle sale d’attesa del reparto di radioterapia. Catturando lo sguardo dei passanti, la linea corre sui muri disegnando forme diverse e si alterna alla bellezza di immagini fotografiche: le fortezze sannitiche, i municipia romani, i borghi medievali sorti lungo i cinque tratturi che attraversano il nostro territorio, i racconti d’arte che questi luoghi offrono. Il cammino del corridoio è accompagnato dallo sguardo d’Amore di un’immagine Mariana presente sul territorio molisano, che sostiene e accoglie visitatori e pazienti.
Il racconto continua nelle sale d’attesa ma lo sguardo questa volta si sofferma sulla gente, nelle piazze, tra i vicoli dei paesi. Tante piccole storie narrate attraverso immagini e parole. Un immenso patrimonio fatto di arte, mestieri, riti, canti, tradizioni religiose, cibi, leggende, danze e maschere, che ci appartiene e nel quale ci ritroviamo per sentirci a casa. Così il tempo si accorcia, l’attesa si fa più leggera e anche chi non ha radici in questa terra potrà scoprirne la bellezza. Il terzo luogo di intervento è la sala dove è presente il macchinario di ultima generazione per il trattamento di radioterapia. Un luogo difficile da accettare ma, varcata la soglia della stanza, ecco che il racconto per immagini che ci siamo lasciati alle spalle diventa visione. Una visione leggera, sussurrata e impalpabile che apre le pareti e ci proietta fuori, in un posto lontano tra l’erba e il cielo. Una visione singolare ed evocativa tra le antiche colonne romane della città di Saepinum, dove il nostro cammino si conclude e dove ci auguriamo che la bellezza e l’arte possano trasformare la paura e l’angoscia, in speranza.
L’appuntamento di ieri pomeriggio è stata anche l’occasione per lanciare una nuova raccolta fondi. Tutti possono Contribuire alla realizzazione del MoliseArt. Per maggiori informazioni consultare il sito della Fondazione.

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