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Le buste non fanno paura: i maturandi isernini superano la prova finale

È arrivato anche per gli studenti isernini il terzo e ultimo scoglio: l’esame orale della Maturità 2019. Dopo il tema di italiano della prima prova e le tracce multidisciplinari della seconda, ai maturandi è toccato ora il colloquio con la commissione. L’esame orale quest’anno, per via della nuova riforma, non prevede più la classica tesina, ma dà agli studenti la possibilità di scegliere fra tre buste contenenti spunti diversi per l’interrogazione. Questa è senz’altro la novità che più spaventa i maturandi. In ogni caso l’esame orale è strutturato in quattro parti: la discussione multidisciplinare a partire dallo spunto trovato nella busta estratta dal candidato, la presentazione delle esperienze di alternanza scuola lavoro, la parte di Cittadinanza e Costituzione e la correzione delle prove scritte. Ieri a Isernia solo il liceo scientifico e il classico hanno aperto i battenti per gli orali, oggi toccherà anche alle altre scuole. Tra i pochi studenti isernini che hanno già affrontato l’ultima grande prova ieri mattina, i sorrisi hanno battuto l’ansia ancora prima del colloquio con la commissione. E, infatti, i temi che i primi liceali sono stati chiamati ad affrontare nell’esame orale delle scuole della provincia sono stati ritenuti fattibili. L’olocausto, il tempo, la natura, arte e vita, la figura del dandy e dell’inettitudine, la fame nel mondo, la tolleranza e una poesia di Montale sulla caduta del muro di Berlino: questi gli spunti presenti nelle buste. Ma come hanno preso i maturandi il debutto delle buste? Lo abbiamo chiesto a loro. «Mi è uscito lo spunto sulla guerra – ha raccontato Margherita, studentessa del liceo scientifico tra le prime ad aver sostenuto l’esame –. Ho avuto cinque minuti per riflettere e improntare un discorso trasversale tra le varie discipline. Poi ho iniziato a esporre. Dopo sono passata alla relazione di alternanza scuola-lavoro e infine mi sono state fatte alcune domande di ‘Cittadinanza e Costituzione’ sul parlamento europeo e quello italiano. Ero ansiosa perché questa modalità è una novità, ma alla fine si è rivelato un esame non semplice ma fattibile. Se si studia durante l’anno si riesce senza dubbio a sostenere il colloquio perché gli argomenti sono quelli in programma. Sicuramente non è facile improvvisare un discorso su un argomento a sorpresa, ma alla fine ci sono riuscita a fare i collegamenti. A volte gli spunti non sono diretti e immediati, ma essendo generici danno la possibilità di spaziare tra le varie materie. Io sono soddisfatta del mio esame e spero in un buon voto».
Nei licei della provincia gli studenti erano contenti. A Kevin è toccato parlare dell’inettitudine: da Svevo in letteratura italiana e Oscar Wilde in letteratura inglese, un percorso che ha analizzato la figura del dandy nelle sue sfaccettature critiche. Una foto di una donna che divorava un’industria è invece toccata a Marco, che ha parlato del progresso scientifico e delle sue ripercussioni sulla natura. Mattia, invece, è partito dalla foto di un bambino che rappresentava la fame del mondo: economia, sprechi, risorse petrolchimiche tra i collegamenti possibili.
«La novità delle buste, tutto sommato, non è stata tragica – ha raccontato Eliana, studentessa del liceo classico –. Anzi, è stata positiva, perché mi ha permesso di fare un discorso ampio di attualità. Per alcuni versi lo spunto di partenza è stato inaspettato, la tesina avrebbe sicuramente messo in risalto le mie inclinazioni. Ma eravamo preparati ed è andato tutto per il meglio».
Tra gli altri studenti isernini che si sono confrontati con la commissione ieri mattina c’è stata anche qualche perplessità. Alcuni avrebbero preferito preparare la tesina, altri invece si sono detti soddisfatti del loro esame e ora attendono il voto finale prima di affacciarsi sul mondo universitario o lavorativo.
Valeria Migliore

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