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Boccardo suona la sveglia: la Regione deve avere più coraggio

Lavoro, giovani, infrastrutture e investimenti. La Uil suona la sveglia alla politica regionale rea di «aver detto che ci avrebbe aiutato a risolvere tante vertenze, ma non ha fatto altro che accumularne di nuove». A parlare è il segretario regionale Tecla Boccardo che a domanda su una ipotetica fine della luna di miele con il governo regionale a guida Toma non risponde direttamente. Il suo è più un invito rivolto a tutta la Regione per «un’assunzione di coraggio nelle scelte, per prendere decisioni necessarie ed urgenti. Altrimenti si dimostra l’incapacità di aver accettato una sfida che non si è capaci di potare avanti». D’altra parte «la Uil ha dimostrato il suo coraggio e siamo pronti da subito alla mobilitazione». Tuona più forte Boccardo: «Non vediamo soluzioni, non conosciamo le idee che questa Regione vuole mettere in campo. Ora vogliamo un confronto serio e non essere chiamati solo per incontri, ma vogliamo essere coinvolti per costruire delle prospettive future».
I rischi per il segretario regionale sono grandi: «Non possiamo essere tagliati fuori rispetto alle altre regioni del Sud. Oggi è a rischio il lavoro in Molise». I dati, preoccupanti, li dà sempre il vertice della Uil. «Si sono azzerati tantissimi posti di lavoro: 5mila negli ultimi 10 anni nel privato; 580 li abbiamo salvaguardati con gli ultimi ammortizzatori sociali negli ultimi 5 mesi; altri 1200 posti nella sanità». Mancano i «servizi pubblici, e quando ci sono spesso non funzionano bene». E poi la sanità, tema rovente di questo Molise: «La sanità può essere salvata così come tutti i servizi, ma bisogna dire basta alla politica dei tagli lineari. Se oggi sono ridotti drasticamente i servizi sia in termini territoriali che e assistenzialistici è per colpa degli sprechi. Basterebbe una programmazione del nuovo Pos che tenga conto dell’efficienza, della riduzione dei costi, del territorio. Un programma operativo condiviso con il Consiglio regionale e con i Ministeri».
Uil che torna a chiedere ancora investimenti sulle infrastrutture «materiali e immateriali, tecnologiche, innovative, perché è così si crea lavoro per i nostri giovani. Eccellenze che trovano subito occupazione fuori dai nostri confini. Non possiamo più permetterci il lusso di farle scappare».
Accuse, ma anche proposte. È sempre Boccardo a lanciare l’amo: «Creiamo una rete di istituzioni, parti economiche e sociali per sostenere i nostri giovani. Coinvolgiamo l’Università e la formazione. Miglioriamo le imprese che oggi danno ancora la possibilità e le opportunità senza aspettare che ne nascano nuove. Incominciamo ad investire oggi e sosteniamo il tessuto produttivo. Noi come Uil siamo aperti alle richieste dei giovani e siamo pronti ad aprire con loro un nuovo e più proficuo dibattito».
Accanto a lei nei locali della scuola edile del Molise, il segretario generale aggiunto della Uil Pierpaolo Bombardieri. In ballo c’è l’organizzazione di un nuovo sciopero generale. «L’Italia non sta andando nella direzione giusta. Abbiamo chiesto al Governo, e lo faremo a breve in un nuovo incontro con il presidente del Consiglio, di cambiare le scelte politiche e alcune scelte economiche fatte fino ad adesso» spiega Bombardieri. Per lui la parola d’ordine è «ripartenza del Mezzogiorno» ormai dimenticato e che ha ancora «bisogno di interventi sostanziosi per essere rilanciato. Senza il Sud non si rilancia il Paese». Bombardieri che torna sul tema occupazione: «C’è bisogno di una scossa anche attraverso politiche fiscali che agevolino chi fino ad ora e tasse le ha pagate. Quindi, cuneo fiscale e detrazioni a favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Sono loro quelli che da sempre sostengono maggiormente il peso fiscale del Paese». Al segretario aggiunto poco «entusiasmano i dati ci comunicano modifiche da zero virgola. Noi dobbiamo creare prospettive per i nostri giovani. E lo faremo combattendo e portando avanti le nostre battaglie».

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