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Salvo il Pronto soccorso di Agnone, Greco: «Ma l’Asrem ha fatto troppo poco»

Dopo giorni di silenzio ha deciso di uscire pubblicamente con un lungo post su facebook. Andrea Greco, consigliere regionale del M5s, interviene sulla vicenda del Pronto soccorso di Agnone e lo fa dando subito una notizia: “Scongiurata la chiusura notturna del Pronto soccorso”. Nel frattempo ripercorre le tappe salienti che avrebbero (ancora si attende la nota ufficiale dell’Asrem) portato al risultato.
«Il 20 giugno scorso ho sentito il direttore generale dell’Asrem, Gennaro Sosto, perché si paventava la chiusura notturna del Pronto Soccorso altomolisano, attualmente aperto h24. Sarebbe stata una mazzata per la comunità. Significava condannare l’alto Molise e l’alto Vastese nel momento di massimo afflusso durante l’anno, che è quello estivo, e ingorgare ulteriormente l’ospedale di Isernia che già combatte ogni giorno con problemi di non poco conto. Sosto mi ha spiegato che la ragione della scelta era la carenza di medici. Così mi sono attivato in prima persona, in realtà lo avevo fatto già mesi prima, chiedendo a medici amici e conoscenti di contattare l’Asrem e rendersi disponibili per coprire i turni – scrive Greco -. A quel punto l’azienda sanitaria è stata messa di fronte all’evidenza che il problema era risolvibile, e quindi hanno aperto un bando per liberi professionisti a cui hanno risposto diversi medici. Non solo. Altri medici in questi giorni hanno continuato a segnalare la propria disponibilità. E a tutti loro voglio innanzitutto dire grazie a nome mio e di tutti i cittadini dell’alto Molise e dell’alto Vastese. Ora è chiaro che i contratti libero-professionali non sono l’optimum dal punto di vista economico, ma a questo punto era l’unica possibilità per difendere con le unghie e con i denti i diritti sacrosanti di un intero territorio». Detto ciò, Greco non lesina stoccate nei confronti dell’Azienda sanitaria regionale, che a suo dire, ha fatto e sta facendo troppo poco per risolvere i problemi della sanità pubblica molisana.
«Passata la fase dell’emergenza e con lo sblocco del turnover consentito dal decreto Calabria – riprende – l’Asrem dovrà bandire concorsi per far fronte alla carenza cronica del personale nei Pronto Soccorso di tutto il Molise o attivarsi in ogni modo possibile. Ciò che lascia interdetti, però, in tutta questa storia, è l’atteggiamento remissivo, quasi passivo di alcune figure apicali dell’Asrem che davanti alla carenza di medici stavano per decretare la chiusura del Pronto Soccorso di Agnone invece che tentare in ogni modo di reperire professionisti. Dicono che le hanno provate tutte in passato. Io gli ho dimostrato che volere è potere e che, quindi, bisogna cambiare qualcosa anche nel metodo di reclutamento dei medici e di pubblicazione dei bandi». Ma ecco l’affondo nei confronti del direttore sanitario, Antonio Lucchetti da poco riconfermato al pari di Sosto e Forciniti. «Se Sosto si è dimostrato sensibile e si è adoperato per la ricerca di una soluzione – sottolinea il consigliere del Movimento 5 stelle – devo mio malgrado sottolineare che il direttore sanitario dell’Asrem, Antonio Lucchetti deve fare molto di più per rispondere alle esigenze del territorio. Glie l’ho detto di persona, questa mattina (ieri per chi legge, ndr), quando l’ho incontrato perché volevo accertarmi che tutto andasse a buon fine». Infine Greco spegne i facili entusiasmi del possibile salvataggio del Pronto soccorso del Caracciolo e invita tutti a lottare affinché venga garantito il diritto alla salute anche nelle aree interne.
«Nei giorni scorsi qualcuno ha provato ad intestarsi i risultati di tutto questo impegno – conclude -. Ma più che festeggiare c’è da lavorare ‘pancia a terra’ perché nei prossimi mesi ci sarà ancora tanto da lottare per la nostra sanità. E io, insieme ai miei colleghi, non mi tirerò indietro. Costi quel che costi. Perché le promesse fatte ai molisani continuano per noi a rappresentare un impegno morale e istituzionale. I molisani non vogliono una cardiochirurgia in ogni angolo, ma meritano di sentirsi al sicuro sul territorio. Lo stesso territorio a cui oggi va un messaggio di speranza ma anche un appello a fare fronte comune, perché non indietreggeremo davanti a nulla».

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