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Le maestranze della Gam alzano il tiro, presidio permanente in via IV Novembre

Assemblea affollata, visti i tempi e le motivazioni. Sul banco degli imputati la politica, tutta in maniera trasversale. E neppure ai sindacati, presenti alla riunione, è stato risparmiato nulla.
Riparte la mobilitazione dei dipendenti della Gam. I sei mesi di cassa integrazione concessi da qualche settimana scadono a novembre. Saranno gli ultimi. Operai e impiegati che sono rimasti fuori dalla ricollocazione assicurata da Amadori (e per ora ferma al primo step dell’incubatoio, circa una trentina di unità quindi) ribadiscono: «Vogliamo lavorare e non essere assistiti».
Quindi, dalla riunione sono venute fuori precise richieste: un incontro urgente al governatore Donato Toma per fare il punto sul piano di Amadori, che ha rinunciato il 1 aprile alla ristrutturazione del macello e non si sa se ci abbia ripensato o ci possa ripensare, su eventuali altri progetti imprenditoriali nel settore avicolo e sulle politiche attive che la Regione non ha mai avviato eppure sono previste dagli accordi siglati a Roma due anni fa. Inoltre, i lavoratori Gam saranno in presidio permanente davanti alla sede del Consiglio regionale, è pronta già la comunicazione a prefettura e questura. Inoltre, presto sarà organizzata una manifestazione davanti al Mise. Così sintetizza lo spirito Giancarlo D’Ilio (rsu): «Siamo preoccupati per l’immobilismo totale della politica. Invece di fare un passo avanti, ne abbiamo fatti due indietro».

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