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Campobasso, mobilità sostenibile e ‘ritorno’ alla città giardino: le mission di Cretella

Campobasso, mobilità sostenibile e ‘ritorno’ alla città giardino: le mission di Cretella

È stato uno dei fondatori del gruppo dei 5 Stelle a Campobasso. Grillino della prima ora, esponente di spicco dell’ala più oltranzista del Movimento, Simone Cretella è stata la ‘spina nel fianco’ dell’Amministrazione Battista portando avanti per 5 anni battaglie in Consiglio dai banchi dell’opposizione. Primo eletto del Movimento alle elezioni del 26 maggio con 556 preferenze, ora è passato dall’altra parte della barricata, pronto a dimostrare la ‘forza’ dei penstellati anche al governo della città. Nominato dal sindaco Gravina assessore all’Ambiente, alla Mobilità e alla Polizia municipale, parte dall’analisi del risultato plebiscitario ottenuto al ballottaggio:
«Ero convinto che questa volta il Movimento si sarebbe affermato, certo, non con questi numeri. Siamo contenti, questi risultati ci hanno messo addosso una responsabilità enorme. Stiamo ricevendo sollecitazioni abnormi dai cittadini perché evidentemente l’aspettativa era alta e troppe cose sono state lasciate in sospeso dalla precedente amministrazione».
A questo proposito, quale situazione avete trovato lei e i suoi colleghi della Giunta a Palazzo San Giorgio?
«La situazione che abbiamo trovato ce l’aspettavamo, però è mancato un passaggio di consegna e quindi siamo costretti a ‘scavare’ per cercare di capire alcune dinamiche. E scavando abbiamo trovato tante cose in sospeso e purtroppo tanti atti scorretti predisposti in campagna elettorale, mi riferisco a tanti impegni di spesa oppure impegni presi senza coperture, ma soprattutto abbiamo trovato le casse vuote. Faccio un esempio, mi sto occupando in questi giorni dell’amministrazione condivisa, dei rapporti fatti tra il Comune e i comitati di quartiere per la gestione de verde e delle aree pubbliche. I comitati dal 2017 ad oggi hanno lavorato sostanzialmente sulla base di pacche sulle spalle e promesse, ma non hanno ricevuto il pagamento. Ora stiamo facendo il possibile per recuperare le risorse, ma questo è davvero un modo pessimo di fare politica».
Le deleghe che il sindaco le ha assegnato, anche alla luce del suo personale risultato elettorale e della sua ‘storia’ all’interno dell’assise civica, rispondono appieno alle sue aspettative?
«La delega legata all’Ambiente ovviamente era la mia vocazione, sono contento, mi ci sono buttato a capofitto sia per gli aspetti legati al verde, sia per quanto riguarda la gestione dei rifiuti che è sicuramente una patata bollente.
Poi legati all’Ambiente ci sono anche i temi della mobilità, intesa come mobilità sostenibile. Dobbiamo però occuparci anche di trasporto pubblico locale e della questione Seac. È un onere non da poco che sommato alle altre deleghe diventa di difficile gestione. Infine la Polizia municipale, legata anche questa alla mobilità. Credo che in futuro ci sia la possibilità di aggiustamenti, con delle ripartizioni delle deleghe in modo da ottimizzare il lavoro anche con l’innesto di nuove figure in giunta».
Veniamo alla sua ‘vocazione’, come l’ha definita lei. Cosa è mancato in questi anni a Campobasso per fare un salto di qualità in tema di politiche ambientali?
«Purtroppo il tema ambiente non è mai stato affrontato in maniera strutturale. Siamo costretti a ripartire dalla emergenze, dobbiamo innanzitutto promuovere una mobilità più sostenibile perché Campobasso purtroppo è ‘autodipendente’. Bisogna dunque predisporre le chiusure al traffico e le zone a traffico limitato che devono però per forza raccordarsi con un servizio di trasporto pubblico efficiente. Stiamo infatti lavorando al nuovo bando per l’affidamento del servizio. L’iter di gara è stato avviato, è partito già il preavviso, però la procedura è lunga e ci vorrà almeno un anno e mezzo».
Altra priorità la gestione del verde e del decoro urbano.
«Il famoso appellativo di città giardino a cui tutti sono affezionati in termini un po’ romantici ormai è un lontano ricordo. Va però evidenziato che il grado di civiltà a Campobasso è molto scarso, quindi oltre che a lavorare sul territorio bisogna lavorare moltissimo sulle coscienze e sull’educazione delle persone. Noi già in questi primi giorni ci siamo messi all’opera e i risultati iniziano a vedersi. L’obiettivo è ovviamente quello di riportate la città agli ‘antichi splendori’».
Capitolo raccolta differenziata, una ‘rivoluzione’ che i cittadini aspettano da tempo. A che punto siamo?
«Il tema dei rifiuti è un grosso problema. Secondo gli annunci della precedente amministrazione il servizio avrebbe dovuto coprire tutta la città entro il 2018. Oggi ci troviamo con la raccolta differenziata nel centro storico, nelle contrade, al quartiere Cep e in parte del quartiere San Giovanni. Quindi l’obiettivo è quello di terminare la copertura del servizio. Noi non possiamo mettere mano al piano già approntato dalla precedente amministrazione, quindi lo porteremo a termine ma questo non significa che non possano essere apportate delle modifiche in corso d’opera.
In questi giorni la Sea sta attingendo dalle proprie risorse, visto che i finanziamenti concessi dalla Regione sono stati già tutti utilizzati, per fare un ulteriore acquisto di materiali per coprire San Giovanni e Vazzieri.
Per il centro murattiano stiamo pensando ad alcune modifiche, per le palazzine basse si potrà lavorare con i mastelli singoli, per i palazzi più grossi con i bidoni condominiali, fermo restando che anche l’ecostop può essere una soluzione percorribile».
I tempi?
«Non farò l’errore della precedente amministrazione di fissare date senza averne la certezze. Certo, ci vorrà del tempo anche perché dobbiamo capire se riusciremo a drenare ulteriori risorse dalla Regione».
Sul fronte della mobilità negli ultimi giorni è scoppiata di nuovo l’emergenza: tagli delle corse, stipendi degli autisti Seac a rischio. Come si sta muovendo il Comune per tamponare questa situazione?
«Il problema è serio, nasce oltre 40 anni fa da quando la Seac ha assunto il monopolio del trasporto locale non erogando servizi per il Comune ma facendo solo gli interessi dell’azienda. Un’azienda che spesso utilizza i lavoratori come arma di ricatto nei confronti dell’amministrazione. La Seac non paga gli stipendi perché sostiene che il Comune da 6 mesi non trasferisce le risorse. Ma la Regione non eroga stanziamenti, quindi è un cane che si morde la coda. Dispiace prendere atto che la Regione stia utilizzando questa situazione come arma di contrasto politico. Il Comune quando ha potuto ha sempre trasferito le risorse anche anticipandole, ora c’è la volontà di trovare una soluzione per evitare tagli alle corse e conseguenze per gli autisti. La mia intenzione è quella di rivedere il piano con la Seac, conservando il chilometraggio e i posti di lavoro, ottimizzando le corse e i tempi di percorrenza».
Il risultato delle urne è stato schiacciante. C’è però ancora una fetta di ‘detrattori’ che rivede nel Movimento 5 Stelle solo una forza di protesta e di opposizione ma incapace di governare. Come risponde a queste critiche?
«Ne riparleremo tra 5 anni, quando i cittadini potranno giudicare cosa abbiamo effettivamente fatto. È evidente però che il nostro successo è anche la loro sconfitta. Le altre forze politiche sono state bocciate, è stato bocciato un sistema che nel corso dei decenni ha portato la cittadinanza ad un rigetto. Sicuramente il nostro risultato è anche frutto della nostra qualità e della nostra offerta, non più un voto solo al Movimento, ma i cittadini hanno riconosciuto nel gruppo di Campobasso una credibilità. Io sono convinto che il Movimento 5 Stelle sia un marchio di qualità che ha consolidato una fetta di elettorato, poi a livello locale sicuramente quello che fa la differenza è l’offerta sul territorio. C’è un gruppo che a Campobasso ha lavorato bene per 5 anni e che ha trasmesso affidabilità e credibilità rispetto ad un’armata di avversari evidentemente poco credibile. Questo ci ha premiato. Noi sicuramente abbiamo una minore esperienza amministrativa, ma non siamo incompetenti».
Alla vigilia della campagna elettorale in molti la davano in pole per ricoprire la carica di candidato sindaco. Poi ha deciso di fare un passo di lato e convergere sulla figura di Roberto Gravina, come lei stesso ha dichiarato più volte, “per il bene del Movimento e per avere più chance di vittoria”. Alla fine le urne lo hanno comunque ‘incoronato’ primo eletto tra le file dei pentastellati. Non crede che la fascia di vicesindaco le spettasse di diritto?
«Onestamente mi aspettavo che il sindaco non scegliesse me, ma sono comunque un po’ deluso. Roberto avrà avuto i suoi buoni motivi, ma forse dovreste chiederlo a lui».
Ma Du

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