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Forza Nuova usa i Misteri contro il Pd, il Molise si ribella

Cosa c’entra una foto dei Misteri di Campobasso con il simbolo di Forza Nuova? Come può una delle più antiche tradizioni del Molise, simbolo del capoluogo e dell’intera regione, essere stravolta da una connotazione politica così estrema?
Il caso sta scuotendo il Molise da ieri. Il governatore Donato Toma ha dato mandato all’Avvocatura di mettere in atto ogni iniziativa legale per ottenere la rimozione delle immagini: «Un gesto sgradevole, che non può continuare ad essere perpetrato». Il deputato dei 5 Stelle Antonio Federico condanna l’uso della foto che ritrae lo storico diavolo dei Misteri Italo Stivaletti con in braccio un bimbo «per veicolare messaggi di odio e intolleranza nei confronti degli avversari politici». Con un post su Fb, il parlamentare dà sostegno alle iniziative del sindaco pentastellato di Campobasso Gravina e posta una foto degli Ingegni – non quella del manifesto incriminato – «orgoglio di Campobasso e di tutto il Molise. La bellezza li spazzerà via».
I manifesti sono apparsi in molte città del centronord, prevalentemente vicino alle sedi del Pd: Cantù, Ravenna, La Spezia, Bologna. Autori del gesto, i militanti di Forza Nuova, le donne del gruppo Evita Peròn. Un gesto di protesta contro «quelli del #restiamoumani» che «strappano i bambini alle loro famiglie, li plagiano e li affidano ad amici e coppie omosessuali».
Tutto parte dall’inchiesta ‘Angeli e demoni’, che ha coinvolto la cittadina emiliana di Bibbiano. Lo scandalo dei minori sottratti con abuso alle famiglie per darli in affido dietro compenso. Tra gli indagati anche il sindaco Carletti, Pd, sospeso dopo le accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico.
«Le militanti hanno simbolicamente chiuso le entrate delle sedi Pd e di alcune delle associazioni di parte citate nelle indagini, affiggendo sagome di bambini e alcuni volantini che non lasciano nulla da interpretare» si legge nella nota stampa del dipartimento femminile che prosegue con accuse ai democratici colpevoli di aver «raschiato il fondo».
A denunciare quanto stava accadendo il segretario dei dem di Bologna, Luigi Tosiani, su Facebook: «Questa mattina (lunedì, ndr) in diversi circoli del nostro territorio abbiamo trovato questi vergognosi cartelli di Forza Nuova. Si tratta di metodi squadristi, di atti violenti, che alimentano odio, davanti ai quali non resteremo a guardare».
Basta poco e, attraverso i social, il fattaccio sbarca in Molise. Immediata la reazione sul web: politici, associazioni, semplici cittadini esprimono sdegno e chiedono alle istituzioni di tutelare l’immagine dei Misteri.
Toma non entra nel merito delle questioni politiche, sceglie la via legale subito. Da sinistra arriva la presa di posizione dell’Uds: «Campobasso che in queste settimane ha dimostrato di essere una città resistente, pronta a ripudiare le politiche di odio portate avanti da questo governo e da quelli che lo hanno preceduto, che si prepara ad ospitare il secondo Pride della storia della nostra regione, non rimarrà a guardare».
Preferisce non commentare Liberato Teberino, custode dei Misteri: «Con la manifestazione questa cosa non ha nulla a che fare. Chiunque può andare su internet e cercare una foto. Ovviamente poi ne potrebbe pagare le conseguenze».
E se è facile pensare che googlando ‘angeli e demoni’ la ricerca possa dare come risultato le tante e belle immagini di una delle più antiche e sentite tradizioni molisane (anche se le stesse danno come risultati le immagini del più famoso libro di Dan Brown, ndr), non è così semplice digerire la faccenda per chi ama e ha nel cuore gli Ingegni del Di Zinno.
ppm

 

 

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