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Foto dei Misteri sui manifesti di Forza Nuova, Gravina non usa mezzi termini: «Squallore morale assoluto»

La foto è dell’edizione 2017 dei Misteri. È stata scattata il 18 giugno di due anni fa da un fotoamatore pugliese. Si tratta di Mauro Staiti, è lui ad avere il copyright dell’immagine. Così risulta su fotocommunity.it e reca una didascalia assai azzeccata all’evento fotografato: «A volte il diavolo non è poi così brutto come lo si dipinge…».
Con lui il Comune di Campobasso ha cercato contatti da subito per verificare la possibilità di adire le vie legali a tutela di un’immagine della tradizione più sentita dai campobassani utilizzata per alimentare odio e violenza.
Intanto il sindaco Roberto Gravina non usa mezzi termini e condanna il gesto sotto ogni punto di vista: «Prendiamo le distanze in maniera netta e chiara dal tipo di messaggio che queste persone hanno voluto diffondere in diverse zone d’Italia. Si tratta di una campagna di odio e razzismo che, a prescindere da ogni altra considerazione, non troverà mai sponda presso la nostra comunità cittadina e non verrà di certo avvallata dalla nostra amministrazione. I contenuti di questi manifesti vanno rigettati senza se e senza ma – rimarca Gravina – In queste ore stiamo facendo tutte le verifiche del caso per poi intervenire anche legalmente a tutela dell’immagine della nostra tradizione più popolare, ovvero quella del Corpus Domini, una tradizione che è esattamente l’opposto, come valori e simboli, di quelli che chi ha saccheggiato il web in cerca di immagini ha pensato di poter contrabbandare».
Operazione «di uno squallore morale assoluto, senza nulla di politico che è fatta sulla pelle di persone riprese in foto, anche un bambino, giova ricordarlo a questi signori, coinvolti loro malgrado come tutta la nostra città in una agghiacciante manifestazione di odio. Ci riserviamo – conclude – come amministrazione comunale, una volta chiarita definitivamente di chi è la proprietà dell’immagine utilizzata su questi manifesti, di porre in essere una denuncia all’autorità giudiziaria».

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