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Sfregio ai Misteri, l’autore della foto non ne ha concesso l’uso a Forza Nuova

Sfregio ai Misteri, l’autore della foto non ne ha concesso l’uso a Forza Nuova

Comune di Campobasso e Regione stanno lavorando per capire come avviare efficacemente procedure legali contro l’utilizzo della foto dei Misteri 2017 da parte di Forza Nuova in una campagna politica contro il Pd.
Il diavolo dei Misteri e un bimbo imbronciato campeggiano sui manifesti che il movimento politico di estrema destra ha affisso in molte città del Nord, emiliane soprattutto, dopo l’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ che ha portato ad arresti e misure cautelari nei confronti di 18 persone – tra cui il sindaco dem di Bibbiano e assistenti sociali – accusate di aver redatto false relazioni per allontanare bambini da famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti. L’accostamento alla tradizione simbolo del Corpus Domini molisano ha provocato sdegno e reazioni.
L’autore dello scatto, il fotoamatore pugliese Mauro Staiti, raggiunto da Primo Piano fa sapere di non aver autorizzato l’utilizzo della sua foto.
Forza Nuova mantiene il punto: sono gli altri a strumentalizzare. «Il sindaco di Campobasso e vari esponenti di partiti politici si scagliano contro Forza Nuova per aver utilizzato una foto che raffigura i Misteri di Campobasso per una locandina di protesta riguardo la questione che vede coinvolti i bambini del comune di Bibbiano, vittime di un sistema perverso per sottrarli alle proprie famiglie e darli in affidamento a soggetti dalla morale molto discutibile. Un assurdo attacco a Forza Nuova – dice il dirigente nazionale Valerio Arenare – per una foto che si può tranquillamente scaricare da un motore di ricerca su internet e nemmeno una parola di vicinanza per questi bambini o di condanna per i soggetti coinvolti nell’inchiesta». Anzi, di più: rivendica «il coraggio di protestare e difendere i bambini» mentre «si cerca di distogliere l’attenzione dall’inchiesta». E conclude: «Siamo felici di aver sollevato il polverone intorno la questione che, volutamente, stava passando in sordina».

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