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Commissari convocati in Aula, mercoledì la seduta sulla sanità

Commissari convocati in Aula, mercoledì la seduta sulla sanità

Mercoledì 24 luglio i commissari Angelo Giustini e Ida Grossi saranno ascoltati in Consiglio regionale.
Stamattina il presidente Salvatore Micone provvederà a convocarli, in base al mandato ricevuto ieri dall’Aula. Compatta, unanime, sull’esigenza di confrontarsi con chi in queste settimane ha disegnato insieme all’Agenas (o secondo le indicazioni dell’Agenas) il nuovo programma operativo. Sarà ‘Po’ e non ‘Pos’ a leggere anche gli accenni che si trovano nel verbale dell’11 aprile del tavolo tecnico. Ma tutti hanno convenuto – dai 5 Stelle al governatore Toma passando per il Pd e il resto della maggioranza – che per assumere posizioni efficaci e non fuori tema sia necessario capire cosa ci sarà nel piano. Difendere il punto nascita di Termoli e chiedere – come dice la mozione 5s pure votata all’unanimità – di «attivare i bandi per l’assunzione del primario e del personale medico e sanitario necessario» nonché «i protocolli Sten e Stam» e «ripristinare ed integrare la dotazione strutturale e tecnologica» interloquendo con commissari, Asrem, direzione generale Salute, tavolo tecnico e Comitato nazionale percorso nascite ha senso se si sa che quel reparto è mantenuto dal prossimo programma operativo. Lo stesso vale per gli altri reparti che rischiano la chiusura o il dimensionamento (spesso per carenza di personale ma si porrà presto anche il tema degli accessi).
L’odg di Antonio Tedeschi è passato a maggioranza, le minoranze si sono astenute. I pentastellati avevano chiesto di eliminare il riferimento al reparto di Neurofisiopatologia che sarà trasferito con la stroke unit al Cardarelli (dove è previsto in base al piano 2015-2018 e alle norme), ma la maggioranza ha voluto mantenerlo. Il documento impegna il governatore a chiedere ai Ministeri l’adozione di misure, anche straordinarie se necessario, tarate sulle esigenze del Molise e svincolate da meri calcoli numerici e ragionieristici.
Il dibattito è stato lungo e approfondito. Accorato l’intervento di Manzo (5s) che ha rivendicato la necessità di raccontare la verità ai cittadini e di spiegare che l’organizzazione dell’assistenza non può prescindere dalla sicurezza. Facciolla (Pd) ha tirato in ballo l’Asrem sul mancato espletamento del concorso per primario di Ginecologia a Termoli chiedendo a Toma che controlli effettua sull’azienda avendone anche rinominato il vertice (lo stesso scelto a suo tempo dalla giunta Frattura di cui Facciolla è stato vice). L’ex presidente Iorio, oltre a ribadire la sua posizione sul riparto del fondo e sui costi standard (in Molise la sanità costa di più che in un quartiere di Roma), ha ricordato di essere stato un commissario commissariato (da Balduzzi che era ministro della Salute peraltro): ma pure il piano operativo di Basso, inviato per quello specifico atto, fu bocciato dai tecnici.
Greco, capogruppo 5s, ha messo nel mirino invece la direzione Salute (che addirittura paga in anticipo i due erogatori che ha in convenzione, il rilievo del pentastellato) e l’extra budget dei privati gestiti direttamente dalla Regione, quindi Neuromed e Cattolica, che nel 2018 hanno portato al disavanzo a sua volta causa dell’aumento delle tasse (il blocco del turnover è stato cancellato dal decreto Calabria). Sempre da Greco bordate a chi «ai commissari e ai direttori generali va a chiedere la privatizzazione dell’ospedale di Agnone».
Toma ha negato una guerra coi commissari, lui contesta i commissariamenti (e nella trattativa sul Patto Salute ne è previsto il superamento) e lo fa al Tar e alla Consulta. Ha rivendicato di aver indicato a Giustini e Grossi come coprire il deficit di 15,7 milioni due mesi fa. Ha difeso la dg Salute: a Greco voglio spiegare che il trattamento dei privati convenzionati con la Regione rispetto ai pagamenti e all’extra budget è lo stesso che applica Asrem. E, è sembrato più appassionatamente, il manager dell’azienda sanitaria: «Dal suo avvento a maggio 2016 Sosto ha portato i miglioramenti che ora vi illustrerò». Ha rinominato entrambi, Gallo e Sosto, ma «in sanità io poi non dispongo nulla». Proprio perché è presidente ma non commissario. ritai

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