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Arriva il Codice rosso, Matteo: «Una conquista sociale»

Arriva il Codice rosso, Matteo: «Una conquista sociale»

Approvato mercoledì in Senato, il Codice rosso è ormai legge sello Stato. Una legge che introduce nuove norme antiviolenza su donne e bambini. Entusiasta Rosalba Testamento, la deputata 5 Stelle che sulla sua pagina Facebook in serata annuncia il via libera al codice che introduce «pene più severe, il nuovo reato di lesioni permanenti al volto e uno Stato che si attiva immediatamente». Queste le «misure di civiltà che abbiamo voluto consegnare alle italiane e agli italiani» per dare una risposta «concreta a una reale emergenza del Paese». Insomma, «niente più sconti per i violenti!».
Misure che per Testamento sono rassicuranti «sia per chi subisce quotidianamente violenze sia per chi, da questi episodi, riceve un danno indiretto ma altrettanto doloroso».
A cambiare, come spiega la deputata molisana, l’iter più veloce nell’acquisizione, prevenzione e difesa delle donne vittime di violenza, con aumento delle pene fino a 12 anni e con l’inserimento di nuove aggravanti. La violenza sarà aggravata «in caso di atti sessuali con minori di 14 anni a cui è stato promesso o dato denaro o qualsiasi altra cosa che si definisca utile». Pene più più pesanti anche per lo stalking, con l’introduzione dei reati di revenge porn e sfregi sul viso. Stop anche ai matrimoni forzati e l’esnsione dell’uso del braccialetto elettronico anche per chi «è stato denunciato e ha avuto il divieto di avvicinamento». Pene più pesanti anche per i maltrattamenti contro i familiari o conviventi: «La reclusione passa dagli attuali 2-6 anni a 3-7 anni con aumento della pena nel caso di presenza di un minore».
Entusiasmo anche in Regione per l’approvazione del testo. «Una conquista sociale e un pilastro per la civiltà». Così la consigliera regionale di Orgoglio Molise, Paola Matteo. Una legge il cui scopo «è fermare i reati violenti contro le donne, una vera e propria emergenza sociale, come l’ha definita il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede».
Una materia su cui anche la Regione Molise «si è dotata di una legge moderna e all’avanguardia, di cui io sono stata prima firmataria, che ha di fatto anticipato, con modifiche e integrazioni alla legge 13 del 2015, misure importanti come i ricatti a sfondo sessuale, il reato di stalking o di sfregi al volto». Ora per Matteo diventa «fondamentale non abbassare la guardia e dare attuazione alle norme affinché quanto in esse previsto sia effettivamente di sostegno alle vittime di violenza» ricordando anche l’inserimento in sede «di approvazione di bilancio di 110mila euro in tre anni per il contrasto alla violenza di genere, e con la precedente presentazione della proposta della ‘Legge quadro contro ogni forma di discriminazione e per l’affermazione dell’uguaglianza’». Una misura, quest’ultima in discussione in Quarta commissione e con cui si «vuole rafforzare in maniera concreta e netta il principio della cultura paritaria, la base per contrastare la violenza sulle donne». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’intervento del presidente della Quarta commissione consiliare, Filomena Calenda che ha definito quella di mercoledì «una giornata storica per le donne» sottolineando con soddisfazione come «il Molise, riguardo alla violenze di genere, recentemente si sia dotato di una legge all’avanguardia che ha anticipato le linee guida inserite nella norma varata dal Parlamento». Codice rosso che rappresenta per l’ex leghista «un importante strumento di contrasto alla violenza di genere perché tiene conto del fattore tempo, con l’ascolto immediato dei soggetti che subiscono tali condotte e inasprisce le pene nei confronti dei responsabili». E proprio la Regione Molise ha anticipato «di diversi mesi un dettato che finalmente è divenuto legge nazionale» inserendo delle tutele per chi subisce danni permanenti al volto.

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