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Gli avvisi per l’Asrem scatenano le voci, Toma ‘ferma la giostra’: i direttori in carica sono operativi

Gli avvisi per l'Asrem scatenano le voci, Toma 'ferma la giostra': i direttori in carica sono operativi

Nell’estate più rovente della sanità molisana, la giunta regionale approva gli avvisi per l’incarico di direttore generale dell’Asrem e per la formazione degli elenchi degli idonei alla nomina di direttore sanitario e amministrativo.
I provvedimenti dell’esecutivo Toma arrivano, in successione temporale, dopo che la sezione di controllo della Corte dei conti ha bocciato il bilancio di esercizio dell’azienda sanitaria (lo aveva fatto anche nel 2018 e nel 2017 ma eravamo tutti un po’ più distratti) e a pochi giorni dall’udienza al Tar Molise sulla sospensiva della chiusura del punto nascita del San Timoteo. La Regione si costituirà al fianco dei ricorrenti, l’Asrem a difesa del suo provvedimento di chiusura.
Sarebbe abbastanza anche per territori meno vivaci del Molise nel ‘guardare oltre’ e vedere ‘altro’ dietro le cose. Quindi, in riproduzione casuale, le ricostruzioni sono: Toma sta per cacciare gli attuali vertici Asrem, il direttore generale Sosto si dimetterà a breve per andare altrove (Lazio, il Ministero, torna a casa sua, chissà). Sui media e sui social, passi. Ma poi negli ambienti, già provati da una carenza di organico che è vera emergenza, si sparge l’insicurezza sulla catena di comando. Ieri mattina la voce che circolava in maniera abbastanza incontrollata era Sosto, Lucchetti e Forciniti fossero stati sospesi.
Donato Toma quindi ferma la giostra: «Gli avvisi per gli elenchi degli aspiranti direttori generali, direttore sanitario e direttore amministrativo sono in linea con la normativa attuale. Dovevamo emanarli e lo abbiamo fatto, da qui a quando sarà il momento di fare nuove nomine o sostituzioni avremo gli elenchi pronti. Ma questo non inficia assolutamente l’operatività degli attuali direttori».
La Corte dei Conti ha bocciato il bilancio 2017 dell’Asrem.
«Non c’è collegamento con la bocciatura del bilancio da parte della Corte dei Conti. Anche perché quel bilancio andrebbe commentato tecnicamente e si capirebbe che il significato di quella bocciatura non ricade direttamente sugli attuali amministratori».
Ma a lei tocca valutare la delibera della sezione di controllo, presidente.
«Le do un dato, poi le valutazioni le faremo: il direttore generale attuale arriva il 2 maggio 2016. Il 2016 chiude con -32 milioni; il 2017 con 17 milioni di disavanzo. Dovremmo valutare quanto positivo è stato l’avvento del nuovo direttore. E anche dire che il 2016 ha chiuso con un disavanzo di 32 milioni che però è stato coperto dal contributo di solidarietà delle altre Regioni. La stessa cosa per il 2017. Quest’anno il bilancio Asrem addirittura ha chiuso in attivo. Quindi il discorso da fare sarebbe il contrario: non responsabilità, ma meriti. Ci sono criticità che la Corte dei Conti ha rilevato sull’organizzazione, su quelle il dg dovrà lavorare con l’aiuto dei commissari che sovraintendono a tutta questa vicenda e della Regione che ha una responsabilità politica».
Mercoledì lei e il direttore Sosto sarete avversari. La Regione al Tar sta coi ricorrenti, l’Asrem difende la chiusura del punto nascita di Termoli.
«Sotto il profilo funzionale, il direttore dell’Asrem dipende dai commissari e non da me. Io non posso decidere quali reparti aprire e quali chiudere. Con tutto il bene che voglio al direttore e che lui mi contraccambia, non ho poteri funzionali sul direttore generale. Lui difende la posizione impostagli dai commissari e dal tavolo tecnico. Io, invece, difendo una posizione politica che sto portando avanti insieme al sottosegretario Coletto: l’azzeramento dei commissariamenti in favore di un istituto più moderno per i piani di rientro e l’abbassamento del limite per mantenere in vita i punti nascita. Sono organo politico. Il direttore è organo tecnico e gerarchicamente esegue ciò che i commissari e il tavolo tecnico decidono».
Sa che addirittura giravano voci di una sospensione per i vertici Asrem?
«Guardi, la sospensione attiene a motivi gravi di natura penale o comunque gravissimi. Mentre la revoca attiene alla giusta causa correlata al mancato raggiungimento degli obiettivi, ma deve essere motivata. In questo momento non c’è alcun motivo né per sospendere né per revocare. Assolutamente non c’è nessun procedimento di questo genere».

ritai

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