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Non c’è due senza tre: l’Aula riconvoca i commissari

Tante chiacchiere, un dispositivo minimo. Il Consiglio regionale del Molise chiede ai commissari per la terza volta di riferire in Aula sul nuovo piano operativo e più in generale sul lavoro che stanno svolgendo e le idee che hanno per la sanità molisana. Si spera non sia la terza e fatidica occasione (che segue alla seconda) offerta ai commissari per dare buca all’Assemblea legislativa di via IV Novembre. Ieri non c’erano perché il piano è in bozza e non può essere oggetto di discussione.
Il documento firmato da centrodestra e Pd (votato pure d ai 5s) prevede anche l’istituzione di una commissione speciale che ascolterà gli stakeholder e recepirà le istanze del territorio per portarle all’attenzione della struttura commissariale.
Assenti al momento del voto, per il resto unanime, il vicepresidente Gianluca Cefaratti (che l’ha motivato) e l’ex leghista Aida Romagnuolo. Che in una nota inviata alle redazioni cita Mina: «Parole, parole, parole. Sulla sanità molisana in Consiglio regionale solo una montagna di parole al vento. Io sono per i fatti. Altrimenti torniamo al voto».
Da mezzogiorno alle 20, dopo l’informativa del governatore che ha spiegato come il decreto di nomina di Giustini di fatto ha esautorato il Consiglio e ha informato l’Aula che con la manovra varata in giunta il disavanzo 2018 di 15.7 milioni è coperto con risorse regionali, non sono mancati scontri e polemiche anche in maggioranza.
All’intervento dell’ex presidente Iorio che da subito si dice d’accordo con la proposta del Pd di istituire una commissione speciale che faccia sentire ai commissari la voce dei molisani prima del varo del nuovo piano operativo, replica il capogruppo dei Popolari Di Lucente. Non nomina Iorio, ma parla di primariati per parenti e responsabilità del passato. Un solco sempre più evidente, che l’ex governatore non manca di segnalare: inaccettabile che i componenti della stessa coalizione gli addossino responsabilità e interessi personali, dice. In chiusura dei lavori lo difende Toma, ricordando che da commissario si è assunto responsabilità e non le rinnega.
Pesante attacco dei 5 Stelle ai privati. Con un odg mettono nel mirino il Neuromed (il centro che produce più mobilità attiva) e propongono di limitare il budget per gli extraregionali a un terzo di quello previsto per i molisani. Il documento non passa, ma i dem Fanelli e Facciolla votano coi pentastellati.
Sul punto anche l’ennesimo scontro fra Greco e Toma. Il capogruppo non si meraviglia che il centrodestra non voti l’odg, il governatore risponde: non ho interessi con le strutture private, ho interesse a che funzioni il Cardarelli e il suo Pronto soccorso.
r.i.

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