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Al ‘Civitelle’ di Agnone alcool off limits, ma restano le inferriate bocciate da Gravina

La classica birretta allo stadio con gli amici? Dimenticatelo. Il sindaco di Agnone, Lorenzo Marcovecchio dispone il divieto di introduzione, vendita e somministrazione di bevande alcoliche nell’impianto senza barriere del ‘Civitelle’ che ospita le gare del campionato di serie D dell’Olympia Agnonese.
La nuova disposizione porta la data del 19 agosto, ovvero all’indomani della sfida di Coppa Italia disputata domenica scorsa quando è stato possibile sorseggiare il succo di luppolo nei bicchieri di plastica. Dalla prossima sfida tra le mura amiche, tutto ciò farà parte di un’antica usanza da dimenticare. Ma non è tutto visto che nell’ordinanza del primo cittadino, che cita una direttiva dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, istituito presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, il divieto di somministrazione delle bevande alcoliche va esteso per un raggio di 200 metri dall’impianto di gioco. La decisione sicuramente non farà piacere ai tifosi locali e ospiti e a quanti, soprattutto in questo periodo estivo, decidono di seguire le partire di calcio nello stadio agnonese dove non si è mai verificato un incidente. Inoltre, nell’ordinanza di Marcovecchio si legge che i trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa che va da 100 a 500 euro, mentre per gli esercizi che dovessero somministrare alcolici nel raggio di duecento metri dallo stadio, si rischia la sospensione dell’attività per due giorni. Restando in tema di stadio continua a far discutere l’inferriata tra il settore locali e degli ospiti installato nella passata stagione sotto indicazione della locale compagnia dei Carabinieri. Un fatto contestato e bocciato dai vertici del calcio italiano quali il presidente della Figc nazionale, Gabriele Gravina e il numero uno della Lnd, Cosimo Sibilia, entrambi presenti ad Agnone in occasione dell’inaugurazione del nuovo manto in sintetico.
«Sarà nostro compito cancellare quell’orrenda macchia ed eliminare la zincatura che non è in linea con i nostri principi e i nostri valori» tenne a ribadire Gravina esaltando le caratteristiche dell’impianto molisano, modello di aggregazione nonché esempio di infrastruttura all’avanguardia. Tuttavia da quel 17 febbraio 2019, l’inferriata resta lì dov’è con tutto il grigiore bruttezza per uno stadio ribattezzato all’inglese.

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