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Distretti del cibo, in Molise c’è la pdl della giunta

Distretti del cibo, in Molise c’è la pdl della giunta

Promuovere lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse naturali, sociali ed economiche dei territori, nonché i legami esistenti tra le vocazioni territoriali, le risorse umane e ambientali modernizzando il settore agroalimentare. Questo l’obiettivo della proposta di legge regionale 88, presentata dalla giunta regionale per l’istituzione dei distretti del cibo. Una pdl con cui si vuole colmare una lacuna normativa esistente in Molise considerato che i distretti in Italia hanno avuto enorme diffusione. Oltre 80 quelli riconosciuti nello Stivale diventati tuttavia realmente operativi solo dopo l’approvazione della legge di bilancio del 2015/2017 che riconosce «all’agricoltura un ruolo specifico nel passaggio al nuovo paradigma economico di economia circolare a base biologica». Imprese che saranno inscritte nel registro nazionale in modo da contribuire a migliorare la complessità delle aree interne rurali nel rispetto dei canoni incontrovertibili di sostenibilità.
La finalità? Fare rete di impresa per promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorendo l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantendo la sicurezza alimentare, diminuendo l’impatto alimentare e riducendone anche lo spreco.
Pdl che non prevede oneri a carico del bilancio regionale, ma stabilisce che la Regione potrà «concedere contributi economici ai distretti del cibo per la realizzazione di programmi di attività in coerenza con la normativa comunitaria e nazionale».
La proposta di legge 88, quindi, oltre a definire cosa siano i distretti del cibo, stabilisce anche chi potrà sottoscrivere gli accordi di distretto. Categorie in cui rientrano le società cooperative agricole e i loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli. Ma anche le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e industriali (purché almeno i 51 percento del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli); le associazioni temporanee di impresa già costitute, le reti di imprese che già hanno sottoscritto un contratto di rete e le rappresentanze di distretti rurali e agroalimentari individuati dalle regioni; le organizzazioni di produttori agricoli, le imprese, le società cooperative e i loro consorzi che operano nel settore agricolo e agroalimentare. Tra i requisiti necessari a partecipare all’accordo vi è la residenza in Italia.
Le istanze di riconoscimento per ottenere il riconoscimento di distretto agroalimentare di qualità dovranno essere presentare alla Regione Molise entro centoventi giorni dall’approvazione del testo. Proposta di legge che attualmente è depositata in Commissione e dovrà essere discussa in Consiglio. Una volta approvata a Palazzo D’Aimmo, la giunta regionale avrà altri 90 giorni per definire le modalità operative e i criteri per l’individuazione dei distretti, nonché quelle per la presentazione delle istanze.

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