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Un tribunale più efficiente: sottoscritto l’accordo con la Provincia di Isernia

Rendere più efficienti gli uffici giudiziari garantendo una risposta puntuale all’utenza e contribuire, al contempo, alla crescita professionale dei dipendenti in servizio presso la Provincia di Isernia. Una doppia finalità quella che potrà essere raggiunta grazie all’accordo di collaborazione siglato tra il Tribunale e la Provincia di Isernia.
L’intesa è stata firmata ieri mattina dal vertice del palazzo di Giustizia Vincenzo Di Giacomo e dal presidente facente funzioni dell’ente di via Berta Roberto Di Pasquale ed è nata con lo scopo di fare fronte alla carenza di personale in servizio presso il Tribunale. E che consentirà al personale della Provincia di arricchirsi «di esperienze specifiche tese – si legge nell’accordo – a incentivare comportamenti innovativi che consentano l’ottimizzazione dei livelli di qualità ed efficienza dei servizi pubblici». In base all’intesa raggiunta l’ente di via Berta si impegnerà dunque a «espletare un avviso interno per la ricerca di personale in possesso di idoneo titolo professionale, in relazione alle esigenze del Tribunale, fino a un numero massimo di 4 unità per sostenere i servizi amministrativi negli uffici giudicanti del territorio provinciale, per sei mesi, secondo modalità e termini da definirsi con successivi atti coerenti allo scopo e adottati dai soggetti competenti. Al Tribunale toccherà invece toccherà il compito di attuare l’accordo provvedendo al coordinamento e alla gestione delle risorse per raggiungere la finalità di un servizio giustizia migliore per tutti gli utenti coinvolti».
Uno strumento, quello oggetto della convenzione, già sperimentato in passato con buoni risultati. «Ringrazio il presidente Di Pasquale per aver dato la sua disponibilità alla stipula di questo accordo di programma. Sempre con la Provincia – ha ricordato Di Giacomo – ne stipulammo uno analogo qualche anno fa con ottimi risultati, perché permise al personale dell’ente di acquisire una maggiore qualificazione e, al tempo stesso, si dare un supporto importante al Tribunale. Nel 2017 – ha poi ricordato – ci siamo classificati al primo posto in Italia per il tasso di smaltimento dell’arretrato. Risultato che abbiamo raggiunto in tre anni passando dal 149esimo posto, posizione in cui il tribunale si trovava quando arrivai a Isernia a fine 2014, al primo. Un obiettivo che è stato possibile raggiungere perché nel 2017 l’organico del palazzo di Giustizia era quasi al completo. Purtroppo – ha quindi evidenziato Di Giacomo – nel 2018 e nel 2019 si sono registrate forti scoperture di organico, sia per quel che concerne i magistrati, sia per quanto riguarda il personale amministrativo». Da tempo Di Giacomo si sta battendo per cercare di fare fronte alla mancanza di magistrati e, per sopperire alla difficoltà legate alla carenza di personale amministrativo, ha deciso di ricorrere a questo tipo di strumento. «L’accordo – ha infatti sottolineato – è importante perché serve anche a dare supporto ai nostri uffici e conservare per gli anni futuri un primato che purtroppo non può essere mantenuto quando si hanno scoperture».
Un impegno costante quello di Di Giacomo per migliorare l’efficienza del Tribunale. Si stanno infatti cercando di reperire fondi europei per la stipula di un’ulteriore convenzione tra il Palazzo di Giustizia e la Provincia che permetta a giovani laureati e diplomati di essere ammessi a tirocini di formazione e orientamento in Tribunale con compenso mensile a titolo di borsa lavoro.
«Nel 2011, quando ero alla presidenza del Tribunale di Campobasso – ha detto in merito Di Giacomo – stipulammo una convenzione con la Regione Molise dopo aver reperito fondi europei che consentirono a 15 giovani diplomati e laureati che, per un anno svolsero un tirocinio, con un compenso di 800 euro mensili. Ora, con il Tribunale di Isernia vorremmo ripetere un’esperienza analoga per dare un’occasione di lavoro e di formazione ai giovani. L’attività di ricerca fondi è già iniziata e se riusciremo ad ottenere le risorse necessarie, firmeremo un’altra convenzione per mettere in atto questo progetto, non a parole ma concretamente, come abbiamo sempre fatto».
Iniziative condivise dal presidente facente funzioni dell’ente di via Berta. «La Provincia – ha affermato Di Pasquale – sta ancora recuperando la propria identità istituzionale in un contesto politico di estrema incertezza. Nonostante le difficoltà attuali, l’ente intende volgere lo sguardo ‘oltre il buio’ del momento, allargando i propri orizzonti di riferimento, stabilendo sinergie significative con altre primarie istituzioni su temi specifici di comune interesse e di assoluta rilevanza per la comunità locale, specie per quanto riguarda il sistema della giustizia amministrata per i cittadini del nostro comprensorio. Nasce con questo spirito di leale collaborazione l’accordo tra Tribunale e la Provincia di Isernia, in base al quale l’ente che mi onoro di rappresentare, metterà a disposizione degli uffici giudiziari il proprio personale che, d’altra parte, avrà la preziosa opportunità formativa di accrescere le specifiche competenze professionali, contribuendo alla realizzazione di un servizio della giustizia più efficiente a beneficio e a vantaggio dei cittadini e delle imprese. Credo – ha aggiunto – non potesse esserci modo migliore per sigillare questi brevi ma intensi mesi come presidente facente funzioni della Provincia di Isernia, durante i quali ho sempre cercato di improntare la mia azione amministrativa al raggiungimento di risultati utili per l’intero territorio provinciale, lasciando anche piccoli semi per il futuro, che spetterà a chi mi succederà far germogliare e crescere, fermo restando il contributo che continuerò a dare in Consiglio provinciale. Ringrazio – ha concluso Di Pasquale – il presidente del Tribunale Vincenzo Di Giacomo, per la preziosa collaborazione istituzionale e tutto il personale della Provincia di Isernia, che ha dato la propria disponibilità, rendendosi pronto a cogliere questa opportunità professionale, strumento al contempo di supporto alla realizzazione di funzioni di rilevante interesse sociale».
Deborah Di Vincenzo

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