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Di Pietro e la gaffe sui Misteri: non gestisco io le mie pagine social

Di Pietro e la gaffe sui Misteri: non gestisco io le mie pagine social

Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Ma se a sbagliare è un molisanissimo come Antonio Di Pietro qualcosa non quadra e ha il sapore di distrazione o disattenzione.
Certo è che non sono passate inosservate le immagini dei Misteri usate, ancora una volta, fuori contesto. Qualche mese fa, in occasione dell’indagine Angeli e Demoni (quella di Bibbiano per intenderci, ndr) Italo Stivaletti, nell’espressione più tipica del diavolo e del Corpus Domini campobassano, si è ritrovato protagonista di alcune locandine affisse davanti alle sedi del centro nord del Partito democratico dal gruppo femminile Evita Peron di Forza Nuova. Ieri sui social un’immagine del Mistero di San Michele, raffigurante un diavolo e una bambina e una didascalia: «I bambini ingiustamente sottratti hanno bisogno anche di noi». Questa la locandina per promuovere una manifestazione in programma a Roma il prossimo 7 settembre. ‘Giustizia per tutti i bambini sottratti’ il nome dell’evento il cui scopo è, sicuramente, altissimo.
Ancora una volta lo spunto sono i fatti di Bibbiano, ma questa volta ad organizzare l’evento su Facebook è il comitato Giustizia per i bambini sottratti e ad aderire sono state le associazioni Themis&Metis (che nasce «dall’incontroscontro con le aberrazioni del concetto di giustizia e dalle conseguenze che l’assenza di quest’ultima genera sugli equilibri sociali, economici e relazionali») e Giovanna d’Arco Onlus.
«Non sono io che gestisco il mio profilo Facebook che utilizzo solo ed esclusivamente per rilanciare eventi della giustizia» spiega Antonio Di Pietro a Primo Piano Molise. Sta «raccogliendo le uova delle galline» mentre lo contattiamo e sembra proprio estraneo ai fatti. «Sicuramente chi ha rilanciato questo post l’ha fatto senza conoscere questa tradizione molisana. Accostare, infatti, un’antica tradizione quale quella dei Misteri ai fatti di Bibbiano è come scambiare il grano con l’olio». Ex Ministro che difende l’inchiesta, anzi «che rilancio» ci spiega anche che «occorre anche rispettare le tradizioni. Per questo mi scuso io per chi ha condiviso l’evento».
Ed il problema è la locandina dell’evento. Una volta creata la stessa è condivisa in automatico sui social media.
A scusarsi con i molisani è proprio la Themis & Metis. Rintracciata ci spiega di essersi «unita all’iniziativa raccogliendo istanze e anche la locandina. Non era intenzione degli altri organizzatori offendere le tradizioni molisane». Insomma, una gaffe a cui, pare, sia stato rimediato con la cancellazione dal sito dell’evento.
Ma il fatto in sé porta nuovamente alla ribalta l’utilizzo delle immagini dei Misteri: serve una soluzione. Sicuramente il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, ci sta pensando. «L’utilizzo improprio di un’immagine, di cui ancora non conosciamo l’autore, porta all’attenzione ormai un tema non più procrastinabile: come città occorre capire quali siano le immagini coperte da copyright del Comune e tutelarle anche per le vie legali. Le tradizioni di questa città, così come quelle del Molise, devono essere rispettate. Stiamo lavorando per evitare che possano accadere ancora questi equivoci».
Ora, al di là dei campanilismi che non giovano sicuramente a nessuno, vale la pena ricordare che gli ingegni del Di Zinno sono una tradizione sentita dai campobassani e dai molisani in generale. Un evento che ha una grande attenzione e che sta guadagnando, con gli anni, il suo piccolo spazio a livello nazionale e internazionale. Magari proprio gli organizzatori della manifestazione l’anno prossimo potranno, in occasione del Corpus Domini, venire qui in Molise per apprezzarla.

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