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Reddito di cittadinanza, da lunedì le ‘chiamate’ dei navigator

Reddito di cittadinanza, da lunedì le 'chiamate' dei navigator

Drin Drin! Pronto, qui è Centro per l’impiego…
Da lunedì 2 settembre per i 4mila 103 cittadini molisani percettori di reddito di cittadinanza inizieranno le chiamate per i colloqui ai Cpi regionali. Dopo la prima fase, ora il Rdc entra nel vivo con il patto per il lavoro.
30 i giorni di tempo per i 13 navigator molisani, assunti da circa un mese, per trovare un lavoro ai disoccupati storici che hanno iniziato a percepire il sussidio da aprile. Parliamo proprio dei primissimi a fare domanda: quelli le cui richieste sono state accettate e accertate dall’Inps tra aprile e luglio. Per loro la chiamata tanto attesa per un colloquio di lavoro sarebbe dovuta arrivare – così come stabilito dalla legge – dopo trenta giorni dal ricevimento della card. Tuttavia, i ritardi nella selezione nazionale dei navigator e qualche problema tecnico alla piattaforma dedicata hanno portato ad un allungamento dei tempi. Ma, nel frattempo, i percettori del reddito di cittadinanza hanno continuato a percepire il sussidio.
Ebbene, ora si parte. E le chiamate, come stabilito nell’accordo Anpal-Regioni, proprio a causa dell’eccessivo ritardo, potranno arrivare con qualsiasi modalità: dall’sms alla mail. Quindi occhio a qualsiasi notifica.
Dei circa 704mila 595 percettori di Rdc, il Molise, anche in rapporto agli abitanti, chiude la classifica nazionale di quelli che già usufruiscono del sussidio destinato, ricordiamo, a chi il lavoro non ce l’ha da qualche anno. E, così come riportato dal Sole 24 Ore, ognuno dei 13 neonavigator molisani assunti da poco più di un mese avrà in carico 316 disoccupati. Uno dei rapporti più alti d’Italia dopo Sicilia e Campania e Calabria che guidano, invece, la classifica delle regioni con più disoccupati che hanno avuto accesso al sussidio.
Tuttavia i navigator molisani avranno ‘meno da fare’ in rapporto ai colleghi di tutta Italia: per loro ‘meno adempimenti’. La loro assistenza tecnica riguarderà solo 96 disoccupati da avviare all’impiego. Lo stesso numero dell’Emilia Romagna. Questo perché il primo contatto sarà a carico dei Centri per l’impiego e delle Agenzie per il lavoro, che hanno già il loro personale. D’altronde i navigator forniscono solo la loro assistenza tecnica agli operatori regionali.
Non saranno invece contattati i beneficiari delle pensioni di cittadinanza over 65, i disabili (che invece possono aderire volontariamente), i componenti della famiglia con impiego e cura dei bambini sotto i 3 anni o le persone non autosufficienti. Nessuna convocazione, poi, anche per quei soggetti che hanno già sottoscritto un patto per il servizio che continueranno a ricevere il sussidio. Loro saranno convocati successivamente dai Cpi per la stipula del patto per il lavoro solo successivamente: entro 30 giorni dal termine dell’intervento. Comunque entro il 15 dicembre arriverà la presa in carico da parte dei Centri per l’impiego che verificheranno l’esclusione o l’esonero dell’intervento.
Il patto per il lavoro, ricordiamo, serve ad identificare le capacità e le competenze dei possibili occupati che dovranno accettare almeno una delle tre proposte congrue che saranno offerte. Coerenza che, secondo la legge, segue tre principi: «La coerenza tra l’offerta di lavoro e le competenze, la distanza dal domicilio, la durata dello stato di disoccupazione. Così nei primi 12 mesi di fruizione del reddito di cittadinanza sarà congrua la prima offerta se entro 100 chilometri di distanza dalla residenza (o comunque raggiungibile con un massimo di 100 minuti con i mezzi
pubblici), la seconda entro i 250 chilometri e la terza sull’intero territorio italiano. Dopo 12 mesi anche per la prima offerta la “congruità” è riconosciuta se si è entro i 250 chilometri».
Quindi, occhio al telefono: chissà che questa non sia la volta buona!

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