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Riciclaggio, investimenti e infiltrazioni: ecco come la mafia fa affari in Molise

L’obiettivo di questo focus è di individuare, da un punto di vista scientifico, le motivazioni che portano le organizzazioni criminali a inserirsi nell’economia legale molisana e i fattori emersi come incidenti proprio nelle decisioni delle organizzazioni criminali di prediligere determinati settori.
Dai dati in nostro possesso è possibile individuare diversi motivi per cui il crimine organizzato investe nei mercati legali molisani: a) motivi di occultamento di attività criminali (ad esempio il riciclaggio del denaro sporco); b) motivi economici (investimenti e profitti in campo economico e finanziario); c) motivi sociali (consenso popolazione); d) motivi strategici (infiltrazioni nel territorio); e) motivi personali (interessi specifici).
L’individuazione degli elementi che determinano la scelta delle organizzazioni mafiose di infiltrarsi nella nostra economia legale, costituisce un passaggio preliminare all’analisi del portafoglio d’investimenti delle mafie in immobili e aziende già affrontato nel nostro Report presentato a Campobasso nel febbraio del 2019 alla presenza dell’ex procuratore nazionale, Franco Roberti, e del procuratore generale di Campobasso, Guido Rispoli (cfr. Osservatorio Antimafia del Molise).
Riteniamo sia giusto rendere noto ai cittadini molisani che le attività legali condotte dall’impresa mafiosa rispondono a diverse esigenze ed è possibile individuare diversi motivi per cui il crimine organizzato investe soprattutto nei mercati legali della nostra regione. Questa distinzione, utile per scopi analitici, non implica che la stessa organizzazione criminale non possa perseguire diversi scopi contemporaneamente, ad esempio, investendo in attività lecite che garantiscano elevati profitti e allo stesso tempo permettano di riciclare denaro proveniente da attività criminali.
L’investimento di denaro nei mercati legali può avere innanzitutto lo scopo di occultare i proventi delle attività criminali attraverso il riciclaggio. Nel caso di esercizi commerciali, ad esempio, l’emissione di fatture gonfiate e la falsificazione dei bilanci permettono ai mafiosi di giustificare facilmente denaro proveniente da attività illecite. L’occultamento delle attività criminali, tuttavia, non si limita al solo riciclaggio di denaro. Più in generale, le organizzazioni criminali possono utilizzare i mezzi di trasporto e i magazzini delle aziende per trasportare e nascondere merci illegali.
Le aziende diventano così sedi operative per attività proibite condotte parallelamente a quelle legali. Le organizzazioni mafiose, inoltre, possono eseguire transazioni altrimenti sospette mascherandole spesso come costi di produzione. L’inserimento in un particolare settore può anche avere lo scopo di godere della sua profittabilità. Molto spesso, infatti, le aziende non sono utilizzate come mere “coperture” di attività illecite, ma costituiscono un’attività produttiva reale che garantisce un ritorno economico “pulito”. Questo, ad esempio, potrebbe già essere accaduto nel settore della ricostruzione post terremoto con il sisma che ha colpito il Molise nel 2002. È questo il caso delle imprese mafiose e a capitale mafioso, le quali, contrariamente alle imprese “paravento”, svolgono attività produttive e sono orientate al profitto.
La profittabilità di queste realtà è molto spesso dovuta alla connessione con le mafie e non a particolari capacità imprenditoriali dei criminali. Lo sfruttamento dei contatti con politica ed economia, lo scoraggiamento della concorrenza, l’accesso a risorse finanziarie illecite senza dover corrispondere interessi, la sostanziale irregolarità delle condizioni di lavoro, contributive, fiscali, permettono alle imprese mafiose e a capitale mafioso di generare profitti.
La criminalità organizzata, mediante l’investimento in attività legali, mira anche a massimizzare il proprio consenso sociale in maniera palese ma anche occulta. Questo è fondamentale per le infiltrazioni mafiose, le quali generano consenso nei propri confronti inserendosi in un mercato legale, creando nuovi posti di lavoro e fornendo quindi un reddito a una parte della popolazione locale in crisi occupazionale. Oltre al consenso delle fasce basse della popolazione, i gruppi criminali mirano ad aumentare il consenso presso altri imprenditori, funzionari della pubblica amministrazione e politici locali. Attraverso l’infiltrazione nell’economia legale, l’imprenditore mafioso ha, infatti, la possibilità di instaurare e rafforzare una fitta rete di rapporti con questi soggetti, creandosi un’immagine rispettabile e svincolata dalle attività criminali.
Un’altra motivazione che può spingere la criminalità organizzata a investire nell’economia legale molisana è il passaggio dall’infiltrazione al controllo del territorio, sia aumentando la propria influenza nelle aree già infiltrate sia estendendola in nuove. Il controllo del territorio è, però, strettamente legato al consenso sociale e dipende dalla possibilità di stabilire una forma di checkup su un particolare settore economico dell’economia locale, ad esempio, attraverso i rapporti con i fornitori, i dipendenti e l’amministrazione pubblica o attraverso la gestione di sovvenzioni, appalti e subappalti.
Anche preferenze personali per un particolare settore economico e motivazioni culturali possono intervenire nelle scelte d’investimento nell’economia legale molisana. L’imprenditore mafioso potrebbe, infatti, prediligere attività legate a interessi personali (ad esempio turismo, edilizia, ristorazione).
Riciclaggio, profitto, consenso sociale, controllo del territorio e inclinazioni personali costituiscono i motivi più comuni che potrebbero spingere le organizzazioni criminali a investire nell’economia legale del nostro territorio.
La scelta di un particolare settore dipende invece dalle caratteristiche del settore stesso riguardo ai motivi d’infiltrazione nei mercati legali. Sulla base delle motivazioni individuate sempre mediante uno studio di “dati freddi” in nostro possesso è, infatti, possibile individuare i fattori che guidano le scelte d’investimento delle organizzazioni criminali nei diversi settori dell’economia legale molisana. L’infiltrazione della criminalità mafiosa tende a concentrarsi in alcuni settori, scelti dalle organizzazioni criminali sulla base delle loro caratteristiche e dei motivi che le spingono a investire nell’economia legale. Questo dato è di particolare rilevanza per le analisi sul portafoglio d’investimenti delle organizzazioni mafiose in immobili e imprese. È, infatti, importante identificare i motivi dell’investimento, giacché differenti motivi portano a differenti investimenti. Se l’obiettivo principale è l’occultamento delle attività criminali, è possibile che l’organizzazione mafiosa scelga di investire in settori caratterizzati da normative in materia societaria che facilitano il riciclaggio. Settori emergenti, poco regolamentati o la cui normativa è in costante evoluzione, saranno dunque preferiti a settori soggetti a una forte regolamentazione. Allo stesso modo, la propensione a investire in un determinato settore potrebbe dipendere da forme di fragilità del settore industriale e commerciale e del sistema finanziario di riferimento. Per lo stesso motivo, le organizzazioni criminali s’infiltrerebbero più frequentemente in società non quotate e di dimensioni limitate (ad esempio Srl ordinarie o unipersonali), per ridurre la pubblicità delle informazioni societarie e minimizzare il rischio di essere raggiunte da controlli fiscali.
Il Molise in questo è molto vulnerabile poiché nella nostra regione nel primo semestre del 2019 si registra una performance superiore al dato nazionale: le Srl aumentano dell’8,4% rispetto al dato nazionale raggiungendo un vero e proprio record. La crescita dell’azienda infiltrata non è, infatti, un obiettivo per il mafioso imprenditore (ad esempio la nascita di un noto centro commerciale nel basso Molise nato nel 2007 e chiuso dopo pochi anni). Egli mira a variare gli investimenti, investendo i nuovi profitti in nuove imprese o società sia nello stesso settore sia in settori economici differenti. La diversificazione del portafoglio degli investimenti, insieme all’utilizzo di prestanome, permetterebbe anche di ridurre il rischio di confisca e sequestro dei beni dell’organizzazione a seguito di un’eventuale indagine giudiziaria.
La scelta delle attività lecite da intraprendere e dei settori da infiltrare dipende anche dalla possibilità di massimizzare i profitti e minimizzare i rischi. I provvedimenti di sequestro disposti nei confronti di appartenenti alla criminalità organizzata in Molise hanno evidenziato una predilezione dei mafiosi per gli investimenti in aziende, terreni, fabbricati e appartamenti, più che in azioni e titoli, ovvero per quei settori economici che garantiscono maggior redditività e maggiori garanzie a livello economico.
Profitti elevati possono essere ottenuti attraverso l’infiltrazione in settori caratterizzati da sovvenzioni o appalti pubblici. Il primo caso riguarda, ad esempio, il settore delle energie rinnovabili (ad esempio eolico), mentre, il secondo include i settori dei rifiuti, della sanità, delle infrastrutture, dei servizi pubblici e dei trasporti. Questi settori, insieme con quelli del commercio e dei pubblici esercizi, rientrano nella categoria dei settori cosiddetti “protetti”, ovvero, settori in cui la pubblica amministrazione regola l’ingresso attraverso l’obbligo di autorizzazioni o concessioni, riducendo la concorrenza.
Il crimine organizzato avrebbe particolare interesse all’infiltrazione nei mercati protetti, poiché la presenza di una rete di politici e funzionari pubblici collusi permette di ridurre la concorrenza di altre imprese e controllare la procedura di aggiudicazione di concessioni e appalti. Questi settori permettono inoltre ai soggetti coinvolti di sfruttare i vantaggi competitivi dell’organizzazione criminale, ad esempio, scoraggiando la concorrenza con metodi corruttivi e/o violenti. La forza corruttiva e intimidatoria è, infatti, più efficace in mercati oligopolistici o monopolistici, dove cioè il numero di concorrenti è limitato e violenza e intimidazione sono utilizzate solo come extrema ratio per eliminare la concorrenza più difficile da eradicare. Anche nel caso d’investimenti in settori non protetti, le organizzazioni criminali prediligono quelli dove il rischio d’impresa è moderato, ovvero quei settori in cui la concorrenza è limitata. Tali caratteristiche si possono trovare nei settori della distribuzione, della ristorazione, del turismo e dell’edilizia.
Inoltre, soprattutto nei periodi di crisi, i gruppi mafiosi preferiscono l’investimento in immobili, traendo vantaggio da una riduzione dei prezzi di mercato.
Infine, profitti elevati possono essere ottenuti anche attraverso l’infiltrazione in settori che non richiedono particolari abilità professionali o innovazione tecnologica. Attività tradizionali o a basso contenuto di tecnologia sono, infatti, favoriti dalle organizzazioni criminali, in quanto, garantiscono elevati margini di profitto senza richiedere elevati costi di ricerca e sviluppo.
Quando l’infiltrazione nell’economia ha come obiettivo principale la massimizzazione del consenso sociale, la scelta del settore da infiltrare dipende dalla facilità con cui l’organizzazione mafiosa è in grado di offrire posti di lavoro. In quest’ottica, l’elenco dei settori favoriti dagli imprenditori mafiosi includerebbe la grande distribuzione, i supermercati, la vendita di auto e i negozi di ogni genere e tipo, in quanto, non richiedono elevati livelli di specializzazione e sono ad alta intensità di manodopera, facilitando la possibilità di assunzione di parenti, amici, o più in generale soggetti vicini all’organizzazione.
Inoltre, le organizzazioni mafiose potrebbero cercare di rafforzare la propria immagine investendo nel settore sanitario, delle comunicazioni o dei trasporti pubblici, ovvero, in settori di servizio al pubblico sempre più in crisi.
L’infiltrazione nel settore turistico o della grande distribuzione sarebbe invece di particolare importanza per il controllo del territorio. Attività fortemente legate al territorio e con una distribuzione capillare garantirebbero, infatti, visibilità alle organizzazioni mafiose e permetterebbero loro di influenzare l’economia legale.
Anche il settore degli appalti pubblici favorirebbe le organizzazioni criminali nel controllo del territorio, in quanto, queste, attraverso la gestione dei subappalti, sarebbero in grado di offrire o negare lavoro a determinate imprese, controllando di conseguenza alcuni settori dell’economia legale.
La dimensione dell’impresa può incidere sulla decisione di infiltrarsi nell’economia legale con lo scopo di controllare un determinato territorio. La criminalità organizzata sembra, infatti, prediligere imprese di piccole o medie dimensioni, in quanto, tali imprese avrebbero maggiori opportunità di radicarsi nel territorio.
Infine, motivazioni di carattere culturale potrebbero portare le organizzazioni criminali a investire in settori tradizionali, come l’agricoltura, il commercio e l’edilizia. Quest’ultima garantirebbe anche visibilità all’imprenditore mafioso, il quale, per lo stesso motivo, potrebbe investire in attività che garantiscono prestigio sociale, come ristoranti, alberghi e locali notturni.
Da questa brevissima analisi emerge un quadro molto irregolare e complesso e quindi di non facile individuazione per cui occorrerebbe sviluppare un modello di valutazione della vulnerabilità dei settori economici che sia in grado di favorire la comprensione dei meccanismi che aumentano, nei diversi territori, il rischio della presenza delle organizzazioni criminali nell’economia legale.
L’Osservatorio Antimafia del Molise ha in mente l’elaborazione di un vademecum operativo da diffondere presso le amministrazioni, le associazioni di categoria e i cittadini, in modo che possano prendere consapevolezza dei rischi che l’economia sana corre nei diversi territori molisani.
In buona sostanza, si tratta di una prospettiva già delineata nei nostri studi in materia di lotta al crimine organizzato che nasce dall’idea che l’azione giudiziaria e di polizia, pur necessaria, deve agire come extrema ratio a difesa di un organismo, quello delle istituzioni e della società civile, che deve trovare in sé quegli anticorpi capaci di favorire lo sviluppo di un sistema economico trasparente e soprattutto a prova d’infiltrazione criminale.
Vincenzo Musacchio
Presidente dell’Osservatorio Antimafia del Molise

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