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«Il breve periodo di Keynes, la vita utile in politica: vi spiego ‘tutti dovremo morire’»

«Il breve periodo di Keynes, la vita utile in politica: vi spiego 'tutti dovremo morire'»

La sua frase «tutti dovremo morire» rispetto, fra le altre cose, alla verifica in corso nel centrodestra è diventata virale. Il video impazza sul web, sui social, nelle chat.
Al giornalista che durante un’intervista gli ha chiesto cosa accadrà a settembre ha risposto, facendo riferimento al suo punto di riferimento in economia, Keynes, che l’unica cosa certa è che tutti dovremo morire. Alla frase, spiega ora, ha dato un doppio significato. «Il primo di politica economica», dice rifacendosi a John Maynard Keynes. A chi gli chiedeva come sarà l’economia nel lungo periodo rispose che «il lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti: nel lungo termine saremo tutti morti». Per dire, declina Toma: «Cosa succederà al Molise nel lungo periodo? L’unica cosa certa è che i molisani che ci sono oggi, a partire da me, non ci saranno più. Il resto è da costruire e dipende da noi. E si costruisce oggi».
Sotto il profilo politico, ribadisce quanto dichiarato anche nell’intervista a Primo Piano del 1 settembre, «dobbiamo entrare nell’ottica che non esiste la vita eterna, esiste una vita utile politica, nella quale tu spendi le tue capacità migliori per la collettività dopo di che fai il padre nobile e passi a dare consigli». Si coglie il riferimento, che però il presidente non fa, alle richieste dell’ex governatore Iorio. Non c’era dunque ironia nel «tutti dovremo morire»? «No, non faccio ironia sulle cose serie. Comunque non era quello il caso».
Intanto, tornando a temi più ‘quotidiani, Toma si appresta a esercitare la prerogativa piena rimasta nelle sue mani in tema di sanità, che nel Molise vale più che altrove perché il Molise di Asl ne ha una sola e il suo direttore generale è l’unico interlocutore per il governatore e per i commissari.
L’avviso per il conferimento dell’incarico è scaduto il 16 agosto, dal 1 settembre l’ex dg Gennaro Sosto è in carica all’Asl Napoli 3 dove lo ha voluto Vincenzo De Luca. La reggenza, come prevede il decreto 502, l’ha assunta il direttore sanitario Antonio Lucchetti. Ma il settore è comprensibilmente in fibrillazione. Si è chiuso, in anticipo, un ciclo che alla fine ha portato un equilibrio nell’azienda di via Petrella, non solo nei conti.
«Farò i passaggi che mi impone la legge. La mia discrezionalità sarà esercitata dopo che avremo fatto tutti i passaggi che le norme dispongono», spiega Toma. Per oggi attende dall’Agenas la designazione del rappresentante nella commissione di esperti, da Unimol è già arrivato e il presidente sceglierà il componente della Regione quando avrà il quadro completo. Nominata in giunta la commissione, questa valuterà i curricula dei candidati elaborando fasce di merito in cui collocare la rosa dei papabili alla direzione, da lì – spiega Toma – «attingerò con mio provvedimento prendendo in esame la fascia più elevata». Sceglierà fra i migliori, come accade di norma. «Tra coloro che hanno la valutazione migliore, potrò decidere motivando la scelta». Il settore, gli operatori, gli stakeholder – assicura – «possono stare tranquilli. C’è Lucchetti che sostituisce Sosto, la reggenza può essere di 60 giorni. Ha esperienza e può tenere le posizioni. Io sono tranquillo, d’altro canto l’ingegnere Sosto ha conseguito ottimi risultati. In tre anni ha portato il bilancio in pareggio, e di questo va dato merito, è andato via e lasciando le stabilizzazioni in corso, i primari li stiamo selezionando, non è roba da poco. Per la sua successione – aggiunge – abbiamo una ventina di candidature tra cui oggettivamente ci sono profili molto elevati. È solo una questione di tempi della commissione. Avuto il suo responso, io ci metterò poche ore a scegliere».

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