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Nasce il Conte bis, fra Toma e i giallorossi non scoppia la guerra

Nasce il Conte bis, fra Toma e i giallorossi non scoppia la guerra

Stamane alle 10 il giuramento del governo Conte bis. «Forti di un programma che guarda al futuro dedicheremo le nostre migliori energie, le nostre competenze la nostra passione a rendere l’Italia migliore nell’ interesse di tutti i cittadini», ha detto il premier dopo aver annunciato al Quirinale la lista dei ministri.
Lo affiancano in 21: 10 dei 5 Stelle, 9 del Pd e un esponente di Leu. Sono sette le donne, dunque un terzo sul totale: tra le donne il solo profilo tecnico del governo, Luciana Lamorgese che va al Viminale. A M5s va anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.
Alla Camera per la fiducia Conte andrà lunedì. I pentastellati confermano Di Maio (che va agli Esteri), Costa all’Ambiente, Bonafede alla Giustizia e Fraccaro in un nuovo e strategico ruolo. Conservano pure il Lavoro dove va Patuanelli. Al Pd dicasteri pesanti, a cominciare dall’Economia con Gualtieri, ma pure Infrastrutture con Paola De Micheli, l’Agricoltura con Bellanova, la Cultura a Franceschini che è pure capo delegazione dem nell’esecutivo. Cruciale pure il ruolo di Francesco Boccia, agli Affari regionali nel momento dell’autonomia differenziata.
Si apre ora la partita dei viceministri e sottosegretari. E il Molise stavolta la partita intende giocarla.
Tra i 5 Stelle, per esempio, salgono le quotazioni di Antonio Federico: di fatto il capo della deputazione pentastellata che non nasconde stavolta di voler provare per «dare dignità al Molise, cosa che comunque è stata riconosciuta in questo primo anno». Lui è disponibile, anche se precisa: non deve essere a tutti i costi. Il senatore Di Marzio, invece, per un incarico a Federico sta lavorando: riconoscimento a un territorio che ai 5 Stelle nel 2013 ha dato il 50% dei consensi alle politiche e a un esponente che a suo parere, fra i quattro parlamentari eletti dai 5s, ha le carte in regola per un ruolo di governo. Su Facebook il commento di Federico dopo la nascita del Conte bis: «Durante la campagna elettorale delle politiche 2018 abbiamo sempre ripetuto che se non avessimo avuto i numeri per sostenere una maggioranza di governo con i soli parlamentari del Movimento 5 Stelle avremmo verificato la disponibilità di altri gruppi: a giugno del 2018 la Lega ha appoggiato questo cammino fino alle note storie delle spiagge del Papeete; oggi questa disponibilità l’ha data invece il Partito democratico insieme a Liberi e Uguali. L’impegno ora è lavorare affinché questa nuova esperienza di governo possa dare risposte concrete al Paese, portando avanti le nostre battaglie di sempre e che dobbiamo agli 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia solo un anno e mezzo fa».
Anche il segretario regionale del Pd Vittorino Facciolla conferma che al Nazareno chiederà «rappresentanza territoriale». Comunque promuove su tutta la linea l’avvio del governo giallorosso. «Un mix fra esperienza, qualità e freschezza. Anche i tempi dimostrano che c’è una bella carica. Nel complesso un buon inizio», spiega. Tra i dicasteri a guida dem a suo parere strategici per il Molise ci sono quello per il Sud guidato da Provenzano (vicedirettore di Svimez), l’Agricoltura, gli Affari europei con Amendola, le Infrastrutture. Cosa cambierà per l’esecutivo regionale visto che a Roma governano insieme i suoi avversari? «Noi continueremo a lavorare per il Molise, sia chiaro. Caso mai sarà il centrodestra ad avere con noi un’interlocuzione più serena. Noi non saremo miopi come loro che ci hanno escluso dalla rappresentanza nell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Dal punto di vista politico – completa la sua analisi – il nuovo quadro romano potrebbe accelerare i dissensi interni alla maggioranza e quindi l’incapacità di governare. E su questo saremo vigili».
Il presidente Donato Toma non è preoccupato del cambio di maggioranza e di colore a Palazzo Chigi. «Sono sulle posizioni di Berlusconi e politicamente vedo che prevale l’ultra sinistra. Ma sono un moderato e rappresento un’istituzione: dialogo con tutti. ho un ottimo rapporto con il premier Conte, è lui il garante. Sono convinto – dice Toma – che continuerò a lavorare bene con il Conte bis». I ministri con cui aveva avviato progetti e iniziative per il Molise, non solo quelli leghisti ma anche i 5 Stelle, sono cambiati tutti. «Spero che vengano riprese le cose buone che stavamo realizzando con Lezzi, Stefani, Toninelli. Non posso dire lo stesso della Grillo, si sa…». Pure lei ex titolare della Salute, delega che passa a Leu. «Posso dire che adesso ho una speranza…», commenta con ironia la nomina di Roberto Speranza. In Molise, comunque, governa il centrodestra, in Regione e nelle due Province. «Per questo dico che col nuovo governo, anche rispetto alla Conferenza delle Regioni che è a maggioranza di centrodestra, bisognerà trovare le affinità elettive».
r.i.

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