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Pubblicità o protesta? La ‘trovata’ che ha terrorizzato la città

Pupazzi di plastica ‘imbottiti’ di carta appesi ad alberi e ponti in giro per la città: è il risultato di una campagna di marketing studiata a tavolino o, più probabilmente, di una sorta di protesta ‘malriuscita’ da parte di un’impresa di pulizie del capoluogo.
Uno ‘scherzetto’ di cattivo gusto per molti cittadini che si sono ritrovati faccia a faccia con gli inquietanti fantocci impiccati mentre passavano in alcune delle zone più trafficate del capoluogo.
Gli avvistamenti nella notte tra martedì e mercoledì: qualcuno se li è ritrovati di fronte mentre attraversava in auto la Statale 87, all’ingresso della galleria Lama Bianca, altri nei pressi della centralissima Viale Elena.
Prevedibili le reazioni dei cittadini. Molti, complice il buio, dal primo ‘impatto’ visivo hanno subito temuto il peggio. Poi, però, guardando bene, si sono resi conto che quella sagoma appesa ad una corda altro non era che un fantoccio riportante un messaggio piuttosto ‘criptico’: «Se volete mantenere pulito lasciateci scopare».
Un tentativo di catturare l’attenzione sicuramente ben riuscito ma che ha terrorizzato diversi cittadini. Per fortuna i pupazzi di carta sono stati prontamente rimossi ieri mattina dagli operatori della Sea e dagli uomini della questura di via Tiberio, prima che qualcuno, soprattutto bambini e anziani, potessero trovarseli di fronte.
Non bastava, dunque, la Samara challenge a terrorizzare ignari passanti, come avvenuto a Termoli e in quasi tutte le regioni d’Italia. Ora ci si mettono anche improbabili campagne pubblicitarie come queste a spaventare i cittadini. Come direbbe Wilde: “Parlarne bene o parlarne male non importa, purché se ne parli”.

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