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Amadori, passi avanti: Toma incontra l’azienda

Fuoco incrociato sul Mise, un attacco sferrato da più parti per raggiungere un solo obiettivo: arrivare ad una convocazione, con urgenza, del tavolo tecnico che dovrà analizzare la vertenza Gam. La scadenza degli ammortizzatori sociali si avvicina, il 4 novembre è dietro l’angolo, e della convocazione del tavolo tecnico – che dovrebbe tenersi al Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza, questa volta, della Amadori – non c’è traccia. Lunedì mattina il presidente della Regione, Donato Toma, ha sollecitato i Ministeri competenti con una sua nota ufficiale. Ieri i sindacati di categoria hanno fatto lo stesso, con una lettera inviata ai ministri Patuanelli e Catalfo. La stessa lettera è stata inviata per conoscenza anche ad Invitalia e alla Amadori. Le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil sollecitano la convocazione dell’incontro, così come è già avvenuto il 22 luglio. «Fare il punto sull’attuazione dell’accordo di programma sottoscritto per il rilancio della filiera avicola molisana, in particolare per l’attività del macello, e tutelare i lavoratori interessati, considerando che il 4 novembre scadranno gli ammortizzatori sociali» queste le richieste fatte pervenire con la lettera ufficiale inviata all’attenzione dei Ministri competenti. Una situazione che continua a tenere in apprensione i lavoratori ma anche il presidente della Regione che però si è messo in movimento: Toma ha incontrato, informalmente, il direttore generale della Agricola Vicentina e ha sollecitato una proposta ufficiale sia sull’ipotesi di ampliamento dei posti di lavoro per l’incubatoio sia sull’incremento della filiera di base, gli allevamenti in sostanza. La questione macello non è affatto all’ordine del giorno, quindi. Si ragiona, invece, e si è in attesa della formalizzazione di questa proposta, di un possibile accordo con l’azienda nell’ottica di una maggiore autoimprenditorialità nel settore degli allevamenti. Ognuno, in questo «patto» dovrebbe fare la propria parte, per coprire il 100% degli investimenti. La Regione potrebbe andare in soccorso degli allevatori finanziando l’autoimprenditorialità, l’azienda assicurando l’assorbimento del prodotto, e quindi il mercato di riferimento: questa sinergia sarebbe la garanzia di flussi finanziari stabili, l’assicurazione che cercano le banche, chiamate ad erogare i finanziamenti ai nuovi imprenditori.

ppm

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