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Garanzia Giovani 2, al via il programma di attuazione regionale

Garanzia Giovani 2, al via il programma di attuazione regionale

Una dotazione finanziaria che, nelle ultime ore, si è ulteriormente arricchita tanto da arrivare a 7 milioni 258mila euro. Che, al netto della popolazione sulla quale avrà effetti, cioè i giovani molisani neet, in cerca di lavoro o purtroppo già disoccupati di età compresa fra i 18 e i 29 anni con una estensione a persone al di sotto dei 35 anni profilate presso i centri per l’Impiego, fa comprendere bene quanto possa essere impattante. Parte il piano “Garanzia Giovani 2”: pronti i primi avvisi del programma di attuazione regionale, una pianificazione trasversale che interessa i settori dell’istruzione, della formazione e delle politiche attive del lavoro. Ieri mattina, nella sala di Giunta di Palazzo Vitale, hanno fatto il punto sulla misura il presidente Toma e gli assessori competenti, Roberto Di Baggio e Luigi Mazzuto. Presenti anche i dirigenti delle strutture coinvolte. «Ripartiamo da quanto realizzato e soprattutto dalla considerazione delle criticità rilevate in quella fase che qui vengono superate – ha spiegato il governatore – in una logica di complementarietà con altri programmi regionali, nazionali e comunitari, ma anche di integrazione ed ottimizzazione delle risorse disponibili, pur nella specificità del target di utenti cui le azioni sono indirizzate». Tutte le azioni già definite, o in fase di elaborazione, sono principalmente indirizzate a favorire tirocini extracurriculari, tirocini extracurriculari in mobilità geografica, inserimento di giovani da 15 a 18 anni in percorsi formativi, accompagnamento al lavoro, sostegno all’assunzione e alla formazione. «Rilevante è il ruolo della partecipazione – ha sottolineato il presidente – motivo per il quale entro novembre organizzeremo un primo incontro con la rete di soggetti coinvolti in maniera maggiore nella programma di attuazione: l’Università del Molise che reputo il centro d’eccellenza prioritario della nostra regione, poi i commercialisti, i consulenti del lavoro, le imprese, i sindacati e le scuole. La partecipazione ha un ruolo rilevante perché le sollecitazioni si devono tradurre in programmi messi a disposizione della collettività». Roberto Di Baggio, assessore all’Istruzione e alla Formazione Professionale, ha illustrato gli aspetti tecnici e pratici del piano. «Intanto 2 milioni sono appannaggio dell’obbligo formativo, una novità per il Molise visto che nel passato si sono investite somme che al massimo hanno raggiunto i 700mila euro. Importante anche la dotazione finanziaria per la formazione: un milione di euro. E le misure per arginare il fenomeno della dispersione scolastica vedranno assegnate risorse per 300mila euro. Chi non trova lavoro – ha ulteriormente sottolineato – spesse volte non è formato in maniera adeguata, non è al passo con i tempi, con l’innovazione». Terreno questo sul quale la regione è intenzionata ad entrare di prepotenza, per sanare una serie di criticità che riguardano le azioni in capo ai Centri per l’Impiego, «per i quali occorre una riforma complessiva che tenga conto dei cambiamenti che ormai sono intervenuti – chiosa Toma – visto che sono l’anello di congiunzione tra lavoratori e occupazione». Il suo collega di Giunta, Luigi Mazzuto, ha rimarcato come, nella fase 2 di Garanzia Giovani, siano state superate le criticità riscontrate nell’esperienza pregressa (ad esempio il meccanismo dell’autoimprenditorialità che non ha affatto funzionato, al punto da aver assorbito risorse irrisorie per 24mila euro). E proprio dalla considerazione degli ‘errori’, si è deciso di puntare su quello che invece ha funzionato, come ad esempio i tirocini formativi che assorbiranno risorse per 2 milioni e mezzo di euro. «Un piano che offre una possibilità che rappresenta un unicum: fare esperienza in altre realtà italiane o all’estero – ha rimarcato Mazzuto -. Le imprese che lavorano in Europa sono più avanti, lo pensa il 13% di chi cerca lavoro e sceglie di trasferirsi: è questo un dato che ci deve far riflettere anche in considerazione della formazione d’eccellenza che i nostri giovani potranno conseguire all’estero e che poi, una volta rientrati, diventerà patrimonio per la nostra regione».

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