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Punto nascita di Termoli, «vittoria di cittadini e delle mamme, la Regione Molise è stata menefreghista»

Punto nascita di Termoli, «vittoria di cittadini e delle mamme, la Regione Molise è stata menefreghista»

«Sono molto soddisfatto di quanto ha stabilito il Consiglio di Stato. Aspettavamo questa decisione ed eravamo sicuri della causa che abbiamo portato avanti in questi mesi». Questo il commento a caldo espresso dal primo cittadino Francesco Roberti sull’esito positivo della vertenza. «Il punto nascita del San Timoteo non si tocca, mai consentiremo a strane logiche di non tenere conto dei diritti dei cittadini. Voglio ringraziare tutti gli avvocati, i comitati e i cittadini che ci hanno sostenuto e i sindaci del basso Molise che con noi stanno affrontando questa problematica». Lo studio Iacovino commenta così l’esito del braccio di ferro al Consiglio di Stato: «Il punto nascite di Termoli potrà continuare a garantire il nostro futuro. Il Consiglio di Stato nel respingere l’appello promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha superato ogni eccezione preliminare censurando anche l’eccepita valenza vincolante delle linee guida per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascite. Un principio importante che mina alla radice la posizione del commissario che oggi deve procedere a ridare piena funzionalità al punto nascite di Termoli senza riserva alcuna. Un grazie alle Amministrazioni comunali che hanno avuto il coraggio di promuovere azione giudiziaria senza abbassare la testa. Un grazie agli avvocati del collegio difensivo (avvocati Vincenzo Fiorini e Massimo Romano). Un grazie ai colleghi che hanno spiegato intervento nella causa principale (avvocati Laura Venittelli e Roberto Giammaria). Un grazie ai comitati spontanei che ci hanno fatto sentire la loro vicinanza. Si deve prendere atto che ancora volta la magistratura è stata determinare per evitare scelte amministrative e politiche sbagliate. Adesso tocca a loro dimostrare che hanno a cuore il Molise e i molisani invitando tutti a vigilare. Il Molise esiste e i molisani anche e lo dimostreremo a tutti compreso i nostri eletti». «Il Punto nascita di Termoli per ora è salvo. Ce l’abbiamo fatta! Ringrazio le mamme che coraggiosamente si sono messe in discussione affidandoci l’incarico di fare causa contro i Ministeri, la struttura commissariale e l’Asrem». Di getto arriva il post social su Facebook dell’avvocato Laura Venittelli, dopo la vittoria bis in Consiglio di Stato. «Ringrazio l’avvocato Roberto Giammaria, del Foro di Isernia, che mi ha supportata in questa grande e bellissima battaglia. Ringrazio Ilaria Barone per le ore dedicate alla ricerca di atti, documenti ed invii telematici. Ringrazio i bravissimi colleghi Enzo Iacovino, Vincenzo Fiorini e Massimo Romano e, non per ultimi, ringrazio tutti i sindaci, in primis quello di Termoli, che hanno creduto in questa battaglia. Non ringrazio la Regione Molise e tutta la politica della maggioranza regionale che, fregandosene di Termoli e del Basso Molise, hanno omesso, ieri, di costituirsi in Consiglio di Stato per difendere il punto nascita. A Termoli il mio ad majora!» Parla anche il Movimento 5 Stelle, «l Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso dei Commissari ad acta, quindi il Punto nascita di Termoli resta aperto – afferma portavoce M5S in Consiglio regionale Valerio Fontana- siamo tutti contenti, è un grande giorno. Però delle considerazioni vanno fatte: il governo Toma continua a denigrare il basso Molise. Ancora una volta – continua il consigliere pentastellato – alle parole e agli annunci della politica regionale seguono fatti diametralmente opposti. A difendere il Punto nascita di Termoli al Consiglio di Stato, ieri, la Regione Molise non c’era. A garantire il diritto alla salute dei cittadini devono essere le istituzioni, non i cittadini dentro ai tribunali. Questa regione va al contrario. Onestamente, per quanto assurdi siano questi comportamenti in capo ad un’alta istituzione politica, vi confesso che non mi stupisco più – dice Valerio Fontana – del resto c’era un precedente identico altrettanto grave, quello del tunnel di Termoli. Anche qui, il governo regionale si era detto fermamente contrario all’opera ma poi, nei fatti, in tribunale si è andato a sedere ‘dalla parte sbagliata’, cioè insieme agli avvocati della ditta appaltatrice e all’amministrazione Sbrocca (pro Tunnel). Ma c’è un’ulteriore aggravante: questo governo regionale non dà seguito alle delibere di Consiglio. Lo scorso 24 settembre – continua – abbiamo chiesto a Toma, all’unanimità, di bloccare tutte le chiusure dei reparti degli ospedali molisani fino all’approvazione del nuovo Pos. Come avevamo deliberato l’istituzione di una Commissione speciale sulla sanità. E non si sta impegnando in questo senso. In definitiva – conclude il portavoce M5S – politica da una parte e cittadini dall’altra. Questa è la triste realtà. E vorrei precisare che l’amministrazione guidata da Francesco Roberti, sindaco di Termoli di Forza Italia, è stata la prima a costituirsi al Consiglio di Stato. Mentre la Regione in capo a Donato Toma, sempre di Forza Italia, non si è proprio presentata. Misteri del centrodestra molisano».
«Il diritto alla salute delle mamme e dei nascituri viene prima di ogni altra cosa. La sentenza del Consiglio di Stato rispetta un principio sacrosanto». La deputata di Liberi e Uguali, l’onorevole Giuseppina Occhionero, ha espresso soddisfazione per la decisione con la quale i giudici della Suprema Corte hanno confermato la sospensiva cautelare del Tar Molise sulla chiusura del Punto Nascita dell’ospedale di Termoli. «Sono particolarmente contenta – ha dichiarato la parlamentare molisana – innanzitutto per tutte quelle mamme con le quali abbiamo condiviso questa importantissima battaglia. E poi – ha aggiunto – per una questione di diritto sulla quale, peraltro, i dubbi erano pochi. Il diritto alla salute – ha sottolineato l’onorevole Occhionero – non può essere ridotto ad un semplice fattore numerico e il fatto che la sentenza del Consiglio di Stato lo abbia evidenziato ci fa guardare alla sentenza di merito fissata dal Tar Molise al prossimo aprile con rinnovato ottimismo. Nel frattempo – ha concluso Giuseppina Occhionero – continueremo la nostra interlocuzione con il ministro della Salute, Roberto Speranza, affinché anche per i molisani il diritto alla salute e alla sanità pubblica di qualità venga riconosciuto alla pari degli altri cittadini italiani». «Grazie alle tante mamme e ai tanti papà che ci hanno creduto fin dal primo momento. Finalmente una bella notizia quella sul punto nascita di Termoli che continuerà a restare aperto, che premia chi si ribella, chi sogna e ci mette la faccia, che premia chi crede che solo lottando si può sconfiggere la mala politica e, soprattutto, chi gestisce la cosa pubblica come se fosse una sua proprietà privata. Il popolo del Basso Molise ha vinto contro i poteri forti». E’ quanto dichiarato da Aida Romagnuolo leader di “Prima il Molise”. «Con la bocciatura da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato dai ministeri e dall’Asrem, ha continuato Romagnuolo, ad aver vinto questa battaglia anche se fino al prossimo aprile, sono stati il territorio del Basso Molise e i cittadini oltre ovviamente alle varie amministrazioni comunali, le tantissime mamme e padri di famiglia e i vari comitati spontanei. Il punto nascita di Termoli quindi, ha proseguito Romagnuolo, continuerà a restare aperto grazie alla sospensiva del Tar Molise anche se il mio auspicio e il mio impegno, sarà quello che si riveda una volta per tutte il decreto Balduzzi che di fatto cancella sul nostro territorio eccellenti strutture come quella del Basso Molise. Eppure, ha ancora detto Romagnuolo, arrivare a cifre più elevate nel punto nascita di Termoli basterebbe poco, basterebbe un ottimo primario e, ce ne sono, per ritornare agli standard del prof. De Palma. Sono del parere, ha concluso Romagnuolo, che la Regione Molise si faccia una volta tanto, interprete dei bisogni dei cittadini e degli interessi di chi vive nel Basso Molise, affrontando di petto la situazione a cominciare da tutti i capigruppo presenti in Consiglio Regionale per recarsi dal Ministro Speranza, e con lui riprogrammare una legge, quella dei 500 parti all’anno, che procura solo danni alle popolazioni e ai territori di piccole dimensioni».

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