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Amadori, il futuro passa per il Mise

Amadori, il futuro passa per il Mise

Appuntamento alle 11, ironia della sorte, in via Molise a Roma. Lì ha sede il ministero dello Sviluppo economico, attualmente retto da Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle.
Al tavolo convocato in zona Cesarini rispetto alla scadenza del termine per la proroga della cassa integrazione per i lavoratori della Gam, oltre alla Regione, il governo e le parti sociali, ci saranno pure i vertici di Amadori, l’azienda che in passato aveva manifestato interesse – investendo anche diversi milioni di euro per rilevare un lotto del fallimento Arena – per il rilancio della filiera avicola.
Tante le speranze riposte nel vertice di stamane.
Se al Ministero verranno manifestate prospettive concrete per il futuro, per gli oltre 250 lavoratori potrebbe aprirsi qualche ulteriore spiraglio. Altrimenti la vertenza finirà sotto una pietra tombale. E saranno spazzate pure le speranze legate alla concessione dello stato di Aria di crisi complessa.
Cauto il deputato pentastellato Antonio Federico: «Non mi aspetto grandi sorprese rispetto al macello, ma se confermate le intenzioni di Agricola Vicentina di rafforzare investimenti sulla filiera bassa si dovrà puntare a mettere in sicurezza quanti più lavoratori possibile. Per tutto il resto – ancora Federico – è la Regione che deve assumersi le sue responsabilità: completata la profilazione far partire le politiche attive, mentre il destino di Gam è salvo solo se ancora la Regione sarà in grado di mettere al tavolo un nuovo interlocutore con il quale stabilire un nuovo accordo. I tempi – avvisa il deputato – sono strettissimi però».

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