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Il ministro Fioramonti annuncia svolte epocali, Boccardo: non restiamo a guardare

Il ministro Fioramonti annuncia svolte epocali, Boccardo: non restiamo a guardare

Il nuovo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, almeno nelle intenzioni, vuole dare quell’impulso che da anni manca al settore della scuola e della ricerca.
In questi giorni il titolare del dicastero ha incontrato i sindacati. Buoni e interessanti, secondo quanto riferisce la segretaria regionale della Uil Tecla Boccardo, gli spunti di riflessione.
«L’intento di entrambe le parti – spiega Antonio Foccillo, segretario confederale Uil – è quello di non limitarsi a questo primo appuntamento, ma di instaurare un rapporto proficuo di collaborazione e confronto su temi che da troppi anni son rimasti relegati all’angolo dell’agenda di chi governa e che richiedono, finalmente, un’azione politica seria di investimenti e promozione dei settori dell’Istruzione e della Ricerca. Non possiamo più cedere il passo rispetto agli altri Stati europei come avvenuto in questi anni, anzi dobbiamo recuperare terreno rilanciando un comparto che rappresenta, checché se ne dica, una risorsa strategica e una innegabile ricchezza preziosa per lo sviluppo, la competitività e l’innovazione dell’intero sistema Paese. Dobbiamo prenderne coscienza e pertanto è opportuna anche un’adeguata sensibilizzazione. Tutto questo, però, non potrà prendere forma con la solita invarianza di spesa, ma solo con le dovute poste economiche che dovranno esser previste fin da subito nella prossima e vicina legge di bilancio ed è questo concetto che, come Uil, abbiamo tenuto a precisare al ministro del Miur».
Il sindacato si è posto una serie di obiettivi: è importante uno stanziamento di risorse a 360° che parta dall’equo e paritario finanziamento – per tutte le Regioni, garantendo le pari opportunità costituzionalmente riconosciute a tutti i cittadini – di tutte le Università statali e arrivi a una sempre maggiore promozione e garanzia dell’accesso al diritto allo studio; che superi finalmente l’ingiusta condizione di precarietà dei tanti nostri ricercatori e che promuova le tante eccellenze che ci invidiano in tutto il mondo; che riconosca, attraverso i rinnovi contrattuali e il riconoscimento delle singole specificità, la professionalità dei lavoratori del settore e che li valorizzi, anche concludendo i lavori in Aran della commissione sugli ordinamenti; che consenta nuovi ingressi attraverso un piano straordinario di assunzioni.
Ora sono da intensificare le azioni dei tavoli di incontro tematici – fanno sapere dalla Uil Molise – per arrivare a soluzioni condivise fra sindacato e ministro, in modo da trasporre le scelte nella manovra economica che a giorni verrà impostata. E qualche ricaduta importante ci potrà essere anche per il Molise.
Tecla Boccardo così contestualizza le scelte: «Quante volte l’abbiamo detto? Perché da noi riparta l’economia e l’occupazione, perché sia salvaguardata la coesione sociale e perseguito il benessere della popolazione, è indispensabile realizzare un modello di sviluppo che, certo, abbia al centro le nostre eccellenze e peculiarità (ambiente e qualità della vita, produzioni agricole e artigianato, cultura e turismo, il poco manifatturiero che resiste) ma il tutto con un atteggiamento innovativo e non solo di compiaciuta conservazione. L’industria 4.0, la globalizzazione dei mercati e l’internazionalizzazione delle nostre esportazioni, lo sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie informatiche in tutti i processi produttivi, richiedono, pretendono una nuova classe di lavoratori: più colti e informati, digitali e padroni delle lingue, evoluti e flessibili, con una qualificazione continua ed una solida preparazione di base. La nostra scuola – ancora Boccardo – già fa miracoli con le poche risorse a disposizione e con troppi edifici bisognosi di ristrutturazione (anche per garantire la sicurezza a lavoratori e scolari/studenti), con troppo precariato fra il corpo docente e negli amministrativi e il consueto balletto delle supplenze e chiamate ad inizio d’anno. La nostra Università rappresenta già un’eccellenza nel panorama degli istituti di alta formazione del Meridione, per la qualità dei corsi di studio e del corpo docente, per i piani didattici e per i tanti ragazzi che sforna, laureati che, purtroppo, poi devono emigrare per dare fondo alle loro competenze e realizzarle nel lavoro. Che da noi manca».
Per Boccardo si deve fare di più: «Se davvero ora, a livello nazionale, qualcosa si sblocca, dobbiamo essere pronti a declinare in dialetto molisano il diritto allo studio, il superamento dello stato di precarietà dei ricercatori, il riconoscimento della professionalità dei lavoratori della cultura, della formazione e della ricerca, l’assunzione di nuovo personale per dare più forza alla nostra scuola e all’Università. Spero solo che la politica molisana, che gli amministratori regionali e di quant’altri hanno competenza in proposito, abbiano coscienza di queste opportunità che si vanno delineando, che pretendano di aver parte nei progetti e di avere parte delle risorse economiche. Questo, della nuova programmazione di scuola, università e ricerca, è un treno che sta partendo. Vediamo – conclude la segretaria della Uil – di non restare sul marciapiede a guardare i binari».

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