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Isernia, amministratori fuori dal Palazzo a difesa dell’ospedale Veneziale

«Non si può smantellare un servizio che funziona» Lo ha ribadito il sindaco di Isernia che ieri mattina ha chiamato a raccolta gli amministratori in difesa del centro di Senologia e, più in generale, del presidio ospedaliero cittadino. Una sorta di flash mob quello che si è tenuto davanti alla sede municipale, con la chiusura simbolica del portone del Comune.
«Una manifestazione a sostegno della nostra sanità e di un servizio che abbiamo perso e che speriamo di recuperare – ha spiegato d’Apollonio -. Sono tante le criticità con cui il ‘Veneziale’ fa i conti e i segnali che arrivano sono preoccupanti. Più volte ho esternato tali problematiche sui tavoli istituzionali. Ne ho parlato con il presidente della Regione Donato Toma e con i vertici dell’Asrem. Questa manifestazione è la manifestazione degli amministratori, che vogliono uscire dal Palazzo. Dentro la casa comunale abbiamo discusso tanto tra di noi. Da parte nostra c’è stata sempre una presa di posizione molto forte rispetto a tali tematiche. A luglio scorso abbiamo approvato una delibera, poi inviata al ministro della Sanità, che nel frattempo è cambiato. Ora la rinvieremo al nuovo titolare del dicastero Roberto Speranza. La nostra è una manifestazione simbolica per dire che noi siamo sul territorio, dalla parte dei cittadini e insieme a loro. Quello di sbarrare il portone d’ingresso del municipio vuole essere un segno di protesta forte nei confronti di una situazione di confusione, incertezza e grande preoccupazione».
All’appello del sindaco hanno risposto anche diversi amministratori, in rappresentanza dei Comuni di Roccamandolfi, Macchiagodena, Sessano del Molise e Pescolanciano, insieme al sindaco di Venafro e presidente della Provincia Alfredo Ricci e alla consigliera regionale Filomena Calenda, perché le problematiche riguardanti il ‘Veneziale’ non riguardano solo Isernia. «A loro va il mio ringraziamento – ha detto d’Apollonio -. In questi giorni ho ricevuto diversi messaggi da parte dei sindaci del territorio. Molti non hanno potuto partecipare alla protesta, ma hanno espresso la loro solidarietà. Credo che con questa iniziativa abbiamo dimostrato il nostro attaccamento alla città. Le preoccupazioni ci sono e quello che dovremo fare a livello istituzionale lo faremo. Lo farò io in prima persona perché ho ricevuto un mandato molto stringente dal Consiglio comunale. Un altro aspetto che va considerato è che il nostro è un ospedale di confine. Abbiamo pazienti che arrivano dall’Abruzzo, dal basso Lazio e dalla provincia di Caserta, che creano mobilità attiva che l’Asrem chiede».
Non è mancata la replica al gruppo dei Popolari e della consigliera Rita Formichelli che, ritenendo «inutile e tardiva» tale iniziativa hanno declinato l’invito a partecipare. «Non accetto – ha sottolineato il primo cittadino – lezioni istituzionali da parte di nessuno. So benissimo quello che devo fare, conosco le responsabilità che incombono sul primo cittadino. Questa è un’occasione per evidenziare da che parte siamo. Non voglio attaccare nessuno, vorrei semplicemente una riflessione da parte di tutti su quelle che sono responsabilità».
La battaglia delle donne. Al sit-in era presente anche la consigliera regionale e comunale Filomena Calenda che ha evidenziato come la difesa della Senologia è «una battaglia trasversale, che non riguarda solo Isernia, ma è a tutela di tutte le donne molisane, in particolare di quelle che si trovano a combattere una patologia subdola che ne debilita il corpo e lo spirito. Qualsiasi programmazione politica non può prescindere dagli interessi legittimi dei cittadini nel vedersi tutelato il diritto alla salute; le istituzioni hanno il compito di garantire servizi ritenuti essenziali. Di qui la necessità di dar seguito a quanto previsto dalla mozione approvata all’unanimità in Consiglio Regionale, non più di una settimana fa, attraverso cui si impegnava il presidente Toma a mettere in atto tutte le azioni possibili tese a chiedere una moratoria finalizzata ad evitare tagli o ridimensionamenti di tutti i servizi sanitari esistenti, in attesa dell’approvazione del nuovo Piano Operativo Sanitario. Mi auguro – ha concluso Calenda – che i vertici Asrem comprendano la posta in gioca e che un ulteriore intervento del governatore del Molise possa essere risolutivo».
La posizione della Provincia. «Questa è una battaglia – ha evidenziato il presidente Ricci – che tutti i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni devono portare avanti. Ci sono stati e ci saranno momenti di protesta, come ci saranno confronti sul piano istituzionale. È questa una fase molto delicata, in cui si stanno redigendo i nuovi piani operativi e sul quel terreno si giocherà il futuro del diritto alla salute dei cittadini».
La mobilitazione intanto continua. Alla manifestazione di ieri hanno partecipato anche alcuni esponenti del comitato ‘In seno al problema’ che hanno invitato gli isernini ad essere presenti oggi davanti alla sede del Consiglio regionale per una nuova protesta a difesa della sanità.

Deborah Di Vincenzo

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