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Palazzo D’Aimmo, una legge che dichiara guerra a bulli e leoni da tastiera

Palazzo D’Aimmo, una legge che dichiara guerra a bulli e leoni da tastiera

Bullismo e cyberbullismo, questioni attuali che spingono a provvedimenti seri. Anche la Regione Molise avrà presto la sua legge in materia: la proposta è stata presentata da Paola Matteo, prima firmataria, e da Andrea Di Lucente. L’obiettivo è contrastare le due problematiche sempre più presenti, anche nelle piccole comunità. È soprattutto la scuola il ‘regno’ dei bulli, che mettono in atto comportamenti aggressivi, violenti o provocatori contro i più deboli, i ragazzi che faticano ad inserirsi nel gruppo. Ma preoccupa fortemente, nell’era digitale, il cyber bullismo che utilizza medesimi atteggiamenti rafforzati però dalla possibilità di non apparire, di trincerarsi dietro ad un nick name, dall’anonimato che rende, purtroppo, tutto più semplice e moltiplica gli episodi che, troppo spesso, finiscono in tragedia. «Occorre sensibilizzare i ragazzi e le ragazze ad un uso consapevole delle nuove tecnologie e alla necessità di contrastare e denunciare atteggiamenti violenti e discriminatori – spiega il consigliere Paola Matteo che, sulla tematica si è fin da subito impegnata con caparbietà -. In un mondo sempre più on-line, a partire dai social network ormai utilizzati da tutti gli adolescenti, il cyberbullismo è un fenomeno, purtroppo, in forte crescita con numeri negativi destinati a crescere. Vogliamo una legge che intervenga soprattutto sulla prevenzione e sull’informazione – continua la capogruppo di Orgoglio Molise – attraverso il corretto e consapevole utilizzo, da parte soprattutto dei giovani, dello smartphone e delle piattaforme social. La legge regionale, che propongo insieme al collega Di Lucente, risponderà appieno a queste esigenze attraverso i vari interventi che si metteranno in campo». Previste, infatti, molte iniziative di supporto, di formazione e di contrasto come, ad esempio, campagne di sensibilizzazione, incontri sui temi della legalità, rispetto e tolleranza da attuare in tutti i contesti (scuola, sport, ambienti culturali), programmi di sostegno in favore delle vittime dei fenomeni, promozione di corsi e di gruppi di supporto alle famiglie, iter formativi per il personale scolastico e gli operatori sportivi. Prevista anche l’istituzione di una giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, che si terrà presumibilmente a febbraio e che coinvolgerà, oltre i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie, anche gli istituti scolastici, le istituzioni politiche e sociali, le associazioni di volontariato attive sul territorio, il Tribunale per i Minori e gli istituti penitenziari. Un lavoro in tandem, quello che ha coinvolto Paola Matteo e Andrea Di Lucente, che presto si concretizzerà in un atto normativo valido, a supporto di una problematica che coinvolge sempre di più i ragazzi. Entrando nel dettaglio del dispositivo, che è al vaglio della Commissione competente, la proposta di legge intende tutelare la crescita educativa, sociale e psicologica delle vittime, valorizzare il benessere tra pari e prevenire rischi nell’età evolutiva e nell’adolescenza. Con questo obiettivo, la Regione promuove e favorisce ogni intervento mirato al sostegno e alla tutela di tutti i soggetti coinvolti, sia vittime e sia responsabili di illeciti. In particolare si prevede che la stessa Regione promuova e finanzi programmi, progetti ed interventi diretti alla diffusione della cultura della legalità e del rispetto della dignità personale e delle diversità altrui. Previsto anche un sostegno alle attività finalizzate al contrasto di tutte le forme di discriminazione, nonché quelle dirette all’uso consapevole dei mezzi informatici e della rete anche in ambito scolastico. Inoltre, nel testo, si prevede un ulteriore sostegno, da parte della Regione, alle vittime di bullismo o cyberbullismo: il supporto per le spese legali per le vittime nei procedimenti giudiziari, fermo restando il limite di reddito previsto per il patrocinio a spese dello Stato. La Regione si riserva poi la facoltà di costituirsi parte civile nei processi che hanno ad oggetto tale tipologie di reato quando commessi ai danni dei minori.

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