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Caos Caracciolo, dito puntato sul trio Iorio-Frattura-Toma

Luci spente, silenzio assordante e un via vai di persone che non esiste più affossato da scelte infauste, mancate promesse e proclami illusori. Fino a qualche anno fa l’ospedale “Caracciolo” rappresentava un presidio capace di fornire risposte sanitarie, generava mobilità attiva e dava lavoro a centinaia di persone che rinvestivano sul territorio. Una struttura realizzata con fondi privati, ma nell’arco di un ventennio rasa al suolo da una classe politica regionale inetta che ha prodotto solo disastri. I colpevoli, inutile girarci intorno, hanno un nome e cognome e portano dritto agli ultimi governatori succedutisi alla guida della Regione Molise.
Ad avviare le procedure di smobilitazione Michele Iorio da Morrone del Sannio che se in campagna elettorale prometteva l’ultimazione del nuovo ospedale in contrada Castelnuovo, dall’altra certificava la chiusura del punto nascite. Con la scusa di non raggiungere i 500 parti all’anno, equiparando il “Caracciolo” a realtà di pianura, con numeri decisamente superiori e senza tener conto di una stagione invernale che in altri posti vedono solo nei film, Iorio e si suoi adepti hanno di fatto cancellato la dicitura: nato ad Agnone.
Dopodiché a proseguire lo scellerato piano di smantellamento arriva un suo figlioccio, proveniente dallo stesso partito di Forza Italia, che tuttavia si professa di centrosinistra. Si chiama Paolo Di Laura Frattura, di professione fa l’architetto e in molti lo indicato come il messia calato dal cielo per risolvere gli atavici problemi della XX regione italiana. Nelle sue visite in Alto Molise dice di avere a cuore l’ospedale di Agnone, ma sotto la sua gestione viene cancellato il reparto di Chirurgia. A nulla valgono le dichiarazioni rilasciate alla vigilia del pensionamento dal primario Nicola Iavicoli che, in maniera gratuita, vorrebbe continuare ad operare nelle modernissime sale operatorie. Processato in pubblica piazza da comitati e cittadini, Frattura cerca di rimediare con un fantomatico accordo di confine con i cugini dell’Abruzzo che alla fine si rivelerà tale.
Si tratta dell’ennesima delusione che spalanca le porte alla vittoria del commercialista Donato Toma, nuovo eletto alla presidenza della Regione. Faccia simpatica e sorriso smagliante, sull’ali dell’entusiasmo per aver battuto l’agnonese Andrea Greco, Toma, sponsorizzato tra gli altri dall’europarlamentare di centrodestra Aldo Patriciello, impiega pochissimo tempo per dichiarare che il “Caracciolo” tornerà ad essere la struttura d’un tempo salvo poi scaricare tutte le responsabilità dell’imminente trasformazione in ospedale di comunità sui commissari spediti da Roma. È così il cerchio si chiude con l’unico reparto in vita, quello di Medicina, che vede l’abbandono degli ultimi medici in servizio. Tra meno di dieci giorni il primario Giovanni Di Nucci abdicherà la scena seguendo quanto già fatto da Piero Pescetelli, Giuseppe Attademo e Antonio Antonelli che rappresentavano lo zoccolo duro dell’ unità operativa complessa. Medici mai sostituiti nonostante il concorso bandito dall’Asrem e che per l’ospedale di Agnone prevede l’assunzione di due camici bianchi. Sullo sfondo il grande bluff del tris d’assi con le facce di Iorio, Frattura e Toma…

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