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Trasporto pubblico: sul gestore unico la giunta cambia strada

Trasporto pubblico: sul gestore unico la giunta cambia strada

La strada, è proprio il caso di dirlo, adesso sembra tutta in salita. ‘Colpa’ di un emendamento, sbucato martedì mattina a sorpresa, che di fatto introduce una novità che dilata i tempi (che pesano sulle spalle di autisti e lavoratori del settore), spariglia le carte e modifica i ragionamenti fatti fino ad oggi.
Gestore unico del trasporto pubblico? No grazie, servono almeno 2 consorzi che potrebbero essere chiamati ad occuparsi del settore. Una sorpresa, che produce due conseguenze. La prima: la proposta di legge non è stata iscritta all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale, come invece avrebbe dovuto, a seguito del voto negativo del gruppo dei 5 Stelle e all’astensione degli esponenti del Pd (Facciolla e Fanelli), di Michele Iorio e di Aida Romagnuolo. La seconda: quel voto contrario dei 5 Stelle, nei fatti, allunga i tempi per l’erogazione del contributo regionale appannaggio del Comune di Campobasso, a trazione Movimento. A cascata, quindi, provoca la mancata corresponsione – per qualche altra settimana – delle somme dovute alle aziende che, a loro volta, ritarderanno l’accreditamento degli stipendi al personale e agli autisti delle società concessionarie. La proposta di legge tornerà in Aula martedì prossimo e dal gruppo consiliare di Palazzo D’Aimmo arrivano le rassicurazioni dei pentastellati: voteremo di certo sì alla proroga, sulla seconda parte – quella che riguarda la faccenda gestore non più unico – avevamo necessità di approfondire la questione. Anche i sindacati non hanno particolarmente ‘gradito’ la novità dell’ultima ora. Un settore nel quale si trascinano da anni problematiche che non sembrano trovare mai soluzione e che domani scende in sciopero, incrociando le braccia nelle ultime 4 ore del turno e cioè dalle 19 alle 21.
«Dopo che per mesi ci è stata prospettata, come soluzione, la necessità di un bando per il gestore unico, da noi condivisa – spiegano i referenti della Triplice sindacale – tentare di violare la legge e proporre invece la possibilità di individuare due bacini, anziché uno per il Tpl molisano, non è un buon viatico per acquisire reputazione ma ci pare solo un tentativo di ingraziarsi due consorzi» il commento al vetriolo. Una ratio però c’è, e non potrebbe essere diversamente: risiederebbe nel numero totale dei chilometri, che è la base sulla quale predisporre il bando di gara. Solo un chilometraggio complessivo al di sotto dei 4 milioni consentirebbe il lotto unico, secondo le direttive dell’Art (l’autorità di regolazione dei trasporti). Quindi il gestore unico del trasporto pubblico regionale. Nei fatti, e in politica sono quelli che contano, il Movimento 5 Stelle di via IV Novembre sembrerebbe essersi messo di traverso a quello di Piazza Municipio. «È giusto approvare una legge che proroga i termini per i bandi del trasporto pubblico urbano in modo da garantire i diritti e la dignità dei lavoratori di Campobasso e Isernia ma è completamente fuori luogo mettere nella stessa legge una indicazione sui bandi del trasporto pubblico extraurbano – spiegano però sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle i consiglieri regionali chiamati in causa proprio rispetto alla decisione di non votare l’iscrizione della pdl all’ordine del giorno dei lavori –; la Giunta ha presentato una proposta di legge per consentire di incassare le somme necessarie al funzionamento del servizio, proposta portata d’urgenza in Terza Commissione e ci è sembrata condivisibile, ma mentre eravamo in Commissione, convocata a Consiglio regionale iniziato, il presidente Toma e l’assessore competente hanno chiesto al presidente D’Egidio di presentare un emendamento con annessa relazione. Relativo al trasporto pubblico extraurbano ma inserito in una legge che riguardava quello urbano. Il nostro timore è che quell’emendamento avrebbe potuto condizionare pesantemente la futura gara di selezione del gestore unico del trasporto pubblico regionale. Una cosa non di poco conto, considerando che quella del Tpl è la seconda voce del bilancio regionale dopo la sanità. La clausola che hanno provato ad introdurre – continuano i pentastellati – creerebbe due lotti in un unico ambito regionale: ciò vorrà dire che il trasporto pubblico locale potrebbe finire nelle mani di due gestori diversi, contrariamente a ciò che si è detto negli ultimi 10 anni. E noi vogliamo capire quali ricadute avrebbe tutto questo sulla qualità dei servizi e sulle procedure d’affido».

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