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Stroncato da un infarto, la morte di Fagnano lascia tutti sotto shock

Stroncato da un infarto, la morte di Fagnano lascia tutti sotto shock

Un malore ieri mattina presto, nella sua casa di Teramo, non gli ha lasciato scampo. Se n’è andato a 56 anni Roberto Fagnano, stroncato da un infarto fulminante. La corsa all’ospedale Mazzini, l’arrivo nel reparto di Emodinamica in condizioni gravissime. I medici hanno tentato un per oltre un’ora e un quarto di rianimarlo. Ma per Fagnano non c’era più nulla da fare.
Direttore del dipartimento Sanità in Abruzzo da inizio settembre, prima era stato a capo dell’Asl di Teramo, dal 2014. Avvocato, campobassano, collaboratore del prof Gianni Di Giandomenico alla cattedra di diritto privato all’Unimol, a Termoli i primi passi da manager: dal 2003 fu dg in Comune voluto dall’allora sindaco Remo Di Giandomenico. Poi il passaggio alla sanità, direttore dell’assessorato con il presidente Michele Iorio dal 2005 al 2012. Quell’anno si chiuse un ciclo, Fagnano fu di fatto rimosso dall’incarico. Lui non se ne è mai fatto un cruccio, non ha mai vissuto la sua carriera professionale fuori dai confini come un esilio. Due anni dopo il governatore abruzzese del Pd Luciano D’Alfonso lo scelse per l’azienda di Teramo. Dove ha fatto bene, molto bene. Tanto che il successore di D’Alfonso, Marco Marsilio del centrodestra, gli ha affidato la programmazione sanitaria. Ha lasciato l’Asl di Teramo con l’annuncio del finanziamento per il nuovo ospedale, che ora potrebbe portare il suo nome, un cameo di cui parlava con orgoglio e che voleva aggiungere ai tanti risultati raggiunti.
La notizia della sua morte si è diffusa subito in Molise. Innanzitutto a Campobasso, dove Fagnano viveva con la moglie, che è responsabile dell’ufficio legale della Fondazione Giovanni Paolo II, e la figlia e dove il manager aveva mantenuto rapporti di amicizia. Tra le 28 domande per la direzione dell’Asrem c’era la sua. «Nel nostro ambiente – diceva – le domande si fanno sempre…». Ma la passione con cui svolgeva i suoi incarichi e l’attaccamento alle radici parlavano per lui: il pensiero del ritorno non gli era estraneo. Non per questo era un chiodo fisso.
Incredulità, dolore, sgomento: queste le reazioni delle istituzioni, degli ex colleghi, del comparto sanità, degli amici di sempre. In Abruzzo, dove la moglie e i familiari sono arrivati ieri mattina, in segno di lutto è stata rinviata la seduta del Consiglio regionale. Il governatore Marco Marsilio, nell’esprimere il cordoglio anche a nome della giunta, ha evidenziato di aver apprezzato in Fagnano «oltre alle qualità umane, la professionalità e l’esperienza, in un settore così delicato e complesso come quello della sanità. Ai familiari le più sentite condoglianze da tutto il personale di Regione Abruzzo».
Anche a Campobasso era in corso la seduta del Consiglio regionale quando è circolata la notizia della scomparsa. L’Aula, su invito del presidente Salvatore Micone, ha osservato un minuto di raccoglimento. Il governatore Donato Toma non ha nascosto la commozione: «Ho appreso la bruttissima notizia dell’amico Roberto Fagnano che ci ha lasciato… Ci confrontavamo spesso in Conferenza delle Regioni dove accompagnava l’assessore dell’Abruzzo. Di recente mi ha detto: presidente ti vedo molto battagliero e sono contento per la mia regione. Io a lui avevo detto: sono contento per l’Abruzzo perché ha saputo scegliere».
Incredulo e addolorato l’assessore Vincenzo Niro che ha ricordato «il suo elevato spessore umano la sua grande professionalità, che ha messo al servizio del Molise per tanti anni, anche attraverso il suo impegno politico, mai scontato e sempre ricco di spunti di riflessione per tutti noi».
Per il sindaco di Termoli Francesco Roberti l’improvvisa scomparsa di Fagnano «è una perdita gravissima per tutti, per la famiglia, gli amici e tutti coloro che hanno avuto con lui contatti lavorativi. Abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare la persona, oltre che il dirigente, il suo impegno, la sua disponibilità, la sua umanità. Perdiamo con lui uno dei più brillanti protagonisti degli ultimi anni».
Stamane una messa a Teramo, nel pomeriggio la camera ardente al Mazzini. Domani la salma tornerà a Campobasso.
Brillante, mite ma determinato, consapevole delle sue qualità, capace. Sono alcuni degli aggettivi con cui in tanti ricordano Roberto Fagnano. Onesto nelle analisi e nel conto di pregi e difetti. Promosso dg in Regione Abruzzo, a Primo Piano consegnò – con l’entusiasmo che metteva quando ragionava con i giornalisti della sua terra – l’esatta dimensione di quello che potrebbe essere la nostra sanità e dei motivi per cui finora non lo è stata. Di quello che potrebbe essere il Molise. E purtroppo finora non è stato.
rita iacobucci

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