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Sicurezza ‘partecipata’, la ricetta del nuovo questore di Campobasso Alberto Francini

Sicurezza ‘partecipata’, la ricetta del nuovo questore di Campobasso Alberto Francini

Conosceva già la realtà regionale per aver insegnato all’Università degli Studi del Molise: dal 1994 al 2008 è stato infatti cultore della materia in Diritto Costituzionale. Da ieri invece Alberto Francini è il nuovo questore di Campobasso, dopo aver ricoperto lo stesso ruolo a Catania un anno fa. Napoletano, classe 1957, si è presentato alla stampa negli uffici di via Tiberio fissando già gli obiettivi che intende perseguire nella provincia. «Non esistono più isole felici – ha esordito centrando il punto – e la vicinanza di regioni come la Campania e la Puglia fa del Molise un territorio appetibile. Certo, la criminalità è profondamente cambiata, la mafia non va più in giro con lupara. Bisogna però prestare attenzione alle imprese, soprattutto quelle in difficoltà, perché è lì che la criminalità organizzata agisce e si nasconde».
Sul contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti ha le idee chiare: «Trent’anni lo spacciatore ‘di quartiere’ altro non era che il tossicodipendente che, per acquistare una dose, si prestava a smerciare droga. Ora invece, anche dietro il piccolo spaccio c’è la mano della criminalità organizzata. Quindi il fenomeno è certamente più preoccupante e ha dei risvolti pericolosi».
Per arginare il fenomeno dello spaccio, come qualsiasi altro reato, però è necessaria la collaborazione tra le forze dell’ordine, le istituzioni e soprattutto i cittadini. È questa la ricetta di Francini, già sperimentata a Pisa dove ha favorito la costituzione di ‘gruppi di vicinato’, una sorta di presidio di sicurezza sul territorio a stretto contatto con le forze di Polizia.
«La sicurezza si assicura con una propulsione verso la collettività. In questo modo i cittadini si sentono coinvolti e meno ‘abbandonati’. È un aspetto psicologico che non va sottovalutato: il cittadino si sente parte di un sistema e così adotta anche un comportamento virtuoso. Poi ci sono i riflessi concreti visto che molti reati vengono fermati proprio con le segnalazioni della gente comune. Noi a questo dobbiamo puntare, perché per quanto i reati siano in calo c’è un aumento della percezione di insicurezza tra le persone. Il questore non può trincerarsi dietro le statistiche e i numeri, il questore deve far sentire i cittadini sicuri, bisogna interagire con la gente. Questa è una Questura virtuosa, il mio predecessore Mario Caggegi l’ha diretta in maniera eccepibile e io mi inserisco con grande umiltà nel solco tracciato dal collega cercando di dare il mio contributo. Quello della ‘sicurezza partecipata’ sarà sicuramente uno dei miei obiettivi».
Francini, coniugato e con tre figli, si è laureato in Giurisprudenza, conseguendo successivamente il diploma di specializzazione triennale in Diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, nonché un master in Diritto e Finanza degli Enti locali ed un ulteriore master in Sicurezza e Cooperazione Internazionale di Polizia.
Specializzato nei servizi di Polizia Stradale, ha rivestito il ruolo di docente in diverse scuole delle varie forze di polizia e coordinatore dei docenti presso il Centro di Formazione per la tutela dell’Ordine Pubblico di Nettuno.
È stato commissario straordinario in alcuni Comuni sciolti per mafia, fra cui, in particolare, il Comune di Quindici (AV) per oltre tre anni.
Nel febbraio 1983 è risultato vincitore del concorso per Funzionari della Polizia di Stato. Tra i numerosi incarichi ricoperti nel corso della carriera, è stato Dirigente di vari Commissariati di Pubblica Sicurezza sezionali e distaccati della Questura di Napoli, dove per oltre venti anni, ha diretto l’ordine pubblico allo stadio San Paolo, per un totale di oltre 600 partite di calcio; in virtù dell’esperienza maturata in tale ambito, è stato relatore in seminari internazionali sull’ordine pubblico negli stadi.
Il dottor Francini ha diretto, inoltre, i servizi di ordine pubblico durante le ultime cinque emergenze rifiuti del napoletano (Giugliano, Acerra, Pianura, Chiaiano, Terzigno). Per la grande esperienza maturata nella gestione dell’ordine pubblico, ha partecipato all’International Visitor Leadership Program su invito del Dipartimento di Stato Usa.
È autore di alcune pubblicazioni sulla pubblica sicurezza e l’ordine pubblico.
Nel 2013, nominato Dirigente Superiore della Polizia di Stato, ha assunto l’incarico di Questore di Lecco fino al 2015. Dal 2015 al 2018 ha diretto la Questura di Pisa.
Nel 2018 ha conseguito la promozione a Dirigente Generale di P.S. Dal 2018 al 2019 ha diretto la Questura di Catania. Nel corso del 2019 è stato, inoltre, coordinatore della struttura di missione in tema di protezione dei dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

md

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