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Isernia, operazione di Polizia e Carabinieri: scippatore seriale in manette

Un caso risolto da Polizia e Carabinieri insieme: un 20enne residente a Isernia è stato arrestato con l’accusa di aver commesso nel corso della passata estate numerosi scippi. Il giovane, dopo le formalità di rito, è stato ristretto ai domiciliari.
La Squadra mobile della Questura pentra e gli uomini del Nucleo operativo e radiomobile del Comando provinciale dell’Arma nelle scorse ore hanno eseguito l’ordinanza della misura cautelare emessa dal Tribunale di Isernia a carico di S. G. (sono queste le iniziali del 20enne), già noto alle forze dell’ordine per aver commesso reati sia contro il patrimonio sia nell’abito dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento è stata adottato dal gip Antonio Sicuranza a seguito della richiesta firmata dal sostituto Maria Carmela Andricciola e condivisa dal procuratore della Repubblica di Isernia Carlo Fucci.
Secondo le risultanze investigative, il giovane nei mesi di luglio e agosto della passata estate si è reso responsabile di più reati predatori (furto con strappo) – prevalentemente ai danni di persone anziane – commessi anche mediante l’utilizzo della violenza, pur di assicurarsi il maltolto.
I ripetuti scippi, come ricordano Polizia e Carabinieri, hanno generato un notevole allarme sociale.
Le indagini sono partite in seguito alle denunce presentate dalle vittime, da cui è emerso che il 20enne era solito fermarsi con il pretesto di chiedere informazioni. Poi, con un gesto fulmineo, strappava le catenine d’oro al malcapitato di turno e si dava frettolosamente alla fuga, facendo perdere ogni traccia.
La Squadra mobile, in sinergia con i militari del Norm dei Carabinieri di Isernia, è riuscita ad identificare il giovane attraverso l’acquisizione di video registrati da una telecamera di videosorveglianza, da un riconoscimento eseguito da una delle vittima tramite un album fotografico e anche grazie alla testimonianza di una persona che aveva assistito ad uno dei furti con strappo.
Sulla base dei riscontri e delle dichiarazioni rese dalle vittime, è emerso un quadro indiziario successivamente condiviso dal gip presso il Tribunale di Isernia che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare.

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